giovedì 29 settembre 2011

Brunetta: più che falsi precari sono indignati

Ricordiamo ancora chiaramente quanto diceva il ministro Brunetta a Cortina, quando rimarcava la difficoltà di alzarsi la mattina per andare al ministero, non sapendo, ma aspettandoselo, chi lo avrebbe insultato o  sputato addosso e ciò dicendo si rivolgeva all'amico di sventura, il ministro Altero Matteoli, seduto in prima fila. Peccato che non ci fosse Brunetta, quando i costruttori dell'Ance si sono scagliati contro l'amico Altero, perché anche lui avrebbe avuto bisogno del sostegno datogli a Cortina. Chi gli urlava "vergogna, vergogna", con bordate di fischi che facevano da contorno, non erano i falsi-disoccupati, i falsi-precari o gli anti-italiani, ma costruttori, amici e sostenitori del Pdl.
Oddio, non possiamo essere certi che qualcuno di sinistra non fosse presente, ma certamente, in quell'assemblea, si è certamente ben nascosto. Senza considerare lo sdegno degli imprenditori del Nord, e certamente non falsi-imprenditori comunisti, che dal Piemonte al Veneto chiedono preoccupati misure al governo. Basti leggere su La Stampa l'articolo di Marco Alfieri, L'urlo del Nord: "Muovetevi".
Il ministro Brunetta è talmente impegnato nel suo lavoro, che non si avvede che la marea di persone che non credono più in loro sta crescendo di giorno in giorno e spero non voglia dimostrare, in un prossimo convegno, che Confindustria sia di sinistra! Non si avvede, il caro Renato, che anche all'interno del suo partito cresce il malcontento, almeno a quanto scrive Ernesto Galli della Loggia, che certo non è un giornalista a noi caro, ma al suo partito tanto vicino. E' talmente preso dalla novità proposta dell'abolizione dei certificati antimafia, che  non è sufficientemente informato che anche i giovani del suo partito sono in rivolta, per cui ci sentiamo in obbligo di suggerirle l'articolo apparso su www.lettera43.it, Angelino ci consenta, per farsi un'idea. Anzi, le sintetizziamo noi il contenuto, perché potrebbe essere per lei traumatico l'accostamento, strano e forte, con i giovani del Pd e le proposte di  WalterVeltroni.
Innanzi tutto appoggiano la proposta di Veltroni sulle primarie: l'obbligo di consultazioni primarie per tutti i partiti. Nelle richieste si fa riferimento alla flexsecurity elaborata dal senatore del Pd, Pietro Ichino, per ridurre la disoccupazione senza rendere ancora più rigido il mercato del lavoro. Richiedono "rappresentatività vera" all'interno del partito, in quanto si sentono messi da parte. Vogliono il ridimensionamento del ruolo dei coordinatori, perché non possono essere loro a decidere gli uomini  e le donne da mettere in lista ma le candidature devono essere effettuate con altri meccanismi democratici. Con Veltroni, inoltre, condividono il taglio degli enti inutili, la riduzione della struttura pubblica, l'introduzione del quoziente familiare e il sistema di gestione del servizio sanitario nazionale, dove il "soggetto pagatore dei servizi rimanga pubblico, ma quello erogatore no".
Questi giovani, concorderà, non sono di sinistra, ma "figliastri vostri", eppure si sentono in diritto di alzare la voce, di pretendere ciò che voi non sapete dare e, soprattutto, si sentono affini a certe banali ed evidenti soluzioni proposte dal Pd. Le buone soluzioni non hanno un'etichetta politica, ma sono dettate dalla ragione...e voi mai l'avete utilizzata. 
Questi giovani, come quelli che lei chiama falsi-precari, falsi-disoccupati o anti-italiani, fanno parte delle centinaia di migliaia di altri giovani che hanno trovato un modo nuovo di farsi sentire, occupando le piazze. Già non si ritrovavano nel vecchio modo di fare politica, già devono subire i danni di una malapolitica, poi voi, come tanti altri come voi, avete dato il colpo finale e preferiscono altre forme di visibilità. Non  credono più nei partiti, nei sindacati e nei parlamenti, specialmente se sono occupati da gente che pensa esclusivamente ai propri interessi e il loro credo è la poltrona e non il compito per il quale sono stati eletti. Il loro parlamento è il web, per la sua immediatezza e per la libertà che concede e questo, a voi, disturba mortalmente, tanto che non vi stancate di tentare di imbrigliarlo. Sarebbe un errore imperdonabile e fatale per la vostra sopravvivenza.
Attraverso il web si organizzano in breve tempo riescono a mobilitarsi in decine di migliaia.  Le farò un'altra sintesi, tanto per farle risparmiare tempo, utilizzando un articolo letto su www.giornalettismo.com, Gli indignados danno l'esempio al mondo.
"Centinaia di migliaia di indiani disillusi seguono un attivista di campagna nel suo sciopero della fame. Israele tentenna davanti alle più grandi dimostrazioni di strada nella sua storia. Giovani arrabbiati in Spagna e Grecia prendono il controllo di piazze pubbliche nel paese. Si lamentano per la corruzione, per la mancanza di case a prezzi accettabili e per la disoccupazione, problemi comuni in tutto il mondo. Ma dall'Asia del sud fino al cuore dell'europa, fino a Wall Street, questi manifestanti condividono qualcos'altro: la sfiducia, persino il disprezzo verso i politici tradizionali e il processo politico democratico che rappresentano". Sono convinti che il voto non abbia più senso.
Come dargli torto? Oggi, il Parlamento ha salvato un altro inquisito. Anziché lavorare a trovare una soluzione ai problemi, avete speso tempo prezioso e soldi nostri a salvare un "numero", necessario a mantenere in vita questo governo. Come possono credervi? Loro vogliono cambiare il mondo e hanno tutte le ragioni, specie se le risposte che gli diamo sono disoccupazione e precarietà. Loro vogliono un futuro e davanti hanno vecchi politici interessati a tutto fuori che al lavoro, oppure dei giovani "eletti" per diritto divino o per l'ottimo aspetto, ma nessuno capace di parlare la loro lingua. Qui, francamente, siete in buona compagnia, perché anche la sinistra non sa parlare né ascoltare i giovani "indignati".
Che lo vogliate o meno questo è un movimento che non si fermerà facilmente, anzi, ci auguriamo che non lo faccia, per cui con gli indignati dovrete fare i conti e cresceranno di giorno in giorno se non imparerete ad ascoltare e a lavorare seriamente. Quel di cui lei si indigna e lamenta è solo un fenomeno marginale in Italia, ma cresceranno anche da noi e allora si che dovrà preoccuparsi! Quello che chiedono è una vita dignitosa e che conceda loro la possibilità di un futuro dignitoso. Non chiedono la luna, ma un loro sacrosanto diritto.


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