lunedì 31 dicembre 2012

Buon Anno, ragazzi.

Stamani, passeggiando fra i banchetti dell'ultimo mercato dell'anno, ho sentito un venditore di maglie e maglioni dire ad un suo collega: "Tanta gente che gira ...e nessuno che compra"! 
Già una settimana prima di Natale molti negozi proponevano sconti...e non ricordo che sia successo prima! 
Passeggiare tra la gente, che guarda la merce da distanza di sicurezza, per non dover dire di no al venditore che propone un acquisto vantaggioso, ma non ancora sufficientemente vicino al "regalo"; ascoltare amici o parenti che si incontrano, che fermandosi ostruiscono il fluire della folla, ti sembra che i più siano venuti al mercato "tanto per fare due passi"...poi, obbligato a sostare nell'attesa che si sciolga il capannello, intuisci che il problema principale sono i soldi...il lavoro incerto (o l'assenza!)...infondo si può attendere e fare con quello che si ha! Pensare che nel 2009, anno migliore del 2012, nel mondo sono stati spesi 550 milioni di dollari in pubblicità per equilibrare l'eccesso di produzione con il deficit di consumatori! Sarebbe interessante, ma non ne ho proprio voglia, sapere cosa è stato speso quest'anno e cosa si spenderà nel prossimo...se non si metterà mano nel creare lavoro: a meno che il 10% della popolazione più ricca, attualmente in possesso del 50% della ricchezza totale, non diventi ancora più ricca e si appropri del 60% di tale ricchezza...allora, a parità di produzione, si potrà ancora (almeno per un po'!) far circolare il resto della popolazione lontano dai negozi e dai banchetti del mercato.
Ma è il 31 dicembre di un anno terribile e ognuno di noi aspetta volentieri la sua fine, coltivando il sogno di un 2013 migliore...anche se le speranze che sembrano darci i nostri politici, tra vecchi affaristi, banchieri-politici o politici-banchieri, gerarchi di partito o brillanti ricercatori di potere, sono veramente scarse o nulle, un augurio è d'obbligo: che il 2013 sia l'anno della consapevolezza...spetta a noi cambiare...e si può! Mi approprio di due righe del libro di Panarari e Motta, Elogio delle minoranze, in cui evidenziano che " Il conflitto è motore di sviluppo, e come tale crediamo che debba essere riconosciuto: conflitto anche duro, naturalmente, ma sempre corretto, 'gentile', dotato di quell'attributo di mitezza che ha indicato Norberto Bobbio e che sia vera e propria virtù laica quando respinge la passività dell'accettazione e della rinuncia in cui sembriamo ormai abituati".
Il 2013 dovrà essere l'anno della consapevolezza di voler...poter cambiare...l'anno in cui ci dovremo impegnare a riappropriarci del nostro futuro!
Buon Anno, ragazzi.







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