martedì 23 agosto 2011

Bossi-Marrone: la Lega a conduzione familiare

Che c'è rimasto del giovane Bossi che nel monolocale che divideva con la moglie Manuela Marrone, prima di sposarsi nel 1994, fondava la Lega? Prima era un rozzo e grossolano politico ed oggi, al rozzo e grossolano, ha aggiunto ricco, potente e vecchio. Prima blaterava e oggi pure. Un tempo gli credevano e oggi no. Allora? Che fare? Annaspa, cerca soluzioni, richiama i fedeli, inventa slogan non più credibili e il popolo verde si allontana sempre più.
Spara citrullaggini e rilancia la secessione, ma chi gli crede oramai? " Il sistema italiano è condannato a morte (un ministro italiano!): il Nord produce, dà soldi a Roma che li distribuisce al Sud. La soluzione è la Padania, perché è l'Italia che non tiene più. Sarà la grande Padania che ci darà un altro futuro". In tutti gli anni in cui è stato al Governo o a Roma ladrona non ha fatto niente, se non salvare il suo grande sdoganatore: Silvio Berlusconi. Ma una cosa ha fatto molto bene, piazzare nei posti giusti gli uomini giusti. Spargere prebende e chiedere fedeltà, cosa difficile da mantenere se la testa non è più adatta per fare il leader! Se salvare Berlusconi era quasi un obbligo per il mantenimento del potere politico, la difesa ad oltranza del ministro dell'Economia, Tremonti, era obbligato per i favori ricevuti. 
Lo deve a Tremonti, uno dei tanti, se il 9 giugno scorso con un decreto del ministero del Tesoro, la Libera Scuola dei Popoli Padani, fondata da Manuela Marrone, moglie di Bossi, e oggi presieduta da Dario Galli, ex senatore della Lega, si è portata a casa un totale di 800mila euro (300mila per il 2009 e 500mila per il 2010). I proventi arrivano dal "Fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione e lo sviluppo del territorio" del ministero dell'Economia, e prendono la via della scuola di Bosina di Varese, retta da una delle tante cooperative leghiste, e di cui la Marrone è ancora socia. Tale provvedimento si trova nella cosiddetta Legge Mancia, che ogni anno il parlamento licenzia a beneficio di enti e fondazioni.
Inoltre la signora Marrone, sempre moglie del Senatùr, riceve un trattamento previdenziale dal 1992, quando aveva l'età di 39 anni, ritirandosi dall'insegnamento.
Quando il moralista padano parla di "parassitismo" a chi pensa? Alle tante pensioni "baby"?, oppure ai politici che dal monolocale si sono trovati una bella villa? Forse pensa che una parte dei soldi che il Nord manda a Roma ladrona e che questa spedisce al Sud sia giusto farli ritornare al Nord sotto forma di stipendi lucrosi ai politici della Lega e ai loro accoliti, smistati in posizione di potere e di facili guadagni?
Quello che il dittatorello verde non capisce è che la "sua" gente ha capito! E' stufa e ormai non vede differenza fra le camicie verdi e i politici di Roma. Allora, come sempre, interviene la moglie, la signora Marrone, che invita l'Umberto a fare fuori tutti. Tutti! A cominciare da Maroni, quindi Fontana, Tosi e Giorgetti, rei di voler defenestrare il marito.  Sono accusati di vergognarsi di un leader ingestibile e che sta tentando di mettere al suo posto il giovane nulla facente e privo di meriti "Renzo "Trota" Bossi.
Rimaniamo in attesa di vedere come si svilupperanno le cose e, in cuor nostro, saremmo veramente felici di vedere l'estinzione della "Lega a conduzione familiare". Se la politica, in generale, è opportunismo, quello della Lega dovrebbe ricevere la medaglia d'oro!

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