mercoledì 14 marzo 2012

Due "ciaccole" al bar - 4


Un giorno diverso dagli altri. Nessuno aveva voglia di parlare di cose serie. L'argomento predominante era la decisione se un prosecco o vino fermo...ma quale? Anche questo accendeva discussioni interminabili, che spesso finivano con il patteggiamento di pagare ognuno un "giro" e con vino diverso cosicché, alla fine, si trovavano tutti d'accordo che se il vino era buono...era buono tutto! Anche perché al quinto bicchiere...il primo era dimenticato!

A seguito di accordi ormai consolidati, quando arrivo al bar pago il mio giro e me ne vado, perché è difficile tenere testa ad un verace bevitore veneto. Se poi i bevitori sono i miei anziani giovincelli, allora sarebbe meglio far finta di essere astemi, sempre che si desideri stare in piedi per il resto della giornata.
Al bancone del bar c'era un muratore che con voce alta cercava di rendersi simpatico e raccontava che per un mese aveva lavorato con gli "zingari rumeni" o giù di lì e che non ne poteva più di sentir parlare straniero. Il veneto, oltre ad essere un grande bevitore, è anche un discreto bestemmiatore, per cui il nostro muratore era molto attento a sottolineare le sue battute con colorite bestemmie. Dopo un mese di zingari, finalmente, dovevano arrivare degli elettricisti italiani. Pausa. Una bella sorsata di vino, la mano che faceva cenno di aspettare, che sarebbe arrivata la battuta del secolo...
"Oh...neanche quelli erano italiani...erano pugliesi!" E giù una risata! Lui se l'era detta e lui se la godeva!
A parte un paio di persone, gelo in sala!
Cesare, l'ex missino, senza alzare gli occhi dal tavolo e con voce baritonale:"Sei mai stato al Sacrario militare di Redipuglia? Hai mai letto i nomi dei morti della Grande Guerra che sono scritti sulle tombe?" Il muratore  era gelato in un imbarazzato sorriso e la sala era in silenzio. "Allora, mio piccolo uomo, vestiti a festa e vai a camminare in quel luogo sacro e leggi...leggi con attenzione quei nomi! Quando tua madre non era ancora nata quei 'non italiani meridionali', e sono veramente tanti, hanno dato la vita per questo cazzo di Paese!"
In sala non c'era il gelo, ma il ghiaccio! 
Avrei voluto fare una foto per condividere un attimo di un'intensità irripetibile: Cesare con le braccia allungate sul tavolo e con i pugni chiusi e Luca, il vecchio ex-comunista, che lo guardava con gli occhi lucidi.
Anche questo è il mio Veneto...che non ha niente da spartire con la Lega di Bossi.

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