mercoledì 6 luglio 2011

Lavoro: le due facce della stessa medaglia

Ogni giorno apriamo i giornali sulla pagina dell'economia e del lavoro per leggere sempre cose negative: disoccupazione che stagna, diminuisce o cresce troppo lentamente; morti sul lavoro; violazione dei diritti della persona o operai che salgono sulle gru o ciminiere per protestare contro la chiusura della fabbrica.
Ma la notizia che abbiamo letto su Rassegna.it, Braccianti come schiave. E succede in Italia, ha veramente dell'incredibile. Nel Tarantino sono state arrestate 17 persone, che facevano parte di un'organizzazione "che ha sfruttato come manodopera clandestina e, con le minacce, avviato alla prostituzione un centinaio di donne rumene". La cosa scandalosa è che la Flai Cgil denunciava da tempo il fenomeno, chiedendo l'intervento del Prefetto di Taranto. 
Mentre leggevamo l'articolo, un collega si avvicina, legge ed esclama forte : "Ti pareva! O rumeni o marocchini o albanesi...sempre loro!" Poi se ne va...dimenticandosi di aggiungere che chi le utilizzava, nel lavoro e nel sesso, erano italiani. Ma la cosa non ha rilevanza, perché  sono"loro" che delinquono, mentre gli altri sono "utilizzatori finali". Sembra quasi incredibile che nel nostro Paese si debba assistere all'utilizzo delle donne  come schiave e, ancora più incredibile, che lo si sia potuto fare "quasi" indisturbati e anche a seguito di ripetute denunce.  L'unica speranza, sempre che esista, è che tutto ciò non fosse a seguito del fatto che "cosa vuoi, sono rumene!".
A seguito di un avvenimento così grave, non poteva che essercene un altro gravissimo, che abbiamo letto su Repubblica e che merita ampia considerazione, Caffé, sigaretta, persino l'email, così la pausa diventa un privilegio, a cura di Vera Schiavazzi.
In realtà, ciò che veramente ci ha colpiti non è tanto l'articolo, che di per sé parla di una cattiva abitudine, che diventa un'ingiustizia se regolamentata, ma i molti commenti che vi hanno fatto seguito. 
Noi non amiamo particolarmente il sindaco di Firenze, Renzi, per la sua ricerca di protagonismo e per il forzato e continuo tentativo di apparire sempre brillante, tanto da intravedere in lui una leggera sfumatura dell'uomo di Arcore, ma non vedo, in questo caso, come possa essere attaccato dai lettori ( lavoratori), quasi avesse commesso un crimine, oppure che avesse tolto ai lavoratori fiorentini i diritti fondamentali.
In pratica, il sindaco a detto "Vuoi uscire a fumare una sigaretta? Benissimo, ma timbra il cartellino...". Premesso, salvo accordi contrattuali diversi, che ogni lavoratore ha diritto ad almeno dieci minuti di stop ogni sei ore, e a undici ore di riposo consecutive tra un turno e l'altro, la forzatura, se si vuole essere pignoli, potrebbe essere nella forma, ma la sostanza rimane invariata. Nell'azienda in cui lavora chi scrive è stato deciso di fare dieci minuti dopo le prime tre ore; dieci minuti ogni due ore, lasciando l'ultima ora senza pausa. Ciò è stato fatto per dare un minimo di organizzazione ai turni sulle linee di produzione, che lavorano ininterrottamente per 24 ore su 24. In questo ultimo caso non c'è bisogno di timbrare, ma non sarebbe un dramma, in quanto il lavoratore sa che al suo rientro esce un altro, per cui è il rispetto verso i colleghi che impone un certo comportamento e l'esigenza della puntualità. Ma cosa cambia, nella sostanza se, all'uscita, uno deve timbrare. Se il diritto c'è perché non renderlo visibile? Esco perché è un mio diritto e timbri perché è un diritto del datore di lavoro verificare il tempo utilizzato.
Una signora ha commentato l'articolo meravigliandosi del fatto che oggi non si è capaci neanche di mantenere le conquiste fatte dai nostri padri. Un altro scrive che Renzi dimostra ancora una volta la sua contiguità culturale con la peggiore destra aziendalista.  Insomma, salvo pochissimi commenti, tutti sono più o meno sulla stessa lunghezza d'onda.
Abbiamo l'8,6% di tasso di disoccupazione; il 29,6% di disoccupazione giovanile ( 15-24 anni), con un picco del 46,1% per le donne del Mezzogiorno; abbiamo un 37, 8% di popolazione inattiva  e chi ha il lavoro, con il diritto di pausa, ritiene una violazione del diritto segnalare la sua assenza dal posto di lavoro, per giusta pausa, timbrando il cartellino! Diamoci una mossa! Anche nel rispetto di chi non solo non ha la pausa, ma neanche il lavoro o, se l'hanno, è privo di ogni diritto, come le braccianti schiavizzate! I nostri vecchi hanno fatto altre conquiste e molto più serie.





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