lunedì 17 settembre 2012

Ma in che Paese siamo?

Per fortuna sia Berlusconi che Bersani hanno trovato Renzi, altrimenti dovevano dire qualcosa di loro e dovevano impegnarsi a fare uno straccio di programma credibile ma, soprattutto, dovevano trovare qualche argomento che  attirasse l'attenzione dei cittadini.
Berlusconi, dopo aver fatto gli auguri a Renzi che, sotto la sigla del Pd, ritiene che dica le sue stesse cose (quali?) ed è convinto che se dovesse vincere riuscirebbe a trasformare il partito comunista ( ma quale? E meno male che si è riposato in Kenya!) in un vero partito social-democratico.
Bersani, orfano di Berlusconi per molto tempo (e meno male che è tornato), aveva da dire qualcosa "contro"  Renzi e adesso ne ha due! Pippo Civati, per bilanciare le due anime di centro-sinistra, (si dimentica della Puppato) ritiene doveroso candidarsi alle primarie, e con slancio giovanile le definisce "occupyprimarie". Veltroni, per far pace, va a Firenze a fare un dibattito con Renzi, sua creatura, e al termine dell'incontro esorta il "rottamatore" a non procurare danni al Pd...ma se ci ha già pensato lui! Al massimo, il povero e ancora sindaco di Firenze potrà creare danni  a zio Silvio, con il quale è in perfetta sintonia. Inoltre è più giovane, anche a lui piace la battuta a tutti i costi, ama recitare alla platea ed è molto vanitoso. Certo, una differenza c'è, ma avrà il tempo per rifarsi: Silvio si sposta con la nave e con i suoi servitori e Matteo si sposta con il camper.
Prima erano in due e ne sparavano di ogni genere; adesso che sono in tre, portiamoci dietro dei taccuini per scriverle tutte! Dovrebbe, anzi, sarà un florido periodo per i blog...ci sarà solo l'imbarazzo della scelta.
Se Renzi, come massima espressione di sinistra, dice che sta con "Marchionne senza se e senza ma", Berlusconi cavalca ancora l'impegno morale di non lasciare l'Italia ai comunisti (ma è convinto che ancora ci sia qualcuno che crede che nel Pd ci siano comunisti?), che abolirà l'Imu (e con che cosa sostituirà i miliardi di euro che toglierà alle casse dello stato?), che le norme del Fiscal Compact, con l'aumento della pressione fiscale e tasse, non sostengono la crescita e portano verso una "recessione indefinita". Le solite fandonie, sparate tanto per dire qualcosa, convinto che gli italiani siano un popolo di  dementi e facili a dimenticare la sua dimostrata incapacità. 
Bersani, per ora, è stordito dal fiorire di candidati e non sa ancora quando partire e come farlo...e cosa dire di diverso dagli altri, tanto da scegliere uno slogan di basso profilo "Si può cambiare qualcosa". Per ora sono in quattro, ma siamo certi che qualcun altro, per una maggiore chiarezza verso gli elettori, proporrà altre candidature di bilanciamento. Con tutte le anime che ci sono nel Pd ci vorrebbero almeno sei o sette candidati, ma c'è ancora tempo! Manca la neo anima...il figliol prodigo, Rutelli, con Tabacci candidato e poi chissà che Vendola non faccia un ulteriore poetico passo indietro e si candidi pure lui. 
Insomma, andrà a finire che impegnati a sbranarsi e a pestarsi a dovere, perderanno di vista il vecchio e incapace uomo d'Arcore.
Ma in politica non c'è mai al peggio! Renata Polverini ha minacciato di dimettersi per lo scandalo Fiorito: ha chiesto scusa ai laziali; ha detto che non vuole uscire di casa e continuare a vergognarsi...figurarsi se le passa per la mente che dovrebbero essere i laziali a vergognarsi di avere una governatrice e un consiglio regionale di tale fatta. Le dimissioni dovevano essere un atto dovuto! 
Tanto per finire in bellezza, sarebbe interessante una bella tavola rotonda con Bonanni, Angeletti, Sacconi, Chiamparino, D'Alema, Fornero, Monti, Passera, esponenti del Pd, del Pdl, Romiti e Della Valle sul tema: "Ma ci credevate davvero a Fabbrica Italia?"
Qualcuno ha scritto che Marchionne, dopo aver preso una fabbrica sull'orlo del fallimento, ha fatto guadagnare gli azionisti...ma si è dimenticato di scrivere che doveva fare auto e far  guadagnare anche i lavoratori. Si è scritto che ha fallito solo in Italia, perché in Polonia, Brasile e Usa le cose vanno molto bene. Si scriva anche la verità sui trattamenti riservati ai lavoratori. Marchionne sa lavorare bene solo se riesce a strappare condizioni peggiorative per gli operai e non sa guardare a chi, invece, opera altrettanto in Europa con risultati eccellenti, senza nulla togliere a chi lavora, che ha fabbriche sparse nel mondo e con gli stessi, se non superiori, risultati di Fiat.
Stiamo grattando il fondo...eppure non si pensa minimamente a risalire!







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