domenica 10 febbraio 2013

Io abbraccio i precari!

Indro Montanelli scriveva: "L'Italia di Berlusconi finirà male, malissimo, nella vergogna e nella corruzione. E sarà stato inutile avere ragione". Peccato che non abbia avuto il piacere di vedere quanta ragione avesse e a quale livello di degrado sia arrivata! Se un metro di misura sono le esternazioni o i comportamenti di chi ancora è un sopravvissuto, basti leggere la vergogna della Giorgia Meloni o gli imbarazzi e le smentite di Maroni ad ogni sparata di Berlusconi...eppure, per sopravvivere alla loro pochezza rimangono attaccati al carro dell'uomo di Arcore! Ma se le sorti della destra possono procurare piacere, le condizioni della sinistra non sono poi tanto diverse e, personalmente, mi procurano un terribile dispiacere. 

Non so più se sono di sinistra o, quanto meno, non so a quale delle sinistre appartenga...forse si dovrebbe coniare il termine di "sinistra precaria"...ma una cosa è certa, che sto dalla parte dei lavoratori e dei giovani precari e non sopporto che questi ultimi vengano "utilizzati" a piacere e tirati o stiracchiati dai pochi di sinistra, dai parecchi di sinistrorza e dai tanti di sinistronza! Quello che mi  interessa, che mi sta a cuore e verso i quali merita lottare sono le "persone", alle quali è stato estirpato il diritto di lavorare, di avere o di farsi una vita dignitosa. 
Io sto con Giuseppe Burgarella, 61 anni, di Trapani e operaio disoccupato da tempo che si è suicidato, dopo aver scritto su un foglio la lista dei morti suicidi per disoccupazione degli ultimi due anni, avendo aveuto cura di inserire il suo nome infondo alla lista e dopo aver inserito il foglio  dentro la Costituzione, in prossimità dell'art.1.
Io sto con il piccolo imprenditore, Luciano M., 60 anni, che si è suicidato nel magazzino della sua ditta, lasciando un biglietto con su scritto "Perdonatemi, sono un fallito".
Sto con loro, perché non diventino statistica; sto con loro perché rappresentano due mondi, e non contrapposti, che soffrono l'imbarbarimento della politica; perché sono il risultato di uno sfruttamento legalizzato e protetto, perpetrato dal finanzcapitalismo. Scrive Zygmunt Bauman: "I governi europei dovrebbero fare ciò che gli elettori chiedono, agire contro la disoccupazione di massa, ma naturalmente non lo possono fare: sono costretti ad ascoltare quanto le corporation e i banchieri dicono loro".
Non so se tutto ciò sia ancora di sinistra, ma certamente lo era un tempo...comunque sia è l'unica cosa per cui valga la pena combattere!
Vorrei dire due parole sul caso della figlia del sen. Ichino, che tanto scalpore ipocrita ha suscitato, specialmente su certa élite di sinistra e sugli ichiniani puri e duri, ma è necessario fare alcune premesse.
In un momento in cui non passa giorno che non si leggano chiusure di stabilimenti e licenziamenti, si vedano gli ultimi casi di Marcegaglia ed Electrolux, che licenzieranno più di 1200 persone, oppure della Benetton, che sembra denunciare 450 esuberi; in una fase talmente critica che ogni giorno vengono stabiliti nuovi record di disoccupazione, con quella giovanile ormai ai limiti della decenza; avendo ben presente che dall'aprile del 2008 al dicembre 2012 si sono persi 818mila posti di lavoro.... 480 al giorno! Informati che il 2013 è partito all'insegna della non speranza, considerato che ha iniziato con 80mila dipendenti in meno; che a gennaio si è avuto il boom della cassa integrazione (+61); che a fine 2012 i consumi erano a picco; visti gli attuali redditi procapite, che nel Mezzogiorno, addirittura, arrivano ad un -25% rispetto alla media nazionale...premesso tutto ciò...è innegabile che ciò alimenti indubbiamente indignazione e rabbia. 
Prima di parlare della figlia di Ichino e per non offrire il fianco alle élites degli ipocriti benpensanti, faccio mio ciò che ha scritto Gramellini: "La precaria del Pd (Di Domenico) ha sbagliato bersaglio e dovrebbe riflettere su quanto sia pericoloso titillare la rabbia dei suoi coetanei con la scorciatoia emotiva dell'invidia sociale. Ma che quella rabbia esista, e che sia assolutamente giustificata, è da ipocriti o da pazzi sottovalutarlo".
Massimiliano Gallo, su Linkiesta si chiede se sia stato opportuno l'intervento della Di Domenico e l'abbraccio di Bersani alla stessa, leggendolo quasi come una ritorsione nei confronti di Ichino, che è passato alla Lista civica di Mario Monti ed anche lui ritiene che sparare nel "mucchio " non sia giusto...dimenticandosi che il "mucchio" è dall'altra parte...al limite avrebbe sparato nel gruppetto dei privilegiati! A lui vanno associati altri fini pensatori, come Riotta, Sofri, Annunziata, Scalfarotto, Rondolino, il preside della Luiss e molti altri...la Kultura! 
Premesso ancora che mi è difficile capire se crei più violenza la politica attuale, implosa su se stessa e in difesa dei soli suoi interessi, che si prende quotidianamente gioco dei cittadini, o le migliaia di giovani arrabbiati che si scatenano su facebook! Certo, anche fra i precari ci sono violenti cretini, ma sono un piccola percentuale su una massa di gente che soffre a causa di un manipolo di circa mille persone che si divertono con il loro destino...e dei quali, salvo una trascurabile percentuale, chiamarli cialtroni è come dire che il Nilo è un rigagnolo! Il problema è che esiste un esercito di prostranti ipocriti che vi gravitano intorno, magari ben disposti a saltare sul carro dell'eventuale altro vincitore, che fanno da suonatori al "loro" senso di democrazia.
Non scandalizza che giovani promettenti, intelligenti e preparati trovino lavoro e che il merito sia premiato...anzi...è ciò che dovrebbe essere! Non irrita che i genitori facciano il possibile e l'impossibile per trovare un "posto" ai loro figli...è sempre stato così ed è nella normalità! Quello che fa rabbia (e lo ritengo un eufemismo) è che Monti dica che il "posto fisso è noioso" dopo che suo figlio ha  un posto fisso e noioso e ben pagato per la noia procurata; che Ichino proclami la flessibilità e l'isola danese, dopo che sua figlia è tranquillamente non flessibile; che la Fornero abolisca l'art.18, allunghi le pensioni, non sappia quanti siano gli esodati e si batta per la flessibilità in uscita (con risultati indecenti), dopo aver ben sistemato la figlia. Nessuno mette in dubbio le qualità dei figli e i loro meriti, ma è altrettanto da non mettere in dubbio che ci sono anche molti altri ragazzi con le stesse o superiori qualità che vagano nel precariato. Non sono i figli gli obiettivi, e lo sa bene chi li attacca, ma i loro genitori, per ciò che rappresentano. Quando la Fornero, in una delle sue più ammirevoli uscite, dichiara che si deve investire più nell'istruzione dei figli che non nei mattoni, mi trova concorde, ma si dovrebbero creare anche le condizioni perché l'investimento fatto abbia un riscontro...che oggi è dato solo ad una stretta cerchia di privilegiati. Questi sono solo tre casi eclatanti, ma basterebbe guardare alla scuola, agli ospedali, ai ministeri e/o enti in cui la politica la fa da padrona e troveremmo casi simili di nepotismo. Quindi, signora Fornero, vale la pena ancora di investire nell'istruzione? Oppure meriterebbe prostituirsi al primo politico o funzionario per assicurarsi la protezione al momento opportuno? Oppure, come ricorda il buon Silvio, è meglio trovarsi una donna ricca o un uomo ricco? Quando si parla di merito, lo si fa in riferimento a qualità  personali ed acquisite oppure a qualità discendenti dal casato?
Questo fa incazzare! 
E per quanto la kultura prostrante ed ipocrita si sollevi isterica, non trovo maggior  "pericolosità" in ciò che ha detto la precaria del Pd, Di Domenico, sulla figlia di Ichino, piuttosto di quanto non faccia quotidianamente la politica di cui loro sono imbonitori. 
Sono convinto che Giulia Ichino merita quel posto, che sicuramente è ragazza intelligente, preparata e fortunata, oltre ad essere  giovane e desiderosa di crearsi un futuro, per cui sono altresì convinto che capirà la situazione dei giovani che l'hanno attaccata e che converrà che nessuno le contesta il suo diritto al lavoro...semmai è un modo forse esagerato ed esacerbato dalla rabbia di ottenere lo stesso diritto! Poi, come in ogni cosa, ci sono sempre i cretini che esagerano...ma esistono in ogni ambito...non solo fra i precari!
Se un mondo di uguali è un'utopia... un mondo di pari opportunità  dovrebbe essere un dovere! E' per ciò che non trovo fuori luogo l'abbraccio di Bersani alla precaria del Pd...con Lei ha voluto mandare un messaggio ai giovani in attesa perenne; ai ragazzi che entrano ed escono dal mondo del lavoro come trottole; al "mucchio" senza diritti e a chi si è scoraggiato di cercare lavoro. 
Bersani non rappresenta certo la mia sinistra, ma realisticamente rappresenta ciò che potrebbe bloccare l'indecente presenza di Berlusconi quindi, al di là dei puri di sinistra o degli apostoli del comico imbonitore di folle, è l'unico che potrebbe, con quell'abbraccio, iniziare nuovamente un pur minimo dialogo con i lavoratori...poi ci sarà il tempo di meditare e ricostituire una sinistra seria...ma, per adesso, mi associo a quell'abbraccio. 





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