venerdì 30 novembre 2012

L'indifferenza al peggio

Fino a poco tempo fa avevamo il miglior statista degli ultimi 150anni e l'uomo che il mondo  ci invidiava, per cui rimanere dietro la Grecia e la Spagna, in termini di disoccupazione, non è da noi e i nostri "curatori fallimentari", che sono stati chiamati proprio per onorare l'uomo che il destino ci ha tolto, stanno facendo l'impossibile per dare lustro al loro incarico. 
Non siamo ancora primi, ma stiamo abbattendo ogni precedente record: il tasso di disoccupazione è arrivato all'11,1%, il peggiore dal 1992, in rialzo di 0,3 punti percentuali sul mese e di 2,3% punti sull'anno; i disoccupati sono 2.870.000; il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 36,5% e, tra i 15-24enni, le persone in cerca di lavoro sono 639mila. 

Puntualmente i super tecnici, chiamati a curare il fallimento del nostro Paese, si avvicendano a dire e smentire, lanciare una speranza per poi contraddirla con una mazzata (si legga Monti sulla sanità) e non poteva mancare il ministro Grilli, che dopo aver asserito tempo fa che nel 2013 si sarebbe ridotta la disoccupazione, a prendere atto che anche secondo i dati in possesso del governo...nel 2013 sarà atteso un peggioramento dell'occupazione! Ecco, sta qui il punto centrale  della "nuova credibilità" del Paese: un conto è dire che la "disoccupazione crescerà" e un altro è presentarla in modo garbato "è prevedibile un peggioramento dell'occupazione"! Non solo è garbato...ma si lascia intravedere una flebile possibilità che potrebbe "anche" non essere così...è bene lasciare sempre aperta la porta alla speranza...alla fortuna...un sano ottimismo aiuta i mercati! 
Il massimo sarebbe se l'onorevole Eraldo Isidori, della Lega Nord, con la sua riconosciuta abilità a farsi intendere e, soprattutto, con la nota capacità di sintesi, proponesse ai disoccupati uno slogan pregno di speranza "Aiutati che Dio ti aiuta"! 
Emma Bonino ebbe a dire che "ormai ci siamo assuefatti al peggio", ma non aveva idea quale fosse la misura  o se esistesse un fondo al peggio. 
Ormai le statistiche in aumento della disoccupazione non fanno più notizia.  Se apriamo la pagina di facebook o navighiamo in internet le cose importanti sono i problemi degli ex colonnelli di An, ormai allo sbando; la figura da cioccolataio di Alfano, che per l'unica volta che aveva dimostrato di avere gli attributi, minacciando di andarsene se si fossero presentati alle primarie del Pdl gli inquisiti, si è dovuto rimangiare ogni cosa per essersi dimenticato che il suo capo/padrone è l'uomo più processato degli ultimi 150anni; è più interessante scrivere circa la polemica sulle regole delle primarie del Pd o sulle contraddizioni di Renzi; e poi dove le vogliamo mettere le lacrime di Bersani a Porta a Porta? Quelle fanno notizia!
L'11,1% di persone disoccupate e il 36,5% di giovani disoccupati...sono solo statistiche! 

Un tempo il lavoro aggregava, sia occupati che disoccupati, e nelle lotte per i diritti c'era anche il futuro dei figli. Oggi, che abbiamo la fortuna (sfortuna?) di internet sembriamo milioni di "unici" e i giovani si sentono traditi dai propri genitori e, visto che l'ecclesiastico va di moda anche fra i protagonisti del centro-sinistra, ci viene in mente una frase di Suor Teresa di Calcutta: "...una goccia di acqua nulla può da sola...ma tante gocce formano un oceano".

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