giovedì 1 dicembre 2011

C'era una volta ...il lavoro!

Il presidente del Consiglio chiede senso di responsabilità, perché o si accettano i sacrifici o è recessione! Noi concordiamo con Mario Monti, ma ci piacerebbe anche capire perché chiedere il "senso di responsabilità" solo a chi l'ha sempre avuta! I lavoratori, meglio, chi riceve una busta paga ha sempre pagato. Sarebbe una buona cosa che chi governa chiedesse, almeno una volta, il "senso di responsabilità" a chi paga saltuariamente le tasse o, addirittura, a chi non le paga mai! 
Sarebbe estremamente piacevole fare sacrifici, sapendo che tutti li fanno, e non sarebbe un problema mettere in stato di attesa (non cambiato!) il sistema pensionistico, oppure concedere un anno della propria vita ancora al lavoro, tanto per riparare i danni procurati da una scellerata finanza, da una casta irresponsabile e, soprattutto, dagli enormi costi procurati dalla corruzione, dall'evasione, dall'economia sommersa e illegale. 
Quello che troviamo veramente incredibile è che sembra che l'unico vero problema della crisi siano le pensioni! Niente pesa la corruzione : l'Italia è uno dei paesi più corrotti d'Europa e ciò aggrava la crisi del debito; il nostro Paese occupa la 69esima posizione nella classifica delle nazioni più trasparenti. Al di là dell'esagerazione italiana, il fenomeno riguarda tutta la zona euro, con la Francia al 25esimo posto e la Germania al 14esimo. Ciò dimostra l'incapacità (o la tolleranza?) dei poteri pubblici d combattere la corruzione e l'evasione fiscale. Noi siamo convinti che se ci fosse la volontà politica di adottare i necessari strumenti, anziché concedere continui condoni fiscali, si potrebbero recuperare 125 miliardi di euro di tasse. Le pensioni sono una priorità perché non si vuole (noi ancora ci contiamo!) creare un'imposta patrimoniale, perché i partiti  della maggioranza non ne vogliono sentir parlare. Infondo, onestamente, è difficile pagare per chi non è abituato! Si pensi che il 5,7% della ricchezza netta "posseduta nel mondo è in Italia, nonostante che gli italiani non siano più dell'1% della popolazione globale e il Pil  sia pari al 3% del Pil mondiale!".
Noi la nostra parte di "senso di responsabilità" la mettiamo, ma facciamo una panoramica sul mondo del lavoro e, forse, il nostro premier si renderà conto che il "senso di responsabilità" lo dovrebbero chiedere i lavoratori!
A Ottobre i disoccupati salgono a 2.134.000, con un aumento del 2,5% rispetto a settembre (53mila unità in più): di questi, il 53% sono lavoratori. Disoccupazione, come scrive Luchino Galli su Mai Più Disoccupati, "misconosciuta dalla politica, trascurata dai sindacati e sottaciuta dai mass media, nonostante abbia raggiunto livelli elevati di drammaticità. [...] Il mondo imprenditoriale reclama a gran voce l'innalzamento dell'età pensionabile, magari a 70 anni, in nome di una maggiore competitività dell'industria nazionale, e dall'altro non assume, proprio perché anziani, gli over 35 in cerca di occupazione". In Europa 24 paesi su 27 hanno istituito il reddito minimo di cittadinanza... e noi, insieme alla Grecia e all'Ungheria, neanche ci pensiamo (salvo un breve accenno del ministro del Lavoro, che sembra averlo accennato più per far digerire l'intervento sulle pensioni che non per convinzione). Se poi guardiamo alla Ue a 27, addirittura, i disoccupati raggiungono la cifra di 23,5 milioni, con un tasso del 9,8%. Nella zona euro: 16,294 milioni i senza lavoro e il tasso è del 10,3%.
Secondo l'Istat, ad ottobre la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,7%) e il livello dell'inflazione (+3,4%), raggiungendo il massimo storico dall'inizio delle serie storiche dell'Istat   ( il precedente record è stato nel 1997).
Se poi guardiamo al mondo femminile, allora non ci resta che piangere! Nel 2010 il tasso di disoccupazione femminile ha superato di poco il 46%, attestandosi al 12% in meno rispetto alla media europea. Al Sud lavorano tre donne su dieci e il tasso di inattività è quasi la metà delle italiane. 
Secondo l'Ocse, nel 2012 l'Italia sarà in recessione, la disoccupazione tornerà a salire, ma confida che il risanamento ci sia, purché la politica di bilancio sia orientata al risanamento dei conti e all'austerità! Secondo gli analisti, è come se dalla recessione arrivata dopo i mutui tossici americani ( i subprime) e il fallimento clamoroso di Lehman Brothers non fossimo mai usciti.
Prima del paventato intervento sulle pensioni, ad opera del governo, vogliamo dare un'occhiata all'indegna situazione delle stesse? Quasi un pensionato su due (46%) percepisce una pensione mensile inferiore a 500 euro; tre su quattro hanno un assegno inferiore a 1000 euro; il 7,5% supera i 2000 euro. Il senso di responsabilità è nel chiedersi come facciano moltissimi pensionati a vivere!
Continuiamo il nostro viaggio intorno al lavoro guardando dal lato delle imprese, naturalmente facendo solo alcuni esempi, perché il quotidiano ci da così tante notizie negative che ci vorrebbero pagine intere per elencare ditte che licenziano, fanno smagrimenti o che chiedono la Cig: la Sigma-Tau, uno dei gruppi farmaceutici italiani più importanti, ha chiesto la cassa integrazione per 569 dipendenti, dello stabilimento di Pomezia, su 1.550 dipendenti. Inoltre, pare che metterà in liquidazione due centri di ricerca e sviluppo, aumentando ulteriori 110 lavoratori in Cig. solo nel settore farmaceutico, quest'anno si sono persi 10.000 addetti. In Piemonte, la cassa integrazione colpisce 140mila persone, che, ben che gli vada, "possono sperare nella deroga, che però inizia a traballare perché le risorse del governo e della Regione sono finite". In Toscana rischia al siderurgia, a partire dal polo di Piombino, ma la lista è lunga perché si parla di nomi illustri come Breda, Finmeccanica e Selex. Nelle Marche la Fincantieri e la Merloni spiccano sulle altre. Per scelta evitiamo di analizzare il Sud, per non infierire ulteriormente sulla sensibilità dei pochissimi lettori. Lo spaccato descritto, che è una microscopica sintesi di una esagerata quantità di ore Cig e perdite di posti di lavoro,  ci indica che in Italia sta sparendo il lavoro, eppure ci sono ottime aziende, che anche in questi anni di crisi sono riuscite a trovare soluzioni intelligenti per superarla. Forse...pensano più a lavorare che non a distruggere i sindacati o a ricattare gli italiani. La Luxottica sta acquisendo una fabbrica brasiliana e le sue azioni hanno avuto un incremento. Poi ci sono aziende, quelle che amiamo in modo particolare,  che hanno studiato un sistema di lavoro che va nel senso del "lavoro per la persona, ed è il caso (vi consigliamo la lettura!) della fabbrica Zf, che opera nel settore metalmeccanico. In questa fabbrica non esiste l'orario di lavoro. In pratica la produzione è continua, ma l'orario di ognuno è a scelta ( 200 dipendenti su 360): "ogni due mesi i lavoratori compilano una richiesta con le loro preferenze sui tempi di lavoro, mentre l'impresa presenta il piano sulle necessità produttive. Un software apposito incrocia le diverse esigenze. Quello che ne esce è l'orario di ognuno". Con questo sistema, concordato con i sindacati, è diminuito l'assenteismo, aumentata la puntualità nella consegna, così come i margini di redditività. Tutto ciò nel segno che se c'è la volontà di trovare una soluzione, buona per tutte le parti, si possono ottenere successi imprenditoriali avendo anche lavoratori felici.
Questo sintetico viaggio intorno al lavoro solo per ricordare al presidente del Consiglio che ha senso chiedere "senso di responsabilità" se il suo governo, come dichiarato all'atto dell'investitura, avrà come pilastri: lavoro, giovani, equità e giustizia sociale.





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