lunedì 1 agosto 2011

Caro Romano, non è un peccato di distrazione!

E' troppo scaltro e intelligente per scivolare su un banalissimo pagamento in nero dell'affitto. Noi siamo convinti che sia lo stratagemma adottato di minor danno alla sua persona. Uno come Tremonti  non perde tempo a pagare in nero...non paga proprio! No, la cosa è più grande ed ha preferito offrire in pasto ai giornali un qualcosa che li avrebbe fatti scatenare: come? Il ministro Tremonti...il castigatore del lavoro nero...il crociato dell'evasione fiscale...l'Arcangelo Gabriele  del sommerso...che paga in nero il proprio affitto! Ridicolo e scandaloso.


Troppo buono Sergio Romano, sul Corriere della Sera, Quel che Tremonti non ha detto, quando lo esorta a dire "che cosa è realmente accaduto e, se ha commesso un errore di giudizio o un peccato di distrazione, non tema di scusarsi pubblicamente". Ci dispiace per Sergio Romano, ma non è un peccato di distrazione, è il tipico atteggiamento arrogante di chi sa di essere scaltro e al di sopra di tutti. Forse, e su questo concordiamo con Romano, "nessun osservatore in buona fede può dimenticare quali sarebbero in questo momento le condizioni della finanza italiana sui mercati internazionali se la sua volontà non avesse prevalso", ma è altrettanto vero che è lo stesso ministro che soli pochi mesi fa diceva che il nostro Paese non correva nessun rischio; è lo stesso ministro che riteneva il vincolo della tracciabilità con cui Vincenzo Visco aveva imposto che si dovesse pagare con assegno, carta di credito o versamento bancario ogni prestazione sopra i 100 euro come un'idea da Stato di polizia tributaria e un qualcosa di indebito. Forse, come scrive Luca Telese sulla Nuova Società, Tremonti, l'affitto del ministro poco tracciabile, "se fosse innocente, e se governasse Visco, oggi potrebbe esibire un assegno per dissolvere i sospetti".
Noi siamo convinti che si sia fatto molti nemici all'interno della maggioranza, e non solo per la sua ostinazione a difendere i conti pubblici, ma perché convinto che fosse arrivato il suo tempo per dare la spallata all'ingombrante e dannoso Presidente del Consiglio.  Siamo convinti che l'affitto in nero è solo il principio, anche se il nostro ministro cerca di minimizzare con le sue argute battute " Annuncio che mi dimetto da inquilino..."; oppure cerca di dare infantili scuse, come "Sono già ricco e non ho bisogno di rubare", dimenticandosi che sono proprio questi che rubano! Oppure, rasentando il ridicolo, "che è tanto impegnato", quasi a scusarsi di non avere il tempo di passare in banca a fare il bonifico. A poco è servita un finanziaria studiata ad arte per la maggioranza, posticipando ai governi a venire i maggiori interventi sul debito pubblico, destinando, al momento, lacrime e sangue alle classi più deboli. 
Veda, caro Romano, a tutti noi è capitato e forse anche accettato, davanti ad una onerosa parcella del dentista, del commercialista, dell'avvocato o del notaio di fare un pagamento in nero per lo sconto sostanzioso concesso in mancanza di ricevuta, ma lei pensa che gli "eletti del popolo" studino un sistema adeguato per imporre ai primi di pagare e ai secondi di denunciare ( ed è possibile!) ciò che per loro è di quotidiano utilizzo?
No, non è "un errore di giudizio o un peccato di distrazione", come Lei ritiene. Il nostro ministro era convinto della sua furbizia e forte del sostegno della Lega, alla quale in passato qualche favore ha elargito, sapeva benissimo di essere "quasi intoccabile". Quasi. 

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