giovedì 7 luglio 2011

Solo i giovani possono ridisegnare il futuro.

Quando quest'oggi guardavamo il video in cui  il ministro Tremonti dava del cretino al ministro Brunetta non ci siamo meravigliati più di tanto, anche perché sapevamo che fra i due c'erano già state scintille e i rapporti non sono mai stati idilliaci. Quello che invece ci ha meravigliati è stata la risposta del ministro Sacconi, che dice al ministro del Tesoro che neanche lo stava seguendo. Amici di merende, più che di governo! Ma, infondo, parlavano solo della finanziaria che, come al solito, toglie ai poveri per mantenere ai ricchi!
Ma la giornata è stata intensa, perché c'era un altro video molto interessante: Scillipoti presentava il suo libro (ha scritto un libro!) e come ospite d'onore c'era l'autore dell'introduzione: Silvio Berlusconi. Ora non staremo certo a rimarcare che con tutti i problemi che ha lui, il suo governo e l'intero Paese e invece di preoccuparsi dei problemi della gente va a presenziare il libro del secolo e, come al solito, spara bordate, che vengono immediatamente smentite da Bossi: in pratica il leader del Carroccio sconfessa "l'uomo del fato" quando asserisce che Tremonti sapeva della legge-salva lodo; anzi tiene a precisare che nessuno sapeva niente. Ma anche questo fa parte della comicità alla quale ci ha abituati questo governo, che è sempre più allo sfascio, per non dire quanto sia imbarazzante sentire il premier dire che non c'è un'alternativa a lui! Ma non c'è davvero? Oddio, l'attuale centro-sinistra non è alternativa di nessuno...al limite di se stesso! 
Il centro-sinistra...non si è ancora ripreso dal grande regalo che, immeritatamente, gli è capitato fra le  mani, con le amministrative e il referendum, e già sono divisi. Di Pietro è diventato un moderato, Bersani...rifo-conse-burista ( non sappiamo se sia un riformista,  un conservatore o un laburista) e hanno già cominciato a farsi dispetti, tanto perché ognuno dei due capisca quanto sia importante l'altro. E in questa stupida guerriglia, il Pd si astiene dalla votazione per la  soppressione delle Province, legge presentata dall'Idv. Questi continuano a darsi martellate sulle mani e godono solo quando, per errore, non se le colpiscono!
A margine di questa commedia-farsa, c'è il dramma, che neanche sfiora gli ingrigiti figuri dei Palazzi del Potere, sia di destra che di sinistra, e non è pensabile che ci si aspetti qualcosa di buono dai "soliti noti" e dalle loro guerre intestine: in uno dei nostri post, che seguirono alla vittoria nelle amministrative, sollevammo il dubbio se la sinistra fosse stata in grado di gestire l'eredità che gli era piovuta addosso...francamente non era un dubbio!
Dal sacchetto delle tragedie ne estraiamo una a caso: il 42 per cento dei lavoratori dipendenti che oggi hanno fra i 25 e i 35 anni andrà in pensione intorno al 2050 con meno di 1000 euro al mese. Si badi, stiamo parlando dei più fortunati, e cioè dei 4 milioni di giovani oggi bene inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard. A questi si aggiungano 1 milione di giovani autonomi o con contratti atipici e 2 milioni di giovani Neet. Se poi si pensa che nel 2030 gli anziani sopra i 64 anni saranno più del 26 per cento della popolazione totale e che ci saranno 4 milioni di persone non attive in più e 2 milioni di attivi in meno, il disastro è compiuto.
Le strade da seguire sono tre: la prima, rinunciare a lottare e prendere ciò che ci viene; la seconda, subire passivamente la logica "del meno -peggio" e stare ad osservare; l'ultima, avere il coraggio di mandare a casa tutti quelle vecchie mummie e fare andare avanti i giovani quarantenni, come Civati, la Tinagli, Scalfarotto, Renzi, Serracchiani ecc. che, anche senza esperienza, farebbero sicuramente meglio. Soprattutto si dovrebbe porre dei limiti sul numero delle legislature, sull'entità degli stipendi e dei vantaggi; si dovrebbe, per obbligo, non poter avere un doppio incarico, ma questo è prematuro, perché prima si dovrebbe smantellare l'attuale. Giovani quarantenni con ottime qualità ci sono, basti leggere gli articoli che scrivono sui vari blog o giornali nazionali e fa veramente rabbia sentire questa ventata di "nuovo" rimanere da una parte, in attesa di una chiamata... Abbiamo giovani brillanti che insegnano nelle migliori università europee, o che stanno conseguendo, con eccellenti risultati, dottorati in ogni specializzazione. Le eccellenze ci sono, basta coinvolgerle in un progetto serio, ma che abbia, al suo centro, la persona.
A questi giovani quarantenni vogliamo solo ricordare che la chiamata non verrà mai e che anche nella Democrazia Cristiana (secoli fa!) ci fu la rivolta dei quarantenni; inoltre, anche l'elezione di  Berlinguer, come segretario del Pci, no fu facile e indolore, perché le vecchie e care mummie non gradirono molto.
L'esortazione ai giovani quarantenni la rubiamo a Irene Tinagli, della quale parleremo nel prossimo post, fate presto e, soprattutto, cercate di diventare i "piloti" di " un Paese eternamente in partenza ma incapace di capire dove vuole arrivare".





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