sabato 17 settembre 2011

Il contenuto: una visione fuggevole

Ormai siamo talmente abituati ad un certo linguaggio politichese e non da non renderci più conto (quasi!) di quanto sia vuoto di contenuti. L'offesa, il tutto e il contrario di tutto, il futile, l'indecenza, la contraddizione, la falsità e il solo apparire la fanno da padrone. Tutto ciò ha condizionato anche il nostro modo di parlare, sempre meno impegnato e sempre più superficiale. Si spara...tanto per dire qualcosa!
Ieri sera abbiamo sentito Caselli (Lega) dire che lui guadagna 145.000 euro e che, alla fine, prende 5000 euro al mese. Premesso che per uno come lui è un'indecenza che possa guadagnare così tanto, ci dovrebbe dimostrare dove vanno a finire gli altri soldi e, esente da vergogna, dichiara che è sulla media degli stipendi italiani...quasi povero! Come minimo, da un ingegnere si pretenderebbe che sapesse fare di conto.
Quando si legge che il ministro Sacconi confida di trovare una legge per annullare il referendum sull'acqua, fregandosene di una votazione popolare, ci viene il dubbio se questo signore faccia parte del governo o se ritiene le persone che sono andate a lavorare dei mentecatti.
Se dopo averci fatto lezioni sugli ottimi rapporti che intercorrevano fra lui e i sindacati americani, Marchionne rompe anche con loro, allora un motivo ci sarà pure! Ma vuoi che la colpa sia sempre degli altri?
Se siamo costretti a sentire le cialtronerie, le offese,  le smentite  e le minacce del leader leghista, per non dire le falsità propinate e se ancora è convinto che la base lo segua ciecamente, allora le cose sono due: o  la base è fondamentalmente masochista, oppure Bossi non si rende conto della situazione. Ossia se ne rende conto, ma non riesce ad articolare qualcosa di meglio.
Se il nostro Presidente del Consiglio, sfugge dai magistrati e si inventa trasferte per il mondo, incurante di riempirsi di ridicolo; se sono anni che si cura solo delle sue pendenze con la Giustizia, dimenticandosi di governare; se non si  accorge dei disagi che stanno nascendo all'interno del suo partito e, comunque chi l'ha votato non si esprime per un suo allontanamento, allora vuol dire che i "contenuti" non sono più necessari. 
Se il peggior ministro dell'Economia che la storia italiana abbia conosciuto può raccontare bugie sul buono stato del Paese e, solo dopo pochi mesi, non solo fa una manovra terribile per i più poveri  e soft per i ricchi, ma non mette in atto neanche una sola promessa pre-manovra, allora ci viene la certezza che si può fare o dire ogni cosa senza badare assolutamente ai contenuti della stessa. Nessuno, oggi, o è in grado o non ha più voglia di controbattere allo "stupidario" quotidiano.
Tutto questo ci fa venire in mente Willem de Kooning, che nel suo libro Ecritset propos, scrive che in questo nostro mondo:"Il contenuto è un'occhiata fugace"...noi, forse, avremmo detto che è"un'occhiata da ciechi".

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