lunedì 13 giugno 2011

Che "dote" per il centro-sinistra!

Volevamo festeggiare la vittoria del referendum con un'immagine del popolo in festa, poi abbiamo preferito la vittoria alata perché ci sembrava più consona al grande successo. In effetti è stata una vittoria con le ali. Sono venti anni che aspettavamo questo momento. La partecipazione delle persone ha dello strepitoso, anzi, dello sbalorditivo , come scrive Federico Mello sul Il Fatto Quotidiano "in due giorni hanno votato 29.000.000 di persone e se si pensa che nel 2008 la Casa delle Libertà vinse con un 45% del 77% del totale", questo ci da le dimensioni e l'importanza dei numeri raggiunti con questo referendum. 



Certo, la strategia della destra è stata all'insegna del suicidio e non saremo mai sufficientemente grati al premier della sua dabbenaggine a dichiarare che non sarebbe andato a votare, preferendo il mare e questo ci ricorda il suo amico Craxi, che nel 1991 esortò gli elettori ad andare al mare...e quel referendum segnò la sua fine. Vent'anni dopo  si ripete la storia ed entrambi hanno una cosa in comune: l'arroganza. Se poi ad un premier arrogante si aggiunge il segretario della Lega, il Bossi che ce l'ha duro, e mai abbiamo capito cosa, ma di certo la testa, allora la scelta di far disertare le urne è la conseguenza di due elementi convinti  di avere il popolo belante nelle mani e da molto tempo lontani dalle piazze e dai mormorii che le percorrevano. Come ha scritto su facebook una carissima persona e un valente giornalista del Nuovo Quotidiano di Puglia, Francesco Gioffredi "Ha votato il 44% degli elettori del Pdl. Piaccia o no, la chiave di lettura politica è qui". Piaccia o no la vittoria di questo referendum la dobbiamo a tanti elettori del Pdl che non hanno seguito le direttive del loro premier. E non riusciamo a capire a chi o a che cosa si riferisca Calderoli, quando dice "Siamo stufi di prendere sberle", al suo capo o all'alleato che gli ha dato i soldi e il potere?  Ma la perla della giornata l'ha detta la Santanché, dicendo che con la vincita del "si" al quesito sul nucleare...non fa che allineare la gente alla scelta già effettuata dal governo ( minuscolo appositamente!). Ci mancava che dicesse che avevano vinto loro. Donna strepitosa, che ci mancherà tanto il giorno che deciderà di non dire più le sue strafalcionerieForse la cosa più giusta, sembra impossibile, ma l'ha detta Belpietro, osservando che questo referendum è il disastro della destra. Non che la cosa ci dispiaccia, ma, paradossalmente, ci crea una certa apprensione. 
La vittoria strepitosa conseguita dai quattro "si" consegna alla sinistra una "dote" impensabile solo qualche mese fa. Offre un paese che non ne può più di un Presidente del Consiglio che governa sempre meno, di una Lega dove impera una sottocultura borgheziana o un celodurismo bossiano e uno stuolo di personaggi ambigui o serventi, che hanno gravitato intorno ai due leader maximi senza avere gli attributi per governare.
Il quorum raggiunto e le percentuali dei "si" dicono di un paese cha ha voglia e bisogno di futuro e, soprattutto, di lavoro. Ha bisogno di credere che la politica, quella con la P maiuscola, s interessi di nuovo della gente; che sappia parlare in modo facile e diretto; che sappia rimboccarsi le maniche e, staremo a guardare, che conosca le esigenze e le difficoltà di chi vive fuori dai Palazzi. La gente ha bisogno di politici che camminino per strada, che ascoltino la gente e che dedichino loro tempo...tempo...e volontà a risolvere i loro problemi. La sinistra o il centro-sinistra ha la storica possibilità di riprendere in mano un paese a pezzi, di ricostruirlo e di mantenerlo per tanto tempo . Questo è il compito al quale la sinistra è chiamata e il tempo, il poco tempo, a disposizione prima di andare a votare le dovrà servire per costruirsi un programma serio di governo e una compagine forte e decisa a portarlo avanti.
Il Nichilista, un blog che seguiamo sempre, si chiedeva quale importanza potesse aver avuto facebook in questa vittoria e, soprattutto, se il suo compito si era concentrato sulla propaganda o sull'aver risvegliato le persone alla riflessione. Noi siamo convinti che facebook sia stato quasi determinante, che abbia fatto una buona propaganda, ma sul risveglio della riflessione abbiamo serissimi dubbi. La sinistra o il centro-sinistra deve tener conto che i social media sono stati un'arma terribile per la destra e, facilmente lo diventerebbero anche per  la sinistra se si sentissero traditi. Sia nelle amministrative che in questo referendum c'è stato un tam tam continuo, ininterrotto, asfissiante che ti coinvolgeva e ti trascinava e ti sentivi parte di un enorme, ma virtuale, gruppo. Ed è proprio questo suo essere virtuale, vicino e pur lontano, indefinito e indefinibile che è difficile da gestire e contenere. 
La sinistra ha il compito di parlare a quella sostanziosa percentuale di elettori dell'asse Pdl-Lega, che si sono ribellati alle disposizioni date e hanno votato con coscienza. Senza di loro non avremmo vinto, ma, importante, senza di loro non vinceremmo, in caso di votazioni.

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