domenica 21 ottobre 2012

Una politica mediocre non alimenta i sogni

Matteo Renzi è convinto che con lui il Pd arriverebbe al 40% e che una sua peculiare caratteristica sarebbe il coraggio: guardare al futuro con la testa alta! Ammesso e non concesso che ci sia ancora un futuro, se lui guiderà il Paese, sarebbe bene informarlo che noi la testa non l'abbiamo mai abbassata. L'unico errore, semmai, è che ci siamo fidati troppo (diciamo che ci siamo girati dall'altra parte!) di una mediocrissima classe politica, lasciandola libera di mal governare e derubare.

Siamo altresì convinti che se ci guardiamo in giro non si riesce ad intravedere un uomo e uno schieramento di così elevato potere morale da rimettere le cose a posto, ma, seppur nella mediocrità, gli uomini a cui guardare non sono per la loro età anagrafica, ma per quello che sanno dire e che vogliono fare. Non c'è bisogno di imbonitori di folle o spiritosi uomini di politica/spettacolo...uno è bastato! L'uomo della Provvidenza c'è già stato mandato e, dopo vent'anni, supplichiamo quest'ultima a lasciarci fare da soli. Dell'uomo che il mondo ci invidiava e del miglior politico di tutti i tempi ci rimane la patetica descrizione di Der Spiegel, a proposito della deposizione per il processo Ruby, "un piccolo uomo diventato minuscolo".
Certo, è quanto meno curioso leggere che l'onorevole Biancofiore, deputata del Pdl, dica: "Vado da Renzi ad ascoltarlo a Bolzano. A lui mi unisce la simpatia e la condivisione del fatto lampante che Berlusconi, ancora oggi, è l'unico leader del panorama politico italiano. E siccome Renzi lo ha capito, si ispira a lui replicando il linguaggio della gente comune, tipico del berlusconismo". Questa signora (ops! Meglio onorevole, altrimenti si potrebbe arrabbiare come il prefetto di Napoli!) deve molto a Berlusconi, senza il quale e in una politica seria, mai sarebbe stata eletta, ma dire che il linguaggio del suo leader era quello della gente comune, è come dire che la Lega Nord porta avanti le istanze dei meridionali con il "sano razzismo di Salvini". 
Un certo timore lo suscitano anche questi continui accostamenti all'uomo che ha distrutto un paese e, francamente, riesce difficile immaginare un politico di sinistra che emuli o che lo si accosti a colui che ha impersonificato la peggior destra. Onestamente fa poco per non essere considerato il suo erede, specie se, come ha fatto a Torino, apre il suo discorso con una berlusconata del tipo "Sono arrivato in ritardo perché avevo un aereo dalle Cayman".  Toni da rivoluzione politica! In effetti Roberto Reggi, consigliere politico del rottamista, non ha dubbi e dichiara: "Questa è una rivoluzione e non ho mai visto una rivoluzione senza conflitti". La sua vera rivoluzione (sembra, tra l'altro, datata!)  è che per vincere deve raccogliere anche i voti dei moderati che in passato hanno votato per l'uomo d'Arcore, rinunciando ad essere di sinistra e creando una sorta di "terra di mezzo". Se è vero che Renzi sollecita gli italiani a non credere a chi dice loro che la crisi è quasi finita, è anche vero che al centro del suo programma non c'è il lavoro e quindi dovrebbe spiegare con quale altro divino stratagemma ne vorrebbe uscire! Forse con la finanza? Potrà anche essere "buona", ma è indubbio che quello che serve è l'economia reale e non cartacea, per sperare in una solida e duratura ripresa. Soprattutto, per ridare dignità a milioni di persone. La storia insegna, anche quella non tanto lontana, che le maggiori crisi che il mondo ha subito sono sempre state a causa delle speculazioni finanziarie, per cui non vediamo come non possa avere ragione Vendola, quando asserisce che con la finanza si può anche parlare, ma a porte aperte! 
Quando Renzi, giovane rottamista, è andato a Milano, è stato accolto, finalmente, all'insegna del leader  di sinistra che non abbia letto Karl Marx, ma evidentemente non ha letto neppure Antonio Gramsci: "Una generazione che deprime la generazione precedente e non riesce a vederne la grandezza e il significato necessari, non può che essere meschina e senza fiducia in se stessa, anche se assume pose gladiatorie e smania per la grandezza". Tra l'altro, distratto dai suo camper-tour, non si avvede che moltissimi giovani di sinistra non lo seguono...anche loro da rottamare?
In altri periodi, quando la politica era tale, un Renzi o un Grillo sarebbero stati un simpatico diversivo, un coffee-break o una pausa distensiva, alle cose serie da discutere. Oggi, con la mediocrità dirompente e la corruzione dilagante nella classe politica, potrebbero essere un'ennesima tragedia.
E' talmente basso il livello di attenzione alle cialtronerie della politica e siamo talmente abituati al peggio, che, ad esempio, solo adesso l'arcivescovo Angelo Scola si è accorto che qualcosa non va per il verso giusto e si è sbilanciato in una profonda analisi: "Gli scandali delle ultime settimane possono essere interpretati come l'ennesimo segnale di una politica che ha smarrito la vocazione originaria". Ma dov'è stato fino a adesso? Chissà se qualcuno gli ha parlato di Formigoni e company
A parte il rivoluzionario Renzi, l'altro nuovo viene da Emilio Fede che, folgorato sulla strada d'Arcore, vuole dedicare il resto della vita all'insegna dell'altruismo: "Mi vergogno di avere una casa e di quello che ho. Voglio occuparmi delle casalinghe, delle persone che non arrivano a fine mese". Saremo anche maligni, ma ai venti mila euro mensili potrà sommare  gli eventuali vitalizi...e vergognarsi in silenzio dei poveri citrulli che gli vorranno credere.
Che la destra sia allo sfascio è cosa ovvia e conseguente all' "unico vero leader del panorama politico italiano", e qualcuno nel Pdl lo sta rilevando; che il nuovo sia mediocre, folcloristico e anche pericoloso lo è altrettanto; ma che la sinistra sia rappresentata da un giovane e arrogante "rivoluzionario datato", è follia. Già lo è una sinistra al cui centro non mette il lavoro, ma se proprio si deve fare argine alla ricostituzione di una destra, che almeno la sponda non venga offerta da un uomo che dichiara di essere di sinistra! Quindi, mediocrità per mediocrità, almeno che si voti per persone serie e Vendola e Bersani, almeno da questo punto, lo sono. 
Il sogno sarebbe di poter smentire ciò che scriveva Antonio Gramsci il 28 luglio del 1918: "L'Italia è il paese dove si è sempre verificato questo fenomeno curioso: gli uomini politici, arrivando al potere, hanno immediatamente rinnegato le idee e i programmi d'azione propugnati da semplici cittadini". 
Vendola e Bersani sono seri, hanno sicuramente letto Gramsci...forse anche Marx...ma badate a pretendere tanto...probabilmente rimarrà solo un sogno!



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