giovedì 8 dicembre 2011

Sveglia Pd!

E' difficile non condividere l'articolo di Tito Boeri e Fausto Panunzi su La Voce, Molto rigore, poca equità e pochissima crescita, com'è difficile non condividere la decisione dei sindacati di dichiarare tre ore di sciopero per richiamare l'attenzione del governo a rivedere le misure relative alle pensioni. Impensabile una crescita basata quasi esclusivamente sulla deducibilità dell'Irap sul lavoro: le imprese che assumono donne e giovani sotto i 35 anni a tempo indeterminato potranno dedurre 10.600 euro per ogni donna o giovane assunto e lo sconto sale a 15.200 euro nel Sud.
Certo, è giusto osservare che il tempo a disposizione del nuovo governo era molto poco, ma dei tre pilastri indicati da Monti, rigore, equità e crescita, per adesso, si è visto solo il primo pilastro e in maniera eccessiva. Vogliamo sperare che in tempi brevi si possa godere dell'equità e della crescita, perché le notizie che ci inondano in questi giorni sono veramente drammatiche e ci dicono continuamente che non c'è mai fine al peggio. La manovra appena varata e allo studio delle Camere, presenta un primo possibile intoppo, che si spera risolvibile, e cioè l'impossibilità di applicare la tassa sui capitali scudati, che denoterebbe un certo dilettantismo o, ancora peggio, un sano tentativo purtroppo non concesso dalle leggi. Ciò obbligherebbe il governo a soluzioni alternative, nella speranza che non vadano a incidere ulteriormente sulle famiglie: da qui al 2014, la manovra pesa su ogni famiglia per 830 euro l'anno. L'Istat ci informa che in Italia ci sono 2,3 milioni di pensionati poveri, numero che tenderà ad ulteriore crescita. Sempre l'Istat continua l'elenco delle disgrazie e rileva che, nel mese di ottobre, la produzione industriale è calata dello 0,9% su base mensile e del -4,2% su base annua.
Questa lunga premessa di dati non era solo per informare i nostri pochissimi e affezionatissimi lettori, ma  perché ci preme fare alcune considerazioni sul Pd...uno strano partito! E non ci riferiamo alle solite dicerie di corridoio, che, comunque, molto spesso sono una reale spiegazione o anticipazione di eventi passati o futuri: si legga il segreto accordo di Pd e Pdl con Monti per calibrarne la manovra o la volontà di Bersani di far cadere il governo a febbraio e andare alle votazioni, così sfruttare il vantaggio della crisi di alleanza fra Pdl e Lega Nord. Prendiamo spunto dall'articolo scritto da Mario Lava su Europa.it, Il rischio del partito di lotta e di governo, che parte dalla semplice considerazione:"che deve fare il povero iscritto al Pd, appoggiare la manovra di monti come dice il partito o scioperare contro come chiede la Cgil?" Sinceramente ci viene da sorridere all'idea che il Pd possa essere ancora considerato un partito di lotta, dal momento che non riusciamo neanche a considerarlo un valido partito di opposizione! Se guardiamo a ritroso, a tempi non molto lontani, alle famose amministrative nelle quali sono stati eletti Pisapia e de Magistris, oppure ai referendum, onestamente non riusciamo a dargli nessun merito, ossia, l'unico merito cha ha avuto è stata l'abilità a salire rapidamente sul carro dei vincitori. La gente gli ha portato in dote un enorme cambiamento, che non ha saputo sfruttare degnamente, anche se Bersani, dopo le dimissioni di Berlusconi, ha dichiarato sui giornali che era stato il Pd ad obbligarlo a tale scelta!
Ma torniamo alle scelte che gli elettori dovrebbero fare. 
All'interno di un partito ci possono essere anime diverse e opinioni divergenti sui vari argomenti ma, alla fine, deve esserci un'unica decisione. All'interno del Pd ci sono personaggi appartenenti a estrazioni politiche molto diverse e, purtroppo, inconciliabili il più delle volte. E non stiamo parlando di argomenti scottanti come i matrimoni gay, l'eutanasia, il nucleare ecc, ma di equità, pensioni, lavoro e crescita. Il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, ritiene di partecipare allo sciopero indetto dai sindacati e Beppe Fioroni lo ritiene roba da "far ridere i polli"; Cesare Damiano, senza mezzi termini, ritiene che il decreto deve essere cambiato perché iniquo; Bersani, che deve appoggiare il governo, pur ritenendo necessari alcuni cambiamenti, dice a un Di Pietro irritato che il suo compito è difendere le famiglie dalla povertà...come? Lo scontro con l'alleato più forte (sempre che l'alleanza col Terzo Polo non rimanga chiacchiera da corridoio!) si fa ogni giorno più aspro, tanto da suggerirgli di andare per la sua strada se non condivide le scelte...e con chi vorrebbe vincere le ipotetiche elezioni di febbraio? Con Casini e Fini? 
Pur consapevoli della necessità di dover fare dei sacrifici, si sperava che il governo dei tecnici avesse la forza di distribuire su tutti tali sacrifici e, soprattutto, si sentiva la necessità di un governo che sapesse ridare la speranza in una politica per i cittadini. La sofferta decisione di intervenire sulle pensioni non l'abbiamo vista a riguardo di una patrimoniale o di una tassazione delle rendite finanziarie; il tempo per decidere dell'Ici sulla prima casa si è trovato, ma non era sufficiente per estenderla anche agli immobili ad uso commerciale della Chiesa; si è pensato di applicare una piccolissima tassa "una tantum" ai capitali scudati e, forse, non è tecnicamente possibile applicarla, seppur necessaria, per far fronte ai costi di indicizzazione delle pensioni più basse, ma i denari necessari per acquistare aerei ad uso militare si trovano.
Se si leggono le interviste di Letta, Fioroni, Fassina e Bersani si ha l'impressione di vari Pd e gli elettori, che per anni hanno votato turandosi il naso, hanno necessità di sapere cosa pensa veramente il partito; hanno il diritto di sapere, una volta per tutte, qual'è la strada che Bersani vuole percorrere; hanno necessità di sapere se il Pd rappresenta ancora le istanze dei lavoratori e le esigenze delle famiglie. Nessuno mette in dubbio che l'appoggio al governo sia  necessario per uscire fuori dalla crisi, ma è pure necessario che il Pd tuteli l'equità; che si attivi affinché ci sia una vera crescita; che i giovani e le donne possano finalmente sperare in un futuro in cui sono veri attori e che le famiglie possano arrivare finalmente a fine mese. Il Pd deve tutelare che il governo faccia pagare la crisi a tutti e in funzione delle proprie possibilità; che si faccia una seria e dura politica contro l'evasione fiscale; che si faccia una seria e durissima lotta contro l'economia sommersa e illegale e che si faccia una terribile lotta contro la corruzione. L'appoggio al governo è necessario, ma non può essere una cambiale in bianco.

4 commenti:

  1. Caro Idelbo,
    la situazione è talmente drammatica (Loretta Napoleoni continua a scrivere,spero che sbagli, che ormai non ne usciremo)che credo ci sia poco margine di azione.
    Il giudizio più acuto sulla manovra Monti è questo: "Sicuramente Monti avrebbe bocciato in un suo editoriale sul Corriere della Sera la sua manovra".
    Ma tra il dire e il fare...
    Primum vivere deinde phlisophari.
    Basta leggere l'articolo di Boeri di oggi.
    Quanti pensionati al minimo hanno un lavoro in nero? Io personalmente ne conosco una decina.
    Quante signore con pensione sociale fanno la badante o servizi domestici? Qui nel mio palazzo almeno due.
    Si potrebbe continuare a lungo. Voglio dire che ormai è diventato quasi impossibile capire il mondo.Se pensiamo che Bertinotti fece cadere il Governo Prodi per le "35 ore"!
    In Italia si suol dire che ci sono 60 milioni di allenatori.Anche questo sarebbe un problema da affrontare (forse lo farò in un post).
    Ieri la mia colf mi ha detto che non apprezzava la manovra di Monti perché era "recessiva". Che dire? Magari ha ragione. Ma di fronte ad un team di cervelli, economisti, banchieri che sono entrati a Palazzo Chigi ed hanno visto cosa c'è nel frigo cosa possiamo dire noi?
    Apprezzo comunque il suo bel post.
    Volevo solo sfogarmi un po'. Ormai sono tanti i dubbi che mi tormentano.
    Con affetto
    W

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  2. Caro prof. Woland, leggo sempre con interesse e piacere i suoi commenti. Mi permetta di fare delle piccole considerazioni. Il governo tecnico sarebbe dovuto servire per salvare l'Italia dalla crisi e prendere misure idonee per farlo. Si presenta con il motto: rigore, equità e crescita. Effettua solo "rigore", dimenticandosi nel cassetto sia l'equità che la crescita. Si dimentica che la crisi, più che i lavoratori, l'ha prodotta una sconsiderata finanza, che odia l'economia reale a favore di un'economia di carta. Si dimentica di intervenire sui ricchi, salvo un tiepido, forse non applicabile, 1,5% sui capitali scudati, perché non c'è un pur leggero intervento sulle tassazioni delle rendite finanziarie; non si parla di patrimoniale; non ci sono elementi per analizzare come intende intervenire sull'evasione fiscale, sull'economia sommersa e illegale e, guarda caso, neanche sulla corruzione. Non parla di come intende intervenire sui costi della politica e si dimentica di far pagare l'ici alla Chiesa sugli immobili adibiti ad alberghi, ristoranti, librerie ecc., ma non lo fa altrettanto con i cittadini. Questa manovra, a mio parere, la poteva fare un qualsiasi mediocre governo di destra o sinistra. Per salvare il Paese "tutti" devono concorrere a fare i sacrifici e non solo "sempre"la stessa parte! Per salvare il Paese è necessaria la crescita e, soprattutto, l'equità, senza la quale non è possibile parlare di democrazia. Ben venga il rigore e i sacrifici, se possiamo ridare un Paese dignitoso ai nostri giovani, ma ci vuole uno slancio poderoso a chiedere anche ai ricchi...e questo lo poteva fare solo un governo tecnico. La vergogna non è che ci siano pensionati che per sopravvivere alla misera pensione vadano a fare lavori in nero o saltuari ( che spesso donano a figli o nipoti senza lavoro!), ma che siano costretti a farlo! Al Pd non chiediamo che non accetti il "rigore"...ma che tuteli l'equità e la crescita. Non può e non deve concedere la propria fiducia come una cambiale in bianco.
    Sempre con cordiale affetto.

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  3. Caro Idelbo,
    condivido al cento per cento l'analisi.
    La manovra avrebbe sì potuto farla il Rag.Fantozzi ma il problema è che continuiamo ad ignorare che abbiamo i creditori alla porta (circa 1000 miliardi di euro sono allocati all'estero) e che per rassicurarli occorreva una squadra di personaggi noti in Italia e in sede internazionale, studiosi di fama che (magari non sanno fare nulla e sarebbe meglio la mia colf per Presidente) ma sono stimatissimi e hanno una grande credibilità che è poi quel che serve quando hai,lo ripeto, l'ufficiale giudiziario all'uscio.
    L'altra sera a "Servizio Pubblico" Epifani, non un banchiere, ha detto che se crolla l'euro e crollano le banche non c'è n'è più per nessuno. Altro che welfare e pensioni (parole di Epifani).
    Questo è il mio dubbio.
    Monti doveva andare a Bruxelles con quel biglietto da visita in tasca giusto o non giusto che fosse. Quando si placherà la tempesta potremo discutere sulla rotta.
    Naturalmente spero(ma purtroppo solo la Lega ha già presentato 600 emendamenti e quindi credo che sarà necessario, data la fretta,porre la fiducia) che la manovra sia corretta, a saldi invariati, con misure di equità e di crescita. Non credo però che Il Governo abbia agito in malafede.
    Potrei sbagliare naturalmente. Mi corregga pure.
    Con stima
    W
    P.S.
    Certo non si possono risolvere in 20 giorni tutti i problemi decennali di un paese. Specie dopo 3 anni e mezzo di stasi berlusconiana.

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  4. Caro Professore, concordo sulle sue osservazioni e sono certo che servivano personaggi diversi dai nostri squallidi politici, che dessero credibilità alle loro affermazioni. Non ritengo che il governo abbia agito in malafede...ma secondo i suoi "credo"...che sono naturalmente diversi dai miei. Visco, Governatore della Banca d'Italia, non concorda totalmente con tali scelte. Premesso che i sacrifici sono necessari, le strade per chiederli e per raggranellare i soldi possono essere diverse....a me bastava che ci fosse stata la volontà a far pagare tutti...chi non ha mai pagato e, soprattutto, che ci fosse un sussulto eroico a rincorrere i soldi che "tanti ricchi" nascondono alla comunità. Al Pd chiediamo di controllare e, come scritto nel post, attendiamo l'evolversi del lavoro di questo governo, disposti a chiedere scusa di quanto scritto, qualora si attivino in modo adeguato.
    Cordialmente
    Idelbo

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