venerdì 15 luglio 2011

Politica irresponsabile

Quando l'Istituto di Statistica emette uno dei suoi bollettini, sembrano ricalcare quelli di guerra. Da un periodo a questa parte le notizie positive sono talmente poche che abbiamo deciso che il giorno che ne uscirà una veramente buona gli dedicheremo due post consecutivi, anche a costo di ripetere per due giorni lo stesso post. 
Secondo l'Istat, le famiglie in condizioni di povertà relativa sono 2 milioni e 734 mila, l'11% delle famiglie residenti. Nel complesso, il 18,6% dei nuclei familiari sono: poveri per l'11% e quasi poveri per il 7,6%. Il dato più allarmante riguarda le famiglie in condizioni di povertà assoluta, 1 milione e 156 mila, il 4,6% di quelle residenti nel paese, per un totale di 3 milioni e 129 mila persone, il 5,2% della popolazione. Inoltre esistono  famiglie con spesa per consumi equivalente superiore, ma molto prossima, alla linea di povertà: il 3,8% delle famiglie residenti presenta valori di spesa superiori alla linea di povertà di non oltre il 10%, ma questa quota  scende al 6,7% nel Mezzogiorno.
Le famiglie non povere sono l'81,4% del totale, con percentuali che passano dal 90,25 del Nord, all'87,9 % del Centro e al 64,1% del Mezzogiorno, evidenziando ancora una volta il divario fra Nord e Sud.
A. Alesina e F. Giavazzi su il Corriere della Sera, Non coltiviamo troppe illusioni, scrivono: "da lunedi scorso la nostra posizione è cambiata: ora non stiamo più con Francia e Germania nel gruppo dei Paesi 'sicuri', ma con la Spagna: il rendimento dei Btp italiani è ormai uguale a quello dei titoli spagnoli e lontano trecento punti dagli analoghi Bund Tedeschi e dagli Oat francesi [...] a questi prezzi, sui mercati si calcola che, in un orizzonte di cinque anni, la probabilità che l'Italia possa restituire solo 50 centesimi per ogni euro avuto in prestito è pari al 20%".
La finanziaria quest'oggi approvata non ha convinto  e non convincerà i mercati, soprattutto perché "le misure sono ancora troppo sbilanciate sul 2013 e 2014, cioè dopo le elezioni". inoltre è troppo sbilancita sul fronte delle entrate e poco sul taglio delle spese. Il prolungare gli inetrventi maggiori, si vedano le privatizzazioni, le misure sulla crescita e la deregolamentazione delle professioni, con il relativo dissenso degli onorevoli avvocati e notai,  a quando ci sarà il nuovo governo,  "anziché tranquillizzare i mercati li ha probabilmente preoccupati di più, perché rende evidente che considerazioni elettorali prevalgono sulal gravità della situazione". L'Italia, se vuole uscire dalla crisi, dovrà convincere i mercati che sta cambiando indirizzo, altrimenti non si troverà più chi voglia investire nel nostro Paese e "illudersi di avercela fatta solo perché 'è stata approvata' questa manovra sarebbe un errore gravissimo".
A fronte dei sacrifici richiesti ai cittadini e ai pericoli ancora incombenti, imbarazza il silenzio degli "eletti" sui tagli ai costi della politica e, soprattutto, disarma il menefreghismo dilagante nei palazzi  e la tutela dei propri interessi: è ancora fresca la contestazione dei deputati avvocati e notai al tentativo, poi rimandato, di deregolamentare le professioni. In funzione pubblica si tutelano gli interessi privati...se questo non è un conflitto di interessi!
Nel suo articolo su La Stampa, La politica immune ai sacrifici, Luigi La Spina scrive:" Il passato, anche recente, ci insegna che l'appello ai sacrifici, in vista di un obiettivo importante o per evitare un grave danno collettivo, viene sempre compreso dai nostri concittadini, con un notevole e, spesso, persino sorprendente senso di responsabilità nazionale [...] La coincidenza temporale tra il varo di questa manovra e la diffusione di intercettazioni che rivelano un costume pubblico vergognoso e inaccettabile rende sconcertante l'assenza di una qualsiasi iniziativa, di una certa consistenza, per imporre tagli e sacrifici anche alla classe politica [...] Non si tratta si sollecitare il qualunquismo nazionale contro il prezzo della democrazia o il facile moralismo contro una categoria che, come tutte, comprende persone oneste e non. Ma di manifestare la sopresa per l'incredibile insensibilità di una classe politica che non si accorge degli umori dell'opinione pubblica e che rischia, proprio per questo, di alimentare qualunquismo e moralismo".
Neanche il tempo di finire di scrivere il post e si legge che tra la sera del 12 e la notte del 13 luglio la commissione affari costituzionali del Senato riesce ad escogitare, con parere favorevole bipartisan del Pdl e Pd, il modo di non tagliare i costi della politica, grazie a un parere di nulla osta "vincolato ad alcune osservazioni" proprio sui costi della politica. Salvo Francesco Pancho Pardi dell'Idv, gli altri erano tutti concordi a non mettersi le mani in tasca. 
Non vogliamo esprimere giudizi, lasciandoli volentieri a chi ci legge, ma una raccomandazione la vorremmo fare ai giovani quarantenni del Pd: "D'accordo, diciamo le cose come stanno...non siete poi così giovani...e  se non vi date una mossa, non solo non arriverete mai alla guida del partito, ma neanche lo troverete più. La gente ne ha le scatole piene di una classe politica vampira e anche voi vi troverete coinvolti. Non ci meraviglieremmo se molto presto, anzi, prestissimo, la gente strapperà le tessere elettorali, se comincerà ad invadere le piazze e a far sentire la sua voce...poi che farete? Andrete a dire loro che la violenza non è democratica? Se per voi questa è democrazia, allora, cari quarantenni, rimanete dove siete, perché per fare qualcosa di serio è necessario avere gli attributi al posto giusto!".


Pastore ( Pdl) : "La dignità dei parlamentari è lesa da campagne di diffamazione che non rappresentano la realtà [...] L'indennità parlamentare è un istituto necessario per assicurare ai deputati e senatori autonomia e indipendenza e per scongiurare il rischio che alla vita politica accedano soltanto i titolari di redditi particolarmente elevati".
Marilena Adamo (Pd) : "ritiene che la definizione del trattamento economico debba tener conto del costo della vita che è diverso da un Paese all'altro dell'area euro".
Francesco Serra (Pd) : "si deve tener conto dei necessari fattori di ponderazione, con particolare riguardo alla consistenza demografica dei diversi paesi".
Leggere l'articolo su Libero per maggiori irritazioni, Casta, accade tutto nella notte. Così hanno salvato i privilegi.



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