lunedì 3 dicembre 2012

Caro Bersani, adesso ci vuole coraggio!

Le primarie del centrosinistra non possono essere chiuse con un banale "ha vinto Bersani"! 
Tanto più non possono esserci strascichi fra bersaniani e renziani, come spesso si legge nei commenti ai post dei vari blog o articoli di quotidiani. Se è vero che è stata una competizione, è pur vero che doveva uscire un vincitore, ma ciò non giustifica che Renzi adesso debba essere messo da una parte. Il sindaco di Firenze ha preso il 40%...e non sono noccioline!
Certo, ha commesso degli errori, non ultimo quello di considerare il Pd come "loro" e "noi", creando un solco che ancora nel dopo voto è difficile da colmare, ma rappresenta una cospicua parte del Pd che ha una visione diversa.  E di questo, Bersani, ne dovrà tener conto. Come dovranno farsene una ragione i leaders renziani (si legga Scalfarotto), che continuano a rimarcare che il grande successo è stato limitato "anche" dalle centomila mancate accettazioni a votare, sempre che si dia per scontato, salvo magiche doti, che erano tutti per Renzi! Le regole c'erano e andavano rispettate...non possono essere adattate alle personali esigenze dei concorrenti. Dopo tutto a Scalfarotto sarebbe da ricordare che era proprio Renzi che non voleva il ballottaggio. Come è sciocco chi considera che Bersani abbia vinto per le persone della terza età, che sono gli stessi, poi, che scrivevano del successo di Renzi nelle regioni rosse! Adesso che ha vinto solo in Toscana...non trovano di meglio che cavalcare di nuovo lo scontro generazionale. Non solo è sciocco, ma decisamente patetico! Ma ormai questa è storia ed è un'inutile perdita di tempo e di energie continuare a rimescolare nel fango della tifoseria da quattro soldi! Detto ciò, comunque, sarebbe un delitto se nel breve tempo non venisse dato ampio spazio ai giovani, per altro promesso da chi ha vinto.
E' evidente che Bersani ha raggiunto la vittoria con i voti dei vendoliani e non solo, quindi, se da una parte c'è la forte richiesta di mantenere un'anima di sinistra, dall'altra è innegabile che non può essere esclusa una forza del 40%, per cui i due contendenti dovranno parlarsi e, soprattutto, definire le strategie per le imminenti votazioni. Certo non sarà facile, perché, scartato Casini (per Renzi), o rimane il nascente Quarto Polo...oppure il 40% aveva ragione a tentare di raccogliere i voti della destra delusa! In quest'ultima ipotesi non è da scartare la possibilità che alle elezioni parecchi elettori di Vendola si spostino verso il Quarto Polo.
Tutto questo lo dovranno decidere in un momento terribile, con la disoccupazione oltre l'11% e quella giovanile ben al di là del 35% e i poveri che crescono di giorno in giorno. Sono impressionanti i dati forniti da Eurostat: 119,6 milioni di persone, in Europa, erano minacciate di povertà o di esclusione sociale nel 2011, il 24,2% della popolazione, considerando che erano il 23,4% nel 2010 e il 23,5% nel 2008! 
Il Pd deve fare sua la consapevolezza che niente mortifica lo spirito più della povertà! Ed è per questo che deve ritenere il lavoro precario come una ferita dell'esistenza, come ricorda Luciano Gallino, e che se non si pone l'obiettivo di sanare le ineguaglianze nel lavoro, difficilmente riuscirà a sanarle in ogni altro ambito della vita della persona.
Rimediare ai danni di una destra disastrosa e del rigore unidirezionale dell'attuale governo, implica politiche industriali, economiche e del lavoro coraggiose; soprattutto necessita la convinzione che il lavoro sia un diritto e che lo Stato non è il "licenziatore" ma il "datore di lavoro di prima istanza". 
Come ci ricorda Gallino, oggi "la lotta di classe è quella di chi non è soddisfatto del proprio destino e vuole cambiarlo e quello di chi, invece, è soddisfatto del proprio destino, e vuole difenderlo".  
Il Pd ha l'occasione storica di farsi portatore delle istanze di chi "non è soddisfatto"  e che per molti anni ha dovuto subire le regole "neoliberiste" di chi ha comandato ed ha creato la tragica crisi...in caso contrario sarà difficile che i "dominati" non guardino con speranza al nascituro Quarto Polo.




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