martedì 6 marzo 2012

Da lavoratori a "prestatori di servizio"

Rassicurati dal ministro Fornero che la Fiat non chiuderà nessuna sede italiana e ascoltati i massimi vertici che confermano tutto ciò, è con tranquillità che si possono leggere i dati statistici riguardanti il lavoro, le donne e i giovani. 
Poi, a ben vedere, perché avrebbero dovuto lasciare l'Italia, visto che le cose si stanno mettendo al meglio per la Fiat? Dove troverebbero un governo riverente ed ossequioso come il nostro?
Solo dopo che i media hanno sollevato l'opportunità di un incontro con l'ad della casa torinese per le sue continue esternazioni e minacce (sempre ritrattate...come i soldi promessi per gli investimenti!), il ministro Fornero ha pensato che fosse cosa dovuta sincerarsi che non fosse qualcosa di diverso dai soliti richiami al governo per accelerare i tempi a facilitare (ecco le "determinate condizioni") i licenziamenti e a consentire di far lavorare i propri dipendenti per il tempo strettamente necessario per far fronte agli ordini. In questo caso il problema è serio perché gli ordini diminuiscono e, se tanto ci dà tanto, purtroppo diminuiranno anche le ore di lavoro. E' talmente preso dalle sue esternazioni antidemocratiche e anticostituzionali che si dimentica, Sergio Marchionne, di fare il suo mestiere, costruire buone, affidabili e competitive automobili, per tentare un minimo di concorrenza a chi ne è più capace. Perché si distrae a chiedere le "determinate condizioni" quando sa benissimo che è solo una questione di tempo, ossia attendere che termini la fase di transazione che ci porterà da lavoratori a  "prestatori di servizio"? 
Una volta c'erano i ricchi, i borghesi, la classe media, i lavoratori e il proletariato. Oggi, la classe media è sparita; il proletariato si è trasformato nei "senza tetto". Ancora un po' di tempo e rimarranno i ricchi, i professionisti, una manciata di core workers (il minimo necessario!), i "prestatori di servizio", i poveri e i "senza tetto". 
In un momento in cui non esiste la destra, è latitante la sinistra e si benedice un governo, "che almeno è meglio del precedente", che ogni giorno palesa di rappresentare i poteri forti e non certo i lavoratori e la povera gente, diventa difficile pensare ad un futuro roseo. Se poi si leggono  i dati statistici diventa priva di significato la parola "futuro".
A febbraio le aziende italiane hanno chiesto l'autorizzazione per 82 milioni di ore di Cig, un + 49,1% rispetto ai 55 milioni di gennaio ( che era il dato più basso dall'agosto del 2009) e del 16,8% rispetto al 2011. La cassa in deroga  vola al +134% su gennaio. Nei primi due mesi dell'anno sono state autorizzate alle aziende 136,9 milioni di ore di Cig a fronte dei 130,2 milioni del 2011 ( +5,1%).
Abbiamo visto che il tasso di disoccupazione giovanile ormai è al 30%, per i ragazzi sotto i 30 anni, ma per le donne il valore sale al 50%. Si dovrebbe parlare anche del basso tasso di occupazione, rispetto agli uomini, e si dovrebbe anche evidenziare che se raggiungesse il 60% il Pil italiano crescerebbe del 7%; si dovrebbe rimarcare il divario medio dei guadagni tra uomini e donne, che è del 17,4%, ma a che serve se l'obiettivo è il licenziamento facile,  la riduzione delle tutele un impegno e la revisione del welfare state, in negativo, un traguardo?
E' stato siglato un accordo fra alcune agenzie (come la Manpower) e Italia Lavoro (l'agenzia tecnica del ministero del Welfare) "che permette di assumere i lavoratori appartenenti alle categorie svantaggiate sottopagandoli (fino al 20% della paga di riferimento) o sottoinquadrandoli (fino a due livelli in meno). Con tanti saluti al principio di trattamento dei lavoratori, da sempre alla base del lavoro interinale in Italia e in Europa". Con tutti i disoccupati che ci sono, più di 2 milioni, il bacino di utenza per simili sfruttamenti è vasto!
Se poi andiamo a leggere i dati di AlmaLaurea allora si completa l'opera di smantellamento, anzi, si da un'accelerazione ai desiderata della grande finanza, dei manager d'assalto e del capitale. Aumentano i disoccupati fra i laureati, anche nei titoli forti come ingegneria e medicina: a un anno dalla fine degli studi la disoccupazione è salita dal 16 al19% fra i triennali; dal 18 al 20% per gli specialistici; dal 16,5 al 19% per chi si laurea in un corso a ciclo unico di più anni (medicina, giurisprudenza ecc.). Naturalmente, è banale anche scriverlo, si dilata il divario fra il Nord e il Sud. Com'è banale evidenziare che le retribuzioni perdono ulteriormente potere d'acquisto, rispetto alle precedenti indagini, per percentuali oscillanti dal 2 al 6%, solo nell'ultimo anno. Però, a fronte di questa situazione, c'è anche chi, posto a guidare il futuro dei giovani e avendo avuto cura di sistemare i propri figli, si permette di consigliare ai figli degli altri "quanto sia bella la flessibilità buona/precarietà buona". 
Si tranquillizzi dottor Marchionne, stanno lavorando per lei...le stanno preparando un'ampia e disponibile "classe di prestatori di servizio"!








3 commenti:

  1. Caro Idelbo,
    analisi impeccabile. D'altro canto difficile uscire da questo futuro distopico in ambito nazionale.Nonostante tutto sono dell'idea che Monti stia - compatibilemente con lacci e lacciuoli dei partiti - tentando di fare del suo meglio. Spero che le condizioni al contorno gli consentano di fare molto di più per i nostri figli.Certo non possiamo alzare una cortina di ferro di triste memoria.

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    1. Caro prof. Woland,
      è sempre un piacere leggerla.
      Incontestabile che questo governo è migliore del precedente, ma converrà che è anche molto facile esserlo!
      Quello che gli contesto è il "coraggio di essere veri riformatori". Il coraggio di mettere con le spalle al muro la maggioranza che lo sostiene; far vedere agli italiani chi, veramente, ostacola il suo lavoro riformatore; far vedere agli italiani che lui vorrebbe fare le cose sul serio ma che è limitato da chi?
      Nella sua agenda, almeno in seconda pagina, dovrebbero esserci i lavoratori, i giovani e le donne....senza se e senza ma!
      Questo è quello che mi piacerebbe che dimostrassero al Paese!
      Cordialmente
      Idelbo

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  2. Caro Idelbo, lo vorrei tanto anch'io. Evidentemente hanno paura. Appena hanno toccato Giustizia e Rai Alfano ha rovesciato il tavolo. Certe volte per voler far di più si rischia di non fare nulla. Spero che Monti conquisti l'autorevolezza necessaria per realizzare quello che lei giustamente auspica.

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