venerdì 30 dicembre 2011

Orgoglio e fiducia

Aldo Cazzullo, sul Corriere della Sera, scrive "c'è un regalo che tutti quanti noi possiamo farci, c'è un tesoro nascosto nel fondo della crisi italiana [...] è la fiducia in noi stessi, nell'immenso potenziale di cultura, lavoro e sviluppo del nostro Paese. Che, com'è sempre accaduto, nei momenti difficili se non drammatici riesce a dare il meglio di sé".
Certamente, dopo la desertificazione della fiducia ad opera del governo precedente, è l'augurio migliore che possiamo farci per ritrovare quell'orgoglio di grande Paese di cui fa menzione il Presidente Napolitano, quando parla della chiusura delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. 

Siamo consapevoli della grave situazione in cui versa il nostro Paese, come, altresì, siamo consapevoli della necessità di un certo rigore per far fronte alla peggior crisi degli ultimi anni. Ma non riusciamo a condividere con Mario Sarcinelli che equità e crescita siano subalterne al rigore. Noi siamo convinti che i tre elementi, ben amalgamati, darebbero maggior spinta al risanamento e, cosa non meno importante, creerebbero nelle persone la convinzione della necessità del sacrificio. Quando dice che "Per esempio la patrimoniale, la volevano alcuni e non la volevano altri, era equa per qualcuno e meno per altri", naturalmente indica un suo modo di intendere l'equità. Noi intendiamo molto semplicemente che è "equo" che tutti, in funzione delle loro possibilità, debbano partecipare al risanamento del paese. Come ben sa Sarcinelli, i lavoratori, anzi, chi prende la busta paga ha "sempre sicuramente pagato". Non è certo ai lavoratori che si fa riferimento quando si legge che la fuga dei capitali all'estero ha raggiunto la cifra di 11 miliardi di euro nel 2011: e parliamo solo di ciò che è stato accertato dalla Guardia di Finanza e che rappresenta un quarto dell'intera base imponibile evasa individuata dai controlli ( 46 miliardi di euro). Inoltre troviamo alquanto inadeguato l'esempio del palazzo in fiamme (la crisi) e del pompiere (il governo Monti) che tra le fiamme e il fumo cerca di portare in salvo più gente possibile, senza curarsi se siano donne o bambini, giovani o vecchi. Il problema è che ogni manovra, e questa non è esente, la maggioranza dei salvati sono ricchi...pur essendo la minoranza degli abitanti del palazzo.
La cosa certa è che al momento chi realmente paga sono i soliti "tanti" e i soliti "pochi" la scampano, poi si potrà obiettare che il tempo a disposizione era poco e che dobbiamo dare il tempo necessario per le varie correzioni, ma è altrettanto vero che è necessario rimarcare le iniquità, altrimenti si corre il rischio che il silenzio sia preso come assenso.
Secondo l'Istat un italiano su quattro è a rischio di povertà (18,2%); il 6,9% è in grave deprivazione materiale; il 10,2% vive in famiglie caratterizzate da una bassa intensità di lavoro. Tutto ciò porta al risultato che vi è difficoltà ad arrivare a fine mese: con il 16% delle famiglie che ammette di non riuscire a sbarcare il lunario; l'8,9% che si trova in arretrato con il pagamento delle bollette; l'11,2% con l'affitto e il mutuo e l'11,5% non riesce a riscaldare adeguatamente l'abitazione. Tutto questo con la previsione che per il 2012 la manovra inciderà sulle famiglie per 2.103 euro in più. Come se non bastasse, i rischi di una recessione sono alle porte, in quanto, sempre  secondo i dati Istat, la forbice tra "carovita e buste paga si è allargata, toccando una differenza dell'1,8%. Per rivedere un simile divario, bisogna tornare indietro al 1996", il tutto con un'inflazione salita al 3,3%. Tanto per terminare in bellezza la lettura dei dati, aggiungiamo che registra un crollo sensibile la fiducia dei consumatori, che passa dal 96,1% al 91,6% ( valore registrato nel lontano 1996).
La vera iniquità è che a fronte di certi dati e di certe evidenze, non solo non si intravedono interventi mirati a ridurla, ma "l'incendio del palazzo" viene continuamente alimentato da chi, iniquamente, non viene colpito, per cui il governo/pompiere rischia di salvare ben poche persone.
L'orgoglio e la fiducia di un paese vanno alimentate e la nostra speranza è che nei prossimi giorni il governo faccia qualcosa di veramente coraggioso per consolidarle...sempre in attesa che le forze di sinistra si sveglino dal lungo sonno.

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