martedì 1 maggio 2012

Il 1° maggio ritorni ai lavoratori!

Un tempo era una festa con un significato profondo: la festa dei lavoratori. Poi è diventata scomoda, sia a destra che a sinistra. Hanno tentato di dividere i lavoratori, in core workers e peripheral workers. Quest'ultimi li hanno divisi ulteriormente: lavoratori a tempo determinato, spezzettandoli in una miriade di lavori precari con nomi diversi per l'utilizzo diverso e disoccupati. Questi ultimi, poi, si sono ulteriormente divisi: disoccupati e esuberi. I primi, coltivano la speranza, prima o poi, di trovare ancora un lavoro, i secondi non hanno più speranza.

Quindi hanno tentato l'ultimo colpo mortale: colpire i giovani, con una perenne precarietà e  isolandoli nel disperato tentativo di cercare il futuro. 
Infine hanno tentato di allontanare i sindacati, non facendogli più trovare gli stessi lavoratori nello stesso posto di lavoro e per un lungo tempo. 
Il capitale, ormai finanza-vampiro, sta portando avanti arrogantemente la battaglia finale contro il lavoro e i lavoratori, grazie a governi compiacenti e, soprattutto, grazie all'inesistenza di una sinistra, ormai più simil-destra.
Un tempo c'erano giganteschi cortei in ogni città, le piazze erano piene e, soprattutto, c'erano grandi sindacalisti e grandi politici a parlare...oggi tutto è uniformato verso il basso...e diranno che questa è anti-politica!
Molti lavoratori si sono fatti ingannare dalle promesse di chi ha governato in questi anni...poi l'incapacità, la disonestà, l'ingordigia e la corruzione dilagante hanno disastrato il Paese e i partiti sono scappati, lasciando il Paese in mano ai "tecnici", che si stanno sbizzarrendo a dare l'ultimo colpo ai diritti dei lavoratori e salvaguardando invece quelli dei ricchi.
Arrivati allo stadio finale, con la disoccupazione elevata, con i giovani che non lavorano, con un tasso di povertà inaudito e, dato mai così disastroso, con un'elevata percentuale di imprenditori suicidi, al di là del suicidio giornaliero di un disoccupato (ma questo ormai non fa più notizia!), sembra che i lavoratori si siano svegliati da una sorta di messa in letargo del cervello e sembra intravedersi una ripresa di coscienza! 
Qualcuno penserà che siano parole forti...che era doveroso e necessario, ad esempio, dare credito a Marchionne con il referendum che divise i sindacati e dette potere di applicare "l'inizio della distruzione dei diritti" e che oggi ha il suo logico seguito nel lavoro della Fornero.
Chissà se il Pd, paladino del lavoro e dei lavoratori, domani salirà sui palchi e parlerà alla gente, magari spiegando quali sono  o saranno i vantaggi dell'abolizione dell'articolo 18, del pareggio di bilancio in Costituzione e, perché no, soprattutto spiegando cosa l'accomuna con il Pdl, visto che, in molte città, corrono insieme per le amministrative. 
Ma guai parlare contro i partiti...è anti-politica, demagogia, becero populismo...
Una sintesi di quale sia il pensiero sul Pd?
Due vecchietti, seduti ad un tavolo del bar, con il loro bicchiere di prosecco:
- Allora domani è la festa dei lavoratori!
- Di chi?  
- ...dei lavoratori!
- Ma il Pd lo sa?
Purtroppo non è una barzelletta, ma è una battuta sentita questa mattina!
Un augurio?
Un 1° maggio di riunificazione per i diritti dei lavoratori e, soprattutto, che primeggi sempre "il lavoro non è una merce e i lavoratori non sono strumenti"

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