domenica 28 luglio 2013

La sinistra che non c'è!

Sia l'uscita di Fassina "sull'evasione da sopravvivenza" che l'articolo su La Stampa di Luca Ricolfi, La sinistra che nega la realtà, faranno discutere ancora per qualche giorno, poi la patetica lotta alla segreteria, con i soliti giochetti per lasciare tutto invariato, avranno il sopravvento. I gerarchi faranno di tutto per non far cambiare niente.

Discutere sulla veridicità dell'evasione da sopravvivenza è volersi tappare gli occhi, è adottare volutamente la politica dello struzzo, anzi, è la solita storia italiana, la mancanza di senso civico, la tipica furberia nazionale, non avere la pur minima concezione del bene pubblico, che dovrebbe essere, come dice Ricolfi, tipico della cultura di sinistra. Gli italiani hanno maturato il "reato di intensità", se si evade 500 euro è una furberia o un peccato veniale, ma se si evade 1 milione di euro è un crimine contro la società. Chiedere all'idraulico o al dentista di non fare la ricevuta per risparmiare un po' di soldi forse potrebbe anche essere evasione da sopravvivenza, ma aiuta la grande evasione; lavorare in nero, tanto per mantenersi agli studi, certamente è un gesto nobile nei confronti della famiglia e forse è l'unico modo per qualcuno di poter studiare, ma ciò non fa che ingrossare la montagna di lavoro nero esistente, con relativa evasione.
Tutto questo è prassi, lo sappiamo, lo sa il sindacato e lo sa la sinistra. Quindi perché indignarsi per ciò che ha detto Fassina e, soprattutto, per ciò che scrive Ricolfi. Non voler vedere la verità e nascondersi alla realtà è il modo più semplice per non fare niente...è la strada più facile per mantenere posizioni acquisite e non rischiare di perderne con iniziative impopolari. Fare qualcosa per cambiare, come permettere a tutti di poter studiare senza dover svolgere un lavoro nero è di sinistra, ma qui dobbiamo chiederci cosa sia la sinistra e se sia ancora attuale parlare di sinistra...e di quale sinistra!
Se l'attuale governo è definito di "larghe intese", per il Pd parlare di "larghissime intese" è un eufemismo, visto il mosaico di cui è composto. Si pensi che Letta non gradiva nel governo la presenza di Fassina perché "troppo comunista"...poi contestato dal popolo di sinistra per una realtà evidenziata!  Ora, dichiarare che il Pd sia di sinistra è voler fare una forzatura disumana, è negare la realtà, perché in 20 anni, pur con nomi diversi, non è stato in grado di fare niente che non fosse un  banale e non proficuo antiberlusconismo. Per 20 anni ha adottato la dura legge della giungla: sopravvivere! Allora di quale sinistra vogliamo parlare? Forse della miriade di cellule e celluline e ognuna depositaria del verbo assoluto?
Mettiamocela da una parte: da 20 anni non abbiamo la sinistra. Non abbiamo più nessuno che parli di sinistra o da sinistra e se qualcuno si azzarda di rimarcarlo o di evidenziare le anomalie, viene quotidianamente invitato a lasciare il partito da  figure secondarie come il sen.Esposito, che ha pure l'ardire di chiedersi  che cosa ci facciano Civati e la Puppato nel partito!  
Ormai il Pd, come Giano bifronte, ci ha abituati agli opposti delle promesse elettorali e del periodo di amministrazione...fino al governo delle larghe intese ("o questo ..o il buio!"..dice Letta!).  Se non fosse come sparare sulla Croce Rossa, basterebbe leggere ciò che diceva Bersani in campagna elettorale...e confrontarle con le cose che il Pd al governo sta facendo!
Se non ci fossero Berlusconi e i pochissimi di sinistra del Pd, ma stanno lavorando alacremente per questo, sicuramente la scissione fra i due partiti porterebbe alla nascita della vecchia Dc e questo governo è il banco di prova!
E' evidente che non essendoci una sinistra e i due partiti al governo sempre più contratti al centro, tenere lo status quo è ovvio: il lavoro nero e l'evasione fiscale, al di là dei proclami di facciata, sono la loro politica...lo è sempre stata! 
Quando Ricolfi scrive che la sinistra nega la realtà...ma di che sinistra parla? Della Camusso? Sta difendendo solo i suoi privilegi. Se intende parlare del Pd allora non lo seguo, perché il Pd è tutto all'infuori che un partito di sinistra.
Personalmente mi auguro che i giovani del Pd, che ancora hanno qualche ideale; quelli che hanno votato Grillo perché non si rispecchiavano in una sinistra simil destra; quelli che sono sparsi in gruppetti e gruppuscoli abbiano la voglia  e l'intelligenza di unirsi per una semplice, antica e pur moderna utopia: una vita dignitosa per tutti, che implica un lavoro dignitoso per tutti e un'istruzione adeguata a preparare le future generazioni.
Un progetto di sinistra ce l'ha prospettato A.Gorz in Metamorfosi del lavoro: "Ogni cittadino deve avere il diritto a un livello di vita normale; ma ognuno deve anche avere la possibilità (il diritto e il dovere) di fornire alla società l'equivalente in lavoro di ciò che consuma: il diritto, insomma, di 'guadagnarsi da vivere', il diritto di non dipendere, per la sua sussistenza, dalla buona volontà di chi detiene il potere di decisione in campo economico. L'unità indissolubile di diritto al reddito e diritto al lavoro è per ciascuno la base della cittadinanza".
In un progetto di sinistra il bene pubblico deve essere centrale e ogni cittadino è depositario di "diritti e doveri" non più misurabili con i "reati di intensità". 



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