sabato 3 settembre 2011

Sacconi-Bonanni: come distruggere il lavoro

Il Nichilista, un blog che seguiamo spesso, si chiedeva se non fosse una strategia quella del governo, di valutare la reazione del web per sistemare la manovra finanzaria. In pratica, proporre, leggere le reazioni e risistemare. Tutto può essere, ma non lo credo possibile per questo governo, tanto arrogante quanto rozzo; tanto dilettante quanto incapace. 

No. Non è possibile! L'atteggiamento tipico di tutti i ministri, si legga Brunetta, Tremonti, Bossi, Calderoli, Brambilla, il Premier stesso, che non riescono e non vogliono dialogare, convinti di avere il verbo in tasca e talmente pieni di se da trattare gli altri da pezzenti. Il problema più grosso, però, è il convincimento, non avvalorato dai fatti, di essere bravi e questo gli procura la superbia necessaria per guardare gli altri dall'alto in basso: se andate su youtube e vi risentite le conferenze stampa di Tremonti, il peggior ministro dell'Economia che l'Italia ricordi, vi renderete conto di quanta presupponenza riesca a dimostrare. Un esempio tipico di quanto sostenuto? Sentite la parte di intervento di Sacconi al convegno organizzato dalle Acli: Lavoro scomposto:



La platea rumoreggia? Lui allora attacca. Uno gli da del fascista?..allora tira fuori la storia della famiglia
a dimostrazione del fatto che lui non solo non è fascista, chiamandolo cretino, ma vantandosi di essere anti-comunista e il tutto nell'imbarazzo generale.  Ci sarebbe piaciuto che il signore che l'ha giustamente chiamato fascista, perché solo le idee che lo rendono tale, si fosse alzato e gli avesse detto che non solo era tale, ma anche cretino! Non ricordo un video in cui un ministro di questo governo non perda le staffe e, approfittando del microfono e della scorta e della posizione istituzionale, si senta in diritto di offendere.  Ma a parte questo piccolo particolare, ci ha colpito, quando parlava dei bastardi anni'70, della parte in cui sostiene che in quel periodo i genitori pensavano solo a se stessi e che le famiglie, in pratica, andavano allo sfascio. Ora, non conosciamo i suoi problemi personali e i problemi dei suoi figli, ma chi scrive fa parte di quegli anni ed ha tanti amici che anche loro appartengono agli anni bastardi, ma non ci risulta che abbiano famiglie sbandate o figli con problemi, anzi, al contrario. Noi frequentiamo famiglie da tanti anni e i rispettivi figli sono amici dalle elementari e dalle medie e, tutt'oggi, pur avendo strade lavorative diverse e sparse in paesi europei, non disdegnano di trovare la pur minima occasione per incontrarsi. Sono ragazzi meravigliosi, onesti e lavoratori, che provengono da famiglie eccezionali. Forse il ministro ha sentore che i suoi problemi siano generalizzabili su tutti, ma sbaglia, sono solo suoi! Per quanto riguarda poi il fatto di essere anti-comunista, sempre che ce ne siano ancora, non credo che sia un vanto per quest'ultimi, perché abituati a personaggi di un livello culturale e politico nettamente superiore: si vedano Almirante e Fanfani, tanto per fare degli esempi. 
Il curriculum politico di Sacconi è un misto di socialismo-clericalismo-opportunismo imbarazzante. Per non parlare dell'odio per il mondo del lavoro, condito da un astio feroce per non averlo distrutto e per non avere la forza di farlo. Ogni ministro di questo governo, ed è difficile individuare il peggiore, è l'espressione di una politica rozza, violenta, affarista, incapace, arrogante e distruttiva, mai provata in tutta la storia del Paese.
Un ministro che da del cretino ad un partecipante al convegno e che è il maggior artefice  del flop conseguito dalla manovra-bis, quella concepita al banchetto di Arcore, relativa al tentativo di incidere sul riscatto degli anni universitari e del servizio di leva in riferimento alle pensioni, ci fa venire in mente una celebre frase "cretino è ...chi cretino lo fa". Se poi si considera che paga profumatamente collaboratori e professionisti per coprire la sua incapacità, allora ci rimane difficile trovare il giusto appellativo. Ma sarebbe fuori luogo intravedere nel suo errore solo superficialità, elemento tipico di questo governo, perché ci sono altre due motivi molto gravi che dovrebbero fare riflettere: il primo, è stato il desiderio di portare a termine velocemente la sua vendetta sul lavoro, sapendo che questa è la sua ultima possibilità; il secondo, è stato l'arrogante convincimento di avere dalla sua parte, come in Fiat, sia la Cisl che la Uil  e questo al di là dell'assurdità delle proposte avanzate, cosa, tra l'altro, rinfacciata dai suoi colleghi di mal-governo. Bonanni-Sacconi, con l'aggiunta poi della Uil, la crociata contro il male: la Cgil. D'altronde Bonanni qualcosa gli dovrà pure al nostro ministro, visto che la sua elezione alla segreteria della Cisl la deve anche al supporto avuto da Rino Tarelli, consigliere del ministro e da questi nominato al Covip, organismo di vigilanza sui fondi pensione.
Quando la Uil e la Cisl criticavano la signora Camusso per aver indetto lo sciopero del 6 settembre prossimo, per contestare l'iniquità della manovra, il ministro Sacconi tentava il golpe sulle pensioni e nessuno si aspettava la reazione  delle persone, degli ordini professionali e lo scatenarsi del web, per cui sono stati obbligati a fare marcia indietro e hanno inscenato un presidio davanti al Senato e sono convinti che sia stato loro il merito di aver fatto stralciare la norma sul riscatto degli anni universitari e del servizio militare. Non so a voi, ma a noi ci appaiono come corvi sul cactus...nel deserto della politica.
Volevamo terminare il post facendo delle osservazioni sul caso Fiat che, i nostri crociati, ritengono una loro eclatante vittoria. Al termine delle votazioni il risultato era: 51% avevano votato si e 49% avevano detto no. Da una parte, quella che ha perso, c'era la Cgil; dall'altra c'erano Cisl, Uil, Quadri, ricatto di Marchionne, Governo e Paura di Perdere il Posto. Ora, se questa la ritengono una vittoria allora non ci meraviglia che per il 6 settembre anche la Cisl di Treviso (ancora il Veneto!) aderisca, contravvenendo alle disposizioni del suo segretario. Noi siamo certi che il 6 settembre i partecipanti allo sciopero saranno molti di più degli iscritti alla Cgil, ma non lo sapremo mai, perché faranno l'impossibile per sminuirne il successo, anche perché dovrebbero rimettere in gioco la credibilità dei loro sindacati. 
A proposito di Fiat, la schiacciante vittoria referendaria a portato gli investimenti promessi da Marchionne? Chi ci legge da tempo c'è testimone di quanto avevamo scritto circa la tattica dell'ad di Fiat: spostare continuamente le date e trovare costantemente problemi per addurli a motivi frenanti. Non è argomento del post, ma vi consigliamo la lettura dell'articolo apparso su Il Fatto Quotidiano, Fiat, niente più Suv a Mirafiori, nel quale si spiegano i motivi per cui il Suv tornerà negli Usa; che forse si farà una Citycar, ma non potrebbe bastare per il futuro di Mirafiori; che i "sindacati, quelli che si erano fidati del capo del Lingotto adesso si preoccupano", chiedendo un incontro urgente ai vertici della Fiat per sapere del futuro di Mirafiori. La Cgil è da tempo che chiede programmi di investimenti e certezze sul futuro, ma l'asse Sacconi-Bonanni, con il fido Angeletti, fanno crociata contro il demonio Camusso.
Quando il cardinal Bertone è intervenuto sulla manovra economica elaborata dal governo, contestando la stretta fiscale sulle cooperative e ricordando che la difesa del diritto del lavoro non può dipendere soltanto dall'andamento delle Borse e del mercato, avremmo voluto essere una mosca per sentire le considerazioni del ministro Sacconi e del suo amico Bonanni sul cardinale in odore di comunismo...perché difendere il lavoro e i lavoratori non è un dovere/diritto, ma un'arroganza comunista.


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