sabato 24 novembre 2012

Bauman e l'amore

Ogni tanto c'è bisogno di staccare dalle brutture del quotidiano e per quante siano le cose su cui scrivere, dalle primarie imminenti del Pd, allo squallore offerto da quelle in allestimento del Pdl; dalla pessima figura offerta da Brunetta, ospite di Santoro, al decreto sulla produttività...tutto ciò può aspettare, per concederci la lettura dell'intervista di Raffaella De Santis  a Zygmunt Bauman, Le emozioni passano i sentimenti vanno coltivati.
C'è bisogno di ritrovare sentimenti perduti, ormai mercificati, e chissà, forse, quante cose sarebbero più facilmente realizzabili!

E' vero, "non conosciamo più la gioia delle cose durevoli, frutto di lavoro", tutto subito, immediato, quasi si potesse comprare al mercato...quindi perché combattere...perché durare fatica? E' solo l'emozione del momento che ci guida e spesso si prende, si esige e non importa se si toglie ad altri...l'importante è il proprio ed egoistico appagamento. 
Bauman parla dell'amore e  dell'amicizia, ma solo di quelle vere, dove serve impegno, dedizione e spirito di sacrificio...dov'è necessario cedere anche qualcosa di sé. D'altronde il "prezzo da pagare per una maggiore sicurezza è una minore libertà" , quindi non è possibile averle entrambe: se si vuole amicizia dobbiamo saperla dare, sacrificando a tale sicurezza i nostri egoismi...e così è nell'amore, "che non possiamo comprare", neanche con i gioielli più raffinati. Per coltivarlo non si può misurare il tempo o prendere nota sull'agenda dei giorni disponibili da dedicare alla persona che si ama e non si valuta se abbiamo a disposizione la possibilità di ascoltare un amico in difficoltà...il tempo è sempre e subito!
Quando viene chiesto a Bauman se sia fuori moda invecchiare insieme al partner, prontamente risponde: "E' la prospettiva dell'invecchiare ad essere ormai fuori moda, identificata con una diminuzione delle possibilità di scelta e con l'assenza di 'novità'. Quella 'novità' che in una società di consumatori è stata elevata al più alto grado della gerarchia dei valori e considerata la chiave della felicità. Tendiamo a non tollerare la routine, perché fin dall'infanzia siamo stati abituati a rincorrere oggetti 'usa e getta', da rimpiazzare velocemente". 
Il grande sociologo parla dell'amore, ma se per un attimo ci spostiamo in altri ambiti, anche lavorativo, che cambia? L'usa e getta è diventata una prassi e il presto e subito una priorità. Non c'è più tempo di stabilire rapporti duraturi, perché la novità" impone tempi ristretti e rapporti minimi, spesso conflittuali e la routine, da molti confusa con "noia", si trasforma in precarietà...obbligati a correre...correre sempre...senza avere più un attimo per poter appendere il cappello all'attaccapanni e scambiare due parole! Ed è inevitabile che i giovani vedano nei vecchi gli usurpatori delle "possibilità di scelta e delle 'novità' ".
Ma stavamo parlando di amore...





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