domenica 7 agosto 2011

L'Italia ha diritto ad un Premier

Vogliamo cominciare il post ricordando al giovane rampante neo segretario del Pdl, Alfano, che per la prima volta nella storia gli Usa perdono le famose tre A di rating, tanto perché in Parlamento ha tanto decantato l'accordo fra i democratici e i repubblicani circa il tetto del debito pubblico e, soprattutto, quanto sia stato ben accolto dai mercati. E' giovane!...poco brillante...ma giovane. Forse si farà! Forse.

Considerato che il premier deve sempre fare le sue infelici uscite, siamo andati a vedere come andavano le sue aziende, dopo che in conferenza stampa aveva esortato ad acquistare le quote delle sue aziende. Dati che prendiamo da  Lettera 43, Cavaliere, più brocco che broker :
MEDIASET: -15% dal 29 luglio al 4 agosto, passando dai 2,99 euro ai 2,54 di quotazione. Un mese fa il valore si attestava sui 3,25 euro e in agosto 2010  intorno ai 4,94 euro. L'attuale crollo è addirittura maggiore del marzo 2009, quando toccò i 3,09 euro.
MEDIOLANUM: per effetto della crisi, le azioni, hanno raggiunto i minimi da aprile 2009, a quota 2,52 euro il 4 agosto 2011. A luglio il titolo valeva 3,216 euro, un 22% in più. Certamente distante dal valore di 4,935 euro del 12 ottobre 2009, quando riuscì a risalire dal baratro del 9 marzo 2009, in cui le azioni erano scese a 2,09 euro.
MONDADORI: - 16% nell'ultimo mese, -7% nell'ultima settimana. Il 4 agosto 2011 il titolo valeva 2,06 euro, poco distante dal 2010 in cui toccava quota 2,485. Nell'arco temporale di cinque anni è il punto più basso raggiunto, visto che nel 2007 aveva raggiunto quota 8,66 euro.
Volevamo rispondere anche al leghista Reguzzoni, ma abbiamo pensato che meritasse, insieme a Borghezio,  un post assolutamente dedicato e vi invitiamo a seguirci nei prossimi giorni.
Anche nell'ultima conferenza stampa di ieri, con Tremonti e Letta, il premier continua a cantilenare le stesse cose, ma i mercati, paradossalmente, sembrano credere di più a Zapatero, dimissionario, che non a lui. E, come scrive Daniele Manca sul Corriere della Sera, Obbligo di reazione : "A poco serve prendersela con l'orologio rotto della Borsa che non misurerebbe l'economia reale. L'economia e i mercati sono fatti di fiducia e aspettative e quegli orologi misurano esattamente questo". 
Quando alla conferenza stampa di ieri Berlusconi e Tremonti hanno presentato i punti per far fronte alla crisi si sono dimenticati di dire, anzi, non hanno voluto dire, che erano i punti dettati da Trichet, Presidente della Bce, e forzatamente imposti dal Tesoro americano. Già alla chiusura di Wall Street si parlava di questo. Il fatto è che il nostro premier, di fatto, è stato commissariato dalla Bce. Macché telefonata da Obama! Per Berlusconi è importante, in ogni situazione, trovare una via di uscita dignitosa e non riesce mai a organizzarne una credibile. La premessa a tutto la si legge su La Stampa, Trichet le riforme e gli aiuti, a cura di Neil Unmack, quando scrive: "La Banca Centrale Europea sta facendo orecchie da mercante alla proposta del ministro dell'Economia e delle Finanze italiano di acquistare le obbligazioni del Paese. Con un ulteriore affronto, la banca centrale ha ripreso il suo programma di acquisto di obbligazioni ma a quanto pare solo per i titoli irlandesi e portoghesi. Il severo atteggiamento di Trichet è corretto: l'Italia deve mostrare di essere pronta a riformare prima di chiedere aiuti".
Il professor Robert Mundell, della Columbia University e premio nobel, addirittura esorta l'Europa a prepararsi ad aiutare l'Italia, viste le difficoltà di reazione alla crisi greca e spiega quanto sia stato importante, per il nostro Paese, essere nella moneta unica.
Vi consigliamo la lettura, su La Stampa, dell'articolo di Bill Emmott, L'imprenditore che non capisce l'azienda Italia, del quale vogliamo darvene un'anticipazione: "Il presidente del Consiglio ha ricordato al Parlamento che lui è un uomo di affari. Ma poi ha dimostrato di aver dimenticato ciò che un business di successo richiede: la conoscenza dei ricavi dell'azienda, il controllo dei suoi costi, e una gestione che abbia un piano strategico credibile [...] Citare i risparmi delle famiglie come un punto di forza per le finanze pubbliche è come per un uomo d'affari citare la ricchezza dei suoi clienti o dei suoi dipendenti come prova della solvibilità della sua azienda. L'unico modo in cui questi risparmi privati potrebbero essere d'aiuto si verificherebbe se il governo dovesse aumentare drasticamente le imposte per aumentare i ricavi, o se obbligasse le famiglie a comprare il debito pubblico. Sicuri che solo i comunisti prenderebbero in considerazione una cosa del genere? [...] Come la maggior parte dei leader politici intrappolati in questa situazione, il presidente del Consiglio ha accusato gli speculatori. Ma in quanto uomo di affari deve conoscere la differenza tra speculatori e investitori o finanziatori. Sono gli investitori e i finanziatori che stanno causando i problemi all'Italia, perché la valutano a rischio o incapace di buone prestazioni".
Ci sembrerebbe di sparare sulla croce rossa se riportassimo i commenti di molti giornali stranieri sul discorso del premier alla Camera, francesi, inglesi, americani e, addirittura, anche dal Pakistan, perché tutti esprimono giudizi negativi. Tutti. Un editoriale di Le Monde, però, ci preme sintetizzarlo, perché facciamo parte dei molti che, pur con forte senso di nausea e tanta rabbia, sono convinti che sia necessario piangere subito che non disperarsi in futuro, per cui lo consideriamo un suggerimento per il premier/napoleone, che, piuttosto che  dimettersi, preferisce l'esilio: il problema dell'Italia è proprio lui. Dato più volte per politicamente morto, il premier è sempre in grado di risorgere dalle ceneri e per questo è "prematuro" parlare della "fine del suo regno". Anche se i mercati finanziari non avranno "la stessa pazienza che gli italiani hanno avuto in questi anni". Ma se questo è stato possibile...scriviamo "stato", quindi possibile domani...è anche grazie ad una opaca, insignificante, litigiosa e sempre più divisa opposizione, che non è riuscita in questi anni a darsi una struttura degna di nome. L'unica battaglia portata avanti era "contro Berlusconi" ad ogni costo e non progetti tali da attirare le persone, proponendo obiettivi desiderabili per un nuovo tipo di società, in cui la persona torni ad essere di nuovo centrale. Non è stata in grado e non sembra essere in grado di alimentare una nuova utopia. Non è stata in grado di rinnovarsi, preferendo mantenere al suo interno vecchi, arrugginiti e imborghesiti gerarchi, isolando giovani promettenti. Perfino il Pdl ha messo un "giovane" come segretario, e vuoi che il Pd non abbia un giovane migliore o uguale ad Alfano? In tal caso, allora, consigliamo di iscriversi al pellegrinaggio/ritiro spirituale in Terra Santa, in compagnia di Lupi, Binetti e tanti altri colleghi, nella speranza che avvenga una paolina folgorazione. Certo, ma il nostro è eretico scetticismo, ormai ci si aggrappa a tutto, perché ci rimane difficile pensare che il Padreterno abbia in maggiore stima e considerazione onorevoli-pellegrini, con lussuosi pernottamenti a cinque stelle, piuttosto che operosi-onerovoli, che si dedichino veramente al bene della gente comune.


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