giovedì 29 settembre 2011

Preti "indignados"

Al di là di casi eclatanti, come ad esempio padre Zanotelli, don Gallo, don Ciotti, don Farinella, don Giorgio De Capitani, del quale seguiamo costantemente il suo blog, e altri, non avevamo sentore che anche fra i preti montasse una protesta generalizzata. Avevamo notizie e sensazioni che qualcosa stesse bollendo, perché leggevamo articoli di preti a noi sconosciuti che farebbero arrossire il politico più a sinistra che abbiamo oggi in Italia (ma l'abbiamo?).

Non siamo frequentatori di Chiesa e neanche ci siamo mai interessati all'argomento, salvo interessarci marginalmente a Comunione e Liberazione e non certo per farne un panegirico! Poi alcuni amici ci hanno inviato dei documenti da leggere o ci hanno indicato articoli da prendere in visione e la cosa ha suscitato un certo interesse. Che strano avere dei preti "indignados"! Qualcuno ci ha detto che era prevedibile, proprio  per il desiderio dei preti di riportare la Chiesa nell'ambito della sua missione e per il distacco, da loro sentito, con la Chiesa madre.
Padre Zanotelli lo seguivamo quando era in Kenia e lo sentimmo a Thiene in un incontro con la cittadinanza: stupendo...un comboniano in assetto di guerra...un vero prete! Una persona degna del massimo rispetto e temevamo che lo avrebbero ridotto al silenzio, facendo leva sul dovere all'obbedienza. Non è cambiato e non poteva cambiare. Come con cambierà mai il mio "ormai amico" don Giorgio De Capitani. Ma li consideravamo dei piccoli "Giovanni Battista", da isolare, magari minacciandoli della sospensione a divinis, se non fossero rientrati nei ranghi. Poi abbiamo scoperto altri preti che non avevano, anzi, che non hanno timore reverenziale a richiamare la Chiesa di Roma alla missione originaria. Non hanno timore di parlare a nome di chi non ha voce o forza di urlare, non hanno paura di dire ciò che va detto. Non so per chi ci legge, ma per noi sono piccoli eroi, se appena si immagina in che ambito devono muoversi. E, cosa strana, tutti questi preti non sono estimatori di Comunione e Liberazione, basterebbe andare sul blog di don Giorgio (ve lo consiglio! Lo troverete nell'elenco dei nostri blog) e leggere cosa dice del nuovo arcivescovo di Milano.
La nostra meraviglia, forse anche la nostra contentezza, è sapere che sono la punta dell'iceberg. Loro sono visibili, in prima linea, rischiano per dare voce alle migliaia di altri preti che, timidamente, ma tenacemente, fanno sentire sempre più la loro voce. Ogni giorno che passa diventano di più, prendono coraggio, vogliono farsi sentire, vogliono essere autori del cambiamento della Chiesa, che sentono doveroso e necessario, oltre a chiedere di essere parte attiva e non periferica delle scelte.
Vi consigliamo la lettura dell'articolo, La lettera anonima dei preti al Vaticano, apparsa su http://www.giornalettismo.com/. Preti romani che mettono sotto accusa monsignor Agostino Vallini, vicario di Roma, accusandolo  di manifestare "comportamenti degni di un maresciallo dei carabinieri, non di un vescovo [...] si rammaricano di non potereavere colloqui sereni col proprio superiore per colpa di un clima di sospetto su tutto e su tutti [...] il Palazzo del Laterano viene dipinto non come un luogo di dialogo ma  dove non ci si fida più di nessuno e si è costretti al silenzio [...] Il monsignore è ossessionato dal sospetto di omosessualità [...] A fronte di un clima poco sereno alcuni sacerdoti avrebbero scelto la via dell'esilio volontario, per sfuggire alle intemperanze". Preti "indignados"!
Anche nella Chiesa, come in altre istituzioni, come il Parlamento, il governo, i partiti, le fabbriche e i sindacati, le persone non riconoscono più l'autorità storica, non si fidano, anzi, le ritengono corrotte e asservite al potere e ai propri interessi. I giovani, ma anche i meno giovani, vogliono cambiare e ritengono che l'unica via percorribile è manifestare la propria indignazione e vogliono incidere sul cambiamento. Quello che sta avvenendo è un nuovo ciclo storico e anche la Chiesa dovrà tenerne conto. Come non potrebbe essere diversamente, visto l'atteggiamento mantenuto con il nostro premier! Solo adesso sta tentando di prenderne le distanze...ma con lentezza e molta, anzi, troppa diplomazia. Anche il New York Time rileva che dopo anni di silenzio la Chiesa italiana critica il comportamento dell'elite politica del Paese, mettendo in evidenza come il cardinal Bagnasco non abbia mai espressamente menzioanto Berlusconi. Per anni hanno fatto intendere due tipi di religione: quella per i comuni mortali e quella dei potenti, ai quali era concesso fare la comunione anche se divorziati e libertini; addirittura si scomoda un eminente monsignore per giustificare anche la bestemmia, infondo gli protegge le proprietà, mentre Zapatero, che non bestemmia, è un anticristo, perché concede diritti, giusti e leciti, ma che vanno contro la legge di Dio! Poi si scopre che per anni hanno tenuto nascosti crimini molto più gravi e con lentezza, troppa lentezza, forse, tenteranno di metterci una pezza... solo una pezza!


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