martedì 25 ottobre 2011

Crescita e riforme nel senso dell'uguaglianza

Mario Calabresi, su La Stampa, scrive:"Il rispetto lo si conquista con la credibilità e mantenendo gli impegni e tutto questo a noi manca da troppo tempo. Siamo il malato d'Europa perché il governo è paralizzato e non riesce a indicare una direzione di crescita e riforme".
Questo governo il rispetto l'ha perso da tanto tempo, tanto è vero che è costretto a comprare, barattare o affittare voti per rimanere a galla. Non solo è paralizzato dalla sua incapacità, ma entra nel panico qualora la Ue chieda o "imponga" certe misure e in tempi "ora stretti" e fino a ieri ( ennesima bugia di chi non è "mai stato bocciato") non c'era fretta. "Il miglior imprenditore degli ultimi decenni" è incapace di dettare, almeno suggerire, ipotizzare, tentare...provare a fare qualcosa per dare una scossa al Paese
. Panico causato non tanto perché non si sappia cosa fare ma come far pagare agli stessi, senza dover toccare "gli amici" e gli "amici degli amici". Da che mondo è mondo sono sempre i soliti a pagare e  a che pro cambiare proprio adesso...altrimenti diventa sempre più difficile continuare ad ipnotizzare le folle e sarà sempre più difficile far credere di "essere artisti" per aver salvato l'Italia. Quindi la strada più semplice è intervenire sulle pensioni e, anche se a livello di bozza e di indiscrezioni, fanno capolino 12 condoni nel decreto sviluppo, tanto perché i furbi la facciano sempre da padrone. Il 18 ottobre scorso, durante la puntata di Ballarò, il ministro Sacconi negò tassativamente l'utilizzo di condoni. Sul post di Emilio Fabio Torsello leggiamo che il ministro La Russa ha sottolineato come sia necessario  "discutere di condono senza pregiudiziali etiche, ma facendo soltanto valutazioni su vantaggi-svantaggi". Ma proprio ora dobbiamo discutere di pregiudiziali etiche dei condoni, quando a noi, che abbiamo sempre pagato, non cambia niente? Il mondo è fatto da ricchi, furbi e "pagatori" e il nostro governo deve tutelare la maggioranza e, fino a prova contraria, i primi due lo sono! L'Italia  è come una casa con le pareti che perdono l'intonaco a pezzi e si vuole nascondere la bruttura dandogli una verniciata, altrimenti come si spiega che si sono spesi un sacco di soldi per gli spot contro chi non paga le tasse (a reti unificate!) e poi gli concediamo il condono...magari con un buffetto sulla guancia  e ammonendolo di non farlo più!

A niente serve che Alesina e Giavazzi scrivano dieci proposte, indirizzate naturalmente al governo, per dare una scossa all'Italia e sulle quali discutere. Non che si condividano interamente i suggerimenti, anche perché se invece di dieci, ne facevano quindici, di proposte, e inserivano anche qualche iniziativa che colpisse le rendite e i ricchi, forse, ci sarebbe maggiore volontà a fare "tutti" i sacrifici  per salvare il Paese. Ma va di moda il numero dieci e i ricchi partono dal numero undici. Poi, vogliamo mettere, un bel condono e via ...e tutto si sistema! 

Vogliamo fare nostre poche righe di Ivana Bartoletti, Disuguaglianza sociale. Il neoliberismo è morto?, per ricordare al segretario del Pd, che è tempo di dare spazio anche ai giovani emergenti; che è tempo di lavorare per una sinistra credibile e affidabile; che è tempo che si dedichi a un progetto di governo futuro e di smettere di preparare le battute a Crozza. Abbiamo bisogno di creare una vera alternativa al disastro dei venti anni di malgoverno di destra, di ridare credibilità all'Italia, perché è oltremodo offensivo veder ridere la Merkel e Sarkozy del nostro Paese (sappiamo che ridevano di Berlusconi ma, fino a prova contraria, è il nostro premier  e liberamente eletto dalla maggioranza degli italiani!). 
Scrive Ivana Bartoletti: "Io non so se sia possibile coniugare liberismo economico e uguaglianza. Ma certamente sento che non è possibile coniugare questo liberismo (attuale), fatto di mancanza di regole per il mercato della finanza e per gli speculatori, con l'uguaglianza. E una sinistra che non abbia a cuore il concetto di uguaglianza, che non ne rinnovi il significato, che non le affidi un valore etico, quasi unificante un popolo, per me è perdente".

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