martedì 12 luglio 2011

Signor Presidente, per cortesia, se ne vada!


 Venerdi scorso, quando Piazza Affari segnava record negativi, il nostro premier non andava a villa Certosa a riposarsi, ma a studiare una strategia per tranquillizzare i mercati e per trovare il modo di infondere ottimismo negli italiani...almeno in quelli che per due anni si sono sentiti presi in giro da lui e dal ministro Tremonti: hanno sempre asserito che l'Italia era fuori pericolo; pochi paesi potevano vantare uno stato di salute simile al nostro; che chi diceva il contrario era solo un corvo. E il suo popolo gli ha creduto. Per l'ennesima volta! Lui, l'Imprenditore, non poteva sbagliare! Oddio, tutti possono sbagliare e, almeno questo ce lo concederà, anche lui, tutto sommato, è un uomo...da qualche giorno crediamo che si sia convinto di non essere più l'unto del Signore. 
L'Italia è sull'orlo di una crisi profonda e se non si approva urgentemente  la manovra finanziaria le conseguenze potrebbero essere catastrofiche; quindi si è recato in Sardegna per trovare la Barzelletta del secolo e, siamo certi, tornerà rigenerato e in forma smagliante e terrà per due ore il suo popolo e i mercati ad ascoltare il travolgente finale. E sarà la fine del nostro Paese!
Siamo noi , caro Presidente, che dovremmo toccarci se lei ancora dovesse avere la sfrontatezza di continuare a governare un Paese che ha letteralmente distrutto. Siamo noi corvi, comunisti, gente perbene, disillusi, lavoratori, ex berlusconiani, ex leghisti, ex di tutto ciò che la riguardava, che ci tocchiamo al solo pensiero che lei possa ancora pensare di aprire la bocca, consapevoli che ogni sua parola potrebbe recare ancora più danni.  Sono gli italiani che si toccano e, ci creda, ce ne sono molti di quelli che ingenuamente hanno creduto in lei, che, magari meno volgarmente di lei, si toccano al pensiero di  poter ancora essere governati dai vari Milanese, Cosentino, Papa, Brancher, Romano, o in un ritorno di Scaiola, Michele Iorio, senatori e deputati a vario titolo indagati, rinviati a giudizio, condannati da un tribunale. Ci siamo sempre chiesti in tutto questo tempo cosa pensassero gli elettori (che sbadati!), ma Ernesto Galli della Loggia ci ha risposto esaurientemente sul Corriere della Sera, La clientela del deputato , quando dice: "Non hanno pensato niente [...] perché quegli elettori in realtà non esistono. Grazie alla legge elettorale in vigore, infatti, si è alla Camera o al Senato per il puro ed esclusivo fatto di occupare un determinato posto nella lista presentata dal partito, non per altro [...] Ne deriva che se si vuole occupare un posto di parlamentare ciò che conta è una cosa sola: guadagnarsi il favore di chi sceglie i nomi dei candidati da mettere nella lista di partito, e ottenere un buon posto nella medesima [...] quindi ogni suo contatto con la base è sostanzialmente inutile, non ha radici in niente, non ha alcun elettorato di riferimento, non deve rispondere a nessuno se non a chi lo ha fatto eleggere [...] Diviene in tal modo inevitabile che il semplice deputato o senatore si dedichi allora a quelle attività diciamo così collaterali che possono procurargli direttamente un utile personale, ovvero renderlo 'interessante' agli occhi di chi comanda [...] mettere a disposizione appartamenti, persone e servigi di ogni tipo, offrire regali, creare occasioni, e poi intermediare a beneficio proprio incontri, appalti e commesse, agevolare amici e parenti, favorire nomine, e via dicendo".
Lei si è sempre vantato di essere il presidente del consiglio ( minuscolo voluto!) di maggior durata, ma non sappiamo quanto di lei sarà ricordato, se non in senso negativo. Comunque una cosa è certa, lei è l'unico che abbia avuto l'onore di avere i peggiori articoli sulla stampa estera. Per noi è un disonore e vogliamo sperare che il fido Letta le abbia spiegato che dovrebbe esserlo anche per lei. Insiste a dire che le dobbiamo essere grati per aver dato una nuova immagine del nostro Paese all'estero...beh, con tutto il poco rispetto che le conferiamo, avremmo avuto il piacere di tenerci la precedente. Non ci siamo dimenticati delle sue gaffes, dei suoi atteggiamenti strafottenti e presuntuosi e siamo certi che il suo lungo silenzio, nella crisi che attanaglia l'Italia, è dato dal senso di fallimento che lo ha assalito e dall'umiliazione di essere diventato"nudo". Lei ha fallito! E se avesse un minimo di dignità, si presenterebbe per tentare di fare approvare la finanziaria, visto che i "comunisti" dell'opposizione si sono rei disponibili, e poi dovrebbe tornarsene a casa.
Meno male che l'Italia ha un ottimo Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che non solo ha dettato, in passato, l'agenda degli Esteri, si ricordi la Cina, ma anche ieri è servito a tranquillizzare e calmare i mercati e, soprattutto, dando una risposta alla Merkel, "esercitando così una supplenza necessaria" (Il Fatto Quotidiano: Manovra, approvazione lampo entro domenica. Ma Berlusconi resta in silenzio). Non è pensabile che un piccolo imperatore possa mostrare la faccia del perdente andando alla riunione dell'Ecofin, quindi è preferibile mandare il fido Tremonti, che, meno male ha ancora un minimo di lucidità, ed ha anticipato il rientro a Roma per incontrare l'opposizione e per stringere i tempi per approvare la finanziaria, come chiede l'Europa, caro presidente, dando un altro buon segnale ai mercati.
Certo con i personaggi di cui si è circondato e con un grande alleato come la Lega, sarà veramente difficile che quella poltrona, a lei molto cara, possa ancora utilizzarla. Piazza Affari ha visto il buio più nero, al Paese viene richiesto un ulteriore enorme sacrificio, i mercati sono in ebollizione, il mondo ci guarda e i suoi alleati vogliono spostare tre ministeri. Oggi, forse perché molti dei loro simpatizzanti si sono meravigliati, hanno voluto chiarire che bastano poche decine di migliaia di euro per trasferirli. Premesso che, comunque sia, è sbagliato il momento, ci terrorizza l'idea di quante volte possano essere moltiplicate quelle poche decine di migliaia di euro; nonché sapere chi dovrà pagarle; e, infine, realisticamente, a quale scopo si deve fare tale trasferimento, senza contare di rilevare a chi spetterebbe pagare il personale impiegato.
Non caro presidente, qualcuno le aveva suggerito di ritornare al suo lavoro, ma lei riteneva di essere indispensabile; riteneva che dopo di lei ci sarebbe stato il vuoto...ecco...adesso l'ha fatto il vuoto, enorme, disastroso e difficilmente colmabile, per cui, e convinti di parlare a nome dei molti che non la stimano, se ne torni ad Arcore e ci lasci tribolare per rimediare ai danni della sua incapacità. 



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