domenica 2 ottobre 2011

Lega Nord: più che commedia...regime farsa!

Qualche giorno fa scrivemmo un post con il titolo La commedia leghista, convinti che ci saremmo dovuti ricredere. Sinceramente pensavamo che da commedia a farsa trascorresse un po più di tempo. E' evidente che non siamo buoni osservatori e, tanto meno, discreti analisti politici, ma l'abbiamo sempre detto. Noi leggiamo i fatti, la cronaca e le imprese degli eroi verdi e diamo un nostro giudizio, sicuramente non da professionista, però molte cose scritte nei post precedenti si stanno lentamente avverando. 
Con il loro voto è stata confermata la fiducia al ministro dell'Agricoltura Saverio Romano, imputato per concorso in associazione mafiosa, che fa seguito a quello di Marco Milanese di pochi giorni fa. Il primo è un evidente voto di scambio, mentre il secondo è un atto dovuto a Tremonti per i favori ricevuti in passato.
Tutto ciò ha scatenato la base, che si è sfogata su Radio Padana e internet. I grandi capi leghisti sapevano che sarebbe avvenuto, ma non possono tirarsi indietro per i favori ricevuti in passato dal premier ai quali devono pagare pegno. Questo lo sa anche il popolo padano e gli amministratori locali, ma non hanno più la voglia di continuare a ingoiare rospi per le malefatte dei loro leader storici e tentano di scrollarseli di dosso. Bossi e il cerchio magico sapevano e avevano cercato di tutelarsi con un comunicato a tutte le segreterie, nazionali regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali e cittadini, chiamato dai leghisti "la circolare Ceausescu". Riassumiamo dall'articolo apparso su www.giornalettismo.com, Lega, la circolare che farà espellere Tosi?: l'obiettivo è quello di evitare che si possano dire cose in contrasto con i dogmi del movimento (ancora? Non partito della peggior specie?) da parte di amministratori e dirigenti. Nella circolare sono quattro le regole da rispettare: è prerogativa del segretario federale compilare l'elenco delle persone autorizzate a fare dichiarazioni pubbliche; i segretari  e/o commissari nazionali, regionali, provinciali  e cittadino sono autorizzati a rilasciare interviste e dichiarazioni in temi afferenti al territorio di loro competenza; i presidenti di Regione, Provincia e i sindaci possono occuparsi soltanto di quanto riguarda il loro territorio; Il mancato rispetto delle disposizioni fa scattare la vigilanza e le sanzioni del livello territoriale superiore, come da Statuto. In Pratica è vietato loro di pensare e di esprimere la loro opinione, non possono dissentire dal Segretario generale, quindi è plausibile che il sindaco di Verona,Tosi, o chiede scusa o lo sbattono fuori. Ai leghisti, di ogni rango e ceto, è vietato dare giudizi sull'operato della casta verde, non possono dire la loro opinione perché ci sono i "dogmi " da rispettare. Il gesto ad ombrello, il dito medio alzato, le castronerie, le rozzezze, le offese, lo stupidario propinato ogni giorno, i tradimenti degli ideali iniziali, la cattiva gestione di cui pagano il fio a Berlusconi e le cialtronerie sono esclusiva di Bossi, figlio e il cerchio magico. Dimenticavamo, anche di Borghezio, il filosofo verde. 
Su IlPost, Non c'è più la Lega di una volta, il sindaco di Macherio, Giancarlo Porta, lamenta la scomparsa della Lega delle origini, "accusandola di avere ormai 'mille interessi' e un 'potere terrificante' e fa riferimento ai voti espressi in Parlamento nei confronti del deputato Marco Milanese e del ministro Valerio Romano [...] che ha tradito il proprio partito che lo ha eletto a Roma per far da salvagente al governo.Traditore è chi guadagna poltrone, non chi le perde [...] la tenaglia ricattatrice del premier ci sta portando alla deriva, sia come Italia che come Lega. Mi prende una profonda tristezza nel vedere traditi i miei ideali di onestà, rettitudine e coerenza di idee, tristezza che sconfina in grande delusione". 
Il gruppo dirigente leghista sa di perdere credibilità, tenta le carte della secessione, tanta cara alla base, ma ormai ha perso credibilità. Tanto che I giovani del Pdl vogliono sganciarsi dalla Lega, su Il fatto Quotidiano : "La secessione è una stronzata, se ci credono ancora, alle prossime elezioni vadano pure da soli [...] in Italia ci sono milioni di somari che vanno fieri della bandiera tricolore. Bossi finisca con le sue pagliacciate". 
L'atteggiamento e le prese di posizione che i gerarchi verdi stanno assumendo hanno qualcosa in comune, seppur sotto forma di farsa, con gli atteggiamenti dei dittatori, che quando si accorgono di perdere il potere, cercano di fare piazza pulita intorno a loro, poi minacciano disastri, quindi non resta loro che scappare. Scappare! Ecco la parola che Bossi dovrà spiegare al Trota, sempre che ci riesca!
Ha ragione il Presidente della Repubblica quando dice che non esiste la Padania, ma un manipolo di individui che pensano solo ai propri interessi, manipolando e illudendo milioni di persone su degli ideali  ai quali neanche loro credono. In attesa del regno padano, intanto, sfruttano i privilegi della Repubblica Italiana, da loro tanto vituperata, ma mucca da cui succhiare il latte. L'agognato regno padano è solo un modo alternativo di sopravvivere come fanno a Roma. Non più poltrone  a Roma? Ce le facciamo a Milano!
Non ci stancheremo mai, anche a costo di essere ritenuti ripetitivi e noiosi, ma continuiamo a chiederci come sia possibile che il Veneto, in particolare, e il Triveneto, in generale, deleghino a certi figuri la loro rappresentanza. Il Veneto merita ben altro. Il Triveneto ha una storia che non è quella della famiglia Bossi, di Calderoli, di Borghezio, di Maroni, di Reguzzoni o di Cota e, tanto meno di Speroni. 
Nel Nord-Est si è fatta l'Italia e se andate a visitare i cimiteri di guerra, fate attenzione ai nomi scritti sulle tombe. Troverete tanti....tantissimi italiani del Sud.


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