mercoledì 11 aprile 2012

La povertà come rimedio alla longevità

Il Fondo Monetario internazionale, nel suo Global Financial Stability Report , avverte che : "i rischi connessi a un aumento dell'aspettativa di vita sono molto alti: se entro il 2050 la vita media dovesse aumentare di 3 anni più delle stime attuali, aumenterebbe del 50 per cento i già elevati costi per il sistema sociale [...] Per affrontare il 'rischio di longevità' [...] è necessaria una riforma che preveda l'aumento dell'età pensionabile a seconda dell'incremento dell'aspettativa di vita". E questo la Fornero l'ha già fatto! L'uomo è da una vita che cerca di raggiungere la vita eterna e poi, la longevità, è diventata un "rischio" e non una conquista!
 Chissà che spettacolo vedere muratori 75enni arrampicarsi su per i ponteggi; operai alla catena di montaggio che tentano di infilare la chiave nel bullone giusto, oppure chirurghi con mani tremanti fare operazioni a cuore aperto. 
Certo, visto il menefreghismo tecnico-politico nei confronti dei giovani e dei precari, se l'attuale andazzo dovesse procrastinarsi, i 75enni saranno i futuri privilegiati, la lobby dei pensionati che tolgono il lavoro ai giovani 50enni, a causa dell'odiosa apartheid nel mercato del lavoro. A questi toccherà andare a lavorare fino a  novant'anni e la liquidazione sarà il funerale gratuito.
La preoccupazione, oggi, è prevedere sistemi di "ridistribuzione dei costi", distribuiti tra i singoli, i gestori dei piani pensioni e  le istituzioni pubbliche. 
Se guardiamo all'attuale, magari volgendo anche un po' la testa al passato, viene da sorridere, perché le istituzioni pubbliche sono lo sperpero primo del pubblico denaro; i gestori dei piani pensioni, spesso, non hanno disdegnato di mettere alla carità chi aveva risparmiato per una vita, per cui rimane solo il "singolo individuo". Curiosità: ma con che soldi dovrebbe pagarsi la pensione se non lavora, se lavora saltuariamente o se lavora da cinquant'anni in poi?
La cosa incredibile è che non si fa nessun riferimento a come reperire denaro sottratto illecitamente al pubblico interesse: evasione fiscale e corruzione; lotta all'economia illegale e all'economia sommersa; abolizione di tutti i privilegi della casta dei politici e riduzione del loro stipendio, oltre che dei manager pubblici e privati; abolizione dei paradisi fiscali, magari "esportando la democrazia" attraverso embarghi o sanzioni varie. A ben vedere, questi paesi "legalizzano" un reato e non si pongono il problema se quel denaro è illecito o meno, o se impoverisce o affama un paese. Per il petrolio si può "democraticamente invadere e uccidere" una nazione, ma mai è stata data una sanzione ad un paese che nasconde illegalmente denari appartenenti ad altri paesi.
Moralizzare le istituzioni pubbliche e i partiti renderebbe una montagna di soldi: si pensi solo alla possibilità di poter utilizzare tutti i soldi "rubati" dai partiti, le tangenti prese dai politici, lo sperpero di denaro pubblico utilizzato per scopi personali (naturalmente dai politici,  loro  famiglie, cassieri e faccendieri). Un esempio  fra i tanti, anche se l'entità di denaro sottratto è infinitesimale rispetto alle altre cause: dal 1994 a oggi lo Stato ha pagato ai partiti oltre 2 miliardi e 253mila euro. Di quei soldi, solo 579 milioni sono stati usati per le lezioni e il resto,  difficile da verificare, per altre cose. Domanda faziosa da individuo pericoloso e anti-politico e populista: ma a quanti giovani avremmo dato un reddito di cittadinanza? Oppure quante aziende avremmo foraggiato per riprendersi dalla crisi? Quante famiglie ai limiti della soglia di povertà avremmo fatto felici? 
E' stata fatta una battaglia feroce all'articolo 18, reo di limitare gli investimenti di ditte straniere in Italia e poi l'Ikea decide di  trasferire diverse produzioni nel nostro Paese:  "abbiamo scelto l'Italia perché abbiamo un'ottima esperienza con i fornitori e la loro qualità. I fornitori italiani hanno dimostrato di essere molto flessibili sui cambiamenti dei prodotti". Alla multinazionale svedese non interessava la flessibilità in entrata e, soprattutto, in uscita, perché "l'articolo 18 non è un problema perché noi lavoriamo e cresciamo con le persone che lavorano con noi". Ciò che preoccupa l'azienda svedese è la burocrazie e la politica. 
Il ministro Fornero dice che non ci sono le disponibilità economiche per un "reddito di cittadinanza", ritenendolo, comunque, inappropriato in un paese dove c'è troppo sole e dove le persone se ne starebbero a mangiare spaghetti al pomodoro. A parte il fatto che, quanto meno, si comprerebbero gli spaghetti e i pomodori, per cui si alimenterebbero i consumi interni, dovrebbe invece preoccuparsi di contenere gli sprechi delle istituzioni pubbliche.
In Sicilia, alla ditta Cefop, che fa formazione professionale (1300 dipendenti), che ha come unico committente la Regione e che vanta debiti per 82 milioni di euro, vengono mandati tre commissari salva-azienda dal Ministero dello Sviluppo Economico (all'epoca di Tremonti), pagandoli 700.000 euro l'anno. Pur essendo ampiamente fallimentare, la ditta sta per ricevere 30 milioni di euro: 12 milioni dai fondi regionali e 18 milioni dall'Europa. I commissari avevano rilevato : eccessivo numero di dirigenti; super affitti dei locali; mancato versamento del Tfr e contributi Inps. Forse qualcuno ci sta "sguazzando"?
Dopo una lunga divagazione populistica e anti-politica, è doveroso dare un suggerimento al Fmi per risolvere il "rischio di longevità" : continuare sulla strada intrapresa dal capitale finanziario e dai governi allineati...in fondo la povertà accorcia la vita!


4 commenti:

  1. Buongiorno Idelbo.
    La soluzione di tutti questo potrebbe essere una guerra, come anni fa.
    Scusi mi sono sbagliato: in occidente non è possibile fare una guerra vera, molto meglio crisi finanziarie e sociali che ci fanno precipitare in un gorgo del quale non si vede il fondo.
    In realtà non vedo differenze tra una cosa e l'altra.
    Con un reddito di cittadinanza che permetterebbe alle persone di vivere con la famiglia anche dopo un fallimento, quanti di noi sarebbero portati a rischiare di più, a considerare il fatto che il lavoro è fatto per l'uomo, ad essere positivi verso il futuro...
    Rivoluzione epocale che agli olgarchi non piace.
    Se non erro solo in pochi paesi europei, Italia compresa,non esiste reddito di cittadinanza.
    Mi chiedo come mai dal momento che forse anche la famigerata Europa fra le cose negative chiede anche questo, non solo flessibilità in uscita.
    L'importante è non disturbare il conducente...
    Saluti Gianfranco

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  2. Caro Gianfranco, Dominique Méda ha scritto: "...la scelta dei principi secondo i quali saranno ripartiti le ricchezze è l'atto più politico, quindi più antinaturale, più umano e più rischioso che ci sia".
    Purtroppo una "politica" del genere non riguarda più nessun partito...figuriamoci l'attuale governo!
    Questo dovrebbe essere l'obiettivo dei giovani: la politica antinaturale, ossia il bene della persona
    Ti leggo sempre con piacere
    Idelbo

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    1. Buonasera Idelbo.
      In questo articolo è spiegato meglio quello che già avevo sentito e letto da altre parti.
      Che una persona sia favorevole o meno al mantenimento dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, qui viene posta la questione della flessibilità sotto un'altro punto di vista e vale la pena dare un'occhiata interessata.
      http://temi.repubblica.it/micromega-online/reddito-di-cittadinanza-il-modello-sociale-europeo-che-l%E2%80%99italia-ignora/
      Codiali saluti Gianfranco

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  3. Caro Gianfranco ti ringrazio di avermelo ricordato, perché l'ho letto, ma non l'ho messo alla voce "Inchieste, sondaggi e articoli".
    E' un articolo molto interessante...e, soprattutto, spiega, anzi, risalta, la nostra pochezza
    cordialmente
    Idelbo

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