giovedì 6 ottobre 2011

Legge bavaglio: una forma di pura coercizione

Zygmunt Bauman in, La società individualizzata, scrive: "Quello che si è chiuso ('900) è destinato a passare alla storia come un secolo di violenze perpetrate dagli stati-nazione a danno  dei loro sudditi. Quello che è appena iniziato sarà probabilmente un altro secolo violento, questa volta un secolo di violenze stimolate dalla progressiva esautorazione degli stati-nazione a opera dei poteri globali scatenati". 
E' pur vero che tutto ciò lo scriveva nel 2001, ma le condizioni per prevedere quanto sarebbe successo erano relativamente facili. Forse neanche l'autore immaginava che ciò sarebbe avvenuto con una così eccessiva rapidità. 
La preminenza dei poteri globali sugli stati-nazione, ha, conseguentemente, fatto crollare tutte quelle strutture sociali che erano il punto di riferimento per ognuno, creando quello stato di confusione e incertezza che ormai da anni condiziona l'agire sociale.  
Come parti di una struttura in Lego, si sono staccate, negli anni, quelle parti importanti che erano la struttura portante della società: la centralità del lavoro, la partecipazione politica, la famiglia, il vicinato, il senso di solidarietà, la possibilità di credere nel futuro o, quanto meno, nel riscatto dei figli, il senso di solidarietà e le comuni battaglie per ideali condivisi.  
Se è vero che i poteri globali hanno esautorato gli stati-nazione è pur vero che questi non hanno fatto niente, anzi, hanno ben accettato la violenza, come elemento inevitabile per partecipare alla spartizione delle ricchezze e del potere. Tutto ciò ha portato le persone ad una fase di  appiattimento, inerzia e disinteresse tali da fargli dimenticare i loro più elementari diritti. In modo diverso, certo, ma l'unica costante che da sempre viene perpetrata è la violenza sui "sudditi": sia prima che dopo il '900. 
Casi di violenza e coercizione se ne potrebbero fare a centinaia, ma basta rimanere alle ultime ore, la legge bavaglio, per comprendere quanta violenza si tenti costantemente di applicare o, se vogliamo essere più precisi, quanto sia asfissiante e tenacemente perseguito il tentativo di applicare ogni forma di coercizione per zittire le "anime ribelli". Peter Gomez, su Il Fatto Quotidiano, dice che la legge bavaglio è una stupidità del potere. Si sbaglia, eccome se si sbaglia! Questa è una vera e propria violenta coercizione!
Il web non era mai stato preso in considerazione dai poteri forti, fino a quando le persone si sono messe a "dialogare in modo diverso", a "scrivere in modo diverso" e, soprattutto, a "interagire in modo diverso". E' con il web che le amministrative hanno ribaltato il successo della destra ed è sempre con il web che il referendum ha messo in difficoltà il governo. E' con il web che gli "indignados" riescono a stare collegati pur essendo lontani; che riescono a raggrupparsi, in tanti, in poco tempo! E' con il web che la gente ha ritrovato la voglia di fare qualcosa di nuovo perché, se è pur  vero è uno strumento che serve anche per i loschi affari della finanza, è altrettanto vero che è stato utilizzato in modo magistrale per una "rinascita" delle idee e della voglia di cambiare. 
Per i governi-nazione è più facile fermare un corteo che non i milioni di giovani e meno giovani che urlano la loro rabbia, quindi non rimane altro da fare che imbavagliarlo! Fino a quando i giovani si sono ammassati nelle case in un'inutile attesa di un lavoro che gli consentisse un futuro, andava tutto bene. Quando gli stessi giovani si sono uniti sul web per dire che non è giusto continuare ad ammassarsi nelle case..allora sono diventati pericolosi...da combattere!
Che cos'è questo, se non coercizione e violenza? 

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