giovedì 8 settembre 2011

Renzi, Scalfarotto e don Gallo

Sono due giorni che cerchiamo di capire cosa ci siamo persi per strada. Abbiamo letto il post del vice-presidente del Pd, Ivan Scalfarotto, in cui diceva di non capire il senso dello sciopero indetto dalla Cgil. Oggi leggiamo di Renzi, sicuramente in giornata di grazia, dire una delle sue battute migliori:"Rispetto alle polemiche politiche, posso dire che io mi sono iscritto al Partito Democratico, non alla Cgil, fare le manifestazioni è facile, ma noi siamo pagati per risolvere i problemi della gente". E' fuori luogo rispondere sarcasticamente come c'era scritto su uno striscione che era apposto fuori dal Comune di Firenze "Il sindaco che la destra ci invidia",ma noi lo pensiamo davvero!

Ogni volta che dobbiamo parlare del Pd ci viene il magone, perché non riusciamo a scrivere quasi mai (o mai?) qualcosa di buono o di positivo. Sono anni che cerchiamo, invano, di evitare commenti sugli evanescenti eredi  della sinistra, ma si creano delle situazioni che ci tirano per i capelli e non possiamo far finta di ignorare il basso livello del maggior partito di opposizione. Se chi governa rappresenta il peggio che si possa immaginare, e anche di più, la sinistra ( parola grossa!) è disarmante. Ecco, se vogliamo, la rappresenta bene il sindaco di Firenze,  quando dice che i politici, invece di scioperare, devono stare a lavorare e pensare a risolvere i problemi della gente. Due sono le cose: o il nostro giovane spasimante premier ha veramente fatto una battuta, oppure pensa che gli italiani siano un'accozzaglia di "bischeri"(come dicono in Toscana). La politica, intesa con la lettera maiuscola, è per la gente, fra la gente e con la gente. O è cambiata? Poi, non avendo ricordi in merito, ci siamo fatti aiutare da amici blogger per stilare un elenco dei "problemi" risolti dai politici...aspetto ancora che qualcuno mi risponda, ossia, che abbia tanta fantasia da inventarne qualcuno di serio.
Ieri, rispondendo a Scalfarotto, concordavamo che il Pd fosse staccato dalla Cgil  e solo per il fatto che quest'ultima sarebbe frenata dalla velocità ridotta del primo, senza contare che sarebbe una palla al piede per i problemi interni che lo assillano; inoltre la Cgil ha un segretario con gli attributi e il Pd lo deve ancora trovare.
Questi due giovani vorrebbero essere il nostro futuro? Sia chiaro, noi non contestiamo che all'interno del Pd non debbano esserci anime diverse; noi contestiamo il merito e l'analisi di Scalfarotto; contestiamo il modo di porsi di Renzi, quando dimentica che fare politica è andare fra la gente e parlarci ma, soprattutto, ascoltarla.  Siamo troppo emotivamente coinvolti per fare una serena valutazione, per cui abbiamo deciso di rispondere loro con poche righe estrapolate dall'intervista fatta da Stefano Galieni per Liberazione a don Gallo, Don Gallo: liberiamo l'Italia dalla casta dei cialtroni: "Vogliamo parlare  dello sciopero del 6 settembre? Come si fa a non sostenerlo, come si può essere complici di chi vuole distruggere i diritti dei lavoratori in nome del profitto?Altro che una giornata di sciopero, dovremmo bloccare il Paese per un mese intero. E nel Pd ci sono pure esponenti che dicono alla Cgil di considerare inopportuno lo sciopero.Dobbiamo difendere i contratti nazionali, altro che l'arroganza della linea minchione-Marchionne". Queste non sono concetti di sinistra espressi da un comunista, ma da un prete, che ammiriamo, ma sempre prete rimane! Ora, visto che il nostro sindaco brama la poltrona di leader della sinistra, come pensa che i lavoratori possano esprimere il loro dissenso o quale forma di lotta suggerisce per tentare di non farsi strappare diritti acquisiti? Attendendo che il Pd si dia da fare? Per cortesia! Naturalmente don Gallo parla di Berlusconi, della sinistra, delle iniquità che questo governo sta difendendo, della ricchezza concentrata in poche mani ( il 50% della ricchezza è nelle mani del 10% degli italiani). Vista l'inefficienza della sinistra, ritiene il problema attuale non è un problema di alternanza, ma di alternativa e dice:"quando c'era il nazifascismo non lottavamo per un nazifascismo meno cattivo ma per un mondo diverso, per questo c'erano i partigiani". I due nostri giovani non sono certo partigiani! Oggi si parla spesso di "anti-politica"...ma quale? Anti-politica  a cosa, che di politica non si parla più neanche in parlamento! Se Renzi è pagato per lavorare a risolvere i problemi della gente e rimane chiuso nel Palazzo, vorrà dire che il compito del "risveglio politico" dovrà essere demandato ai volontari come don Gallo che, in fin dei conti, sono votati a lavorare gratis. Non si meravigli, il Pd, poi se sempre meno gente smetterà di seguirli e se sempre di più nasceranno movimenti spontanei per singole lotte. La storia non gli ha insegnato niente, eppure è solo di poco tempo fa, quando il web, i movimenti e la gente, spontaneamente, hanno ottenuto una vittoria strepitosa. Questa, sindaco Renzi, è "piazza", magari virtuale, ma "piazza".

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