domenica 26 agosto 2012

Quando il web non è amico!

Massimo D'Alema, il 1 luglio, ha dichiarato che "In un nuovo centrosinistra europeo Monti può trovarsi a perfetto agio [...] ha posizioni che a me paiono compatibili con il nostro orizzonte programmatico".
Il 25 agosto Pierluigi Bersani dichiara "Corrono sulla rete dei linguaggi del tipo: siete zombie, cadaveri ambulanti, siete morti. Sono linguaggi fascisti e a noi non ci impressionano. Vengano a dircelo. Via dalla rete, uscite dalla rete e venite qui a dircelo".
Repubblica, ormai, ha cominciato la sua battaglia a tutti quelli che non si allineano al "pensiero unico" del Pd e qualunque cosa venga detta o scritta "non allineata" è di matrice fascista, antipolitica, populista e disfattista.
Prima era Grillo il pericolo, adesso si è aggiunto Di Pietro e chissà che non tocchi anche a Vendola, sempre che non voglia perdere il consenso dei suoi sostenitori, qualora voglia seguire "l'orizzonte programmatico" del Pd di trasformarsi in un partito di centro. Ormai Il centro è dominante (o lo è sempre stato?) e ci si può scostare solo per sfumature di grigio (centrodestra) o di rosa (centrosinistra). Tutto ciò che si discosta va combattuto, non esistono più battaglie o lotte che vedano uomini, donne, vecchi e giovani uniti nel raggiungimento di un benessere generalizzato. Sono pura utopia parole come equità, giustizia e lotta alla povertà, perché, purtroppo, dobbiamo renderci conto che il mercato non può creare lavoro per tutti e che l'equa distribuzione del reddito è solo una folle rincorsa di un tempo. Allora è necessario unirsi al centro per spartirsi il calderone di voti, magari con sfumature diverse che offrano a disattenti e stanchi elettori micro diversità, spesso indecifrabili e che poco distanziano il pensiero dei due centri estremi. Microscopiche diversificazioni di pensiero producono infinitesime trasformazioni ed è ciò che vogliono. Cambiare il meno possibile  affinché tutto rimanga com'è! Pochi che stiano comodi sulla zattera e molti aggrappati ad essa e in balia del mare, che certamente  farà il suo dovere: un po' di burrasca e se li trascinerà sul fondo.
Capire quale sia "l'orizzonte programmatico" di D'Alema è difficile e ci vuole una notevole preparazione, cosa che manca a chi scrive, ma rispondere al segretario del Pd è doveroso. 
E' vero, sulla rete corrono parole dure nei confronti suoi, dei dirigenti  e del vostro modo di far politica, ma è la stessa rete che ai tempi di Berlusconi le faceva comodo (a quel tempo lei era il male minore); è la stessa rete che ha dato una mano notevole a vincere le comunali e il referendum; è la stessa rete che scriveva e scrive di chi è al potere e non è possibile "dirigerla" o "indirizzarla" o "assoggettarla"...al limite la si può "censurare e chiudere", che è il sogno di chi sta al potere senza meriti. E' intuibile che lei mal la sopporti, ma se le dedicasse tempo o, al limite, desse mandato a qualcuno di navigarci, forse, potrebbe esserle di aiuto. Forse le potrebbe dare indicazioni necessarie, non fosse altro che per avere un quadro esatto degli umori degli elettori. Vede, caro segretario del Pd, se a Palermo prenderete l'ennesima batosta non è colpa della rete, ma delle vostre scellerate scelte politiche. Se oggi le persone scelgono la rete per scrivere ciò che sentono è per due banalissimi motivi: primo, perché è un facile veicolo su cui scrivere e leggere; secondo, perché consente un rapido scambio di idee e anche di forme di aggregazione di pensiero, pur mancando il contatto fisico, perché non richiede di essere unti dal Signore.
Forse non è aggiornato, ma sulla rete scrivono anche personaggi pubblici che dicono le stesse cose alla televisione, sui giornali, nei convegni e per le strade e anche loro dovrebbero uscire dalla televisione, dai giornali, dai convegni e dalle strade per venire a Reggio Emilia? Ormai sono anni che vengono dette le stesse cose. Una litania continua, ormai tragicamente noiosa! E voi? Immobili, anzi, spesso allineati nelle folli scelte del risanamento del Paese e, cosa ancor peggiore, non esenti dal peggio che la politica possa offrire: tangenti, difesa dei privilegi e votazioni vergognose nei palazzi del potere. 
Noi non verremo alla festa di Reggio Emilia, sempre che ci sia qualcosa da festeggiare, a dire le stesse cose. Almeno faccia lo sforzo di leggersele e conceda a noi il risparmio dell'inutile viaggio. Possiamo concordare che i toni utilizzati sono talvolta forti e offensivi, e non è corretto, ma lei faccia lo sforzo, sempre che le riesca, di capire lo stato d'animo della gente e il grado di difficoltà economica in cui versa e l'angoscia del sempre più difficile quotidiano. No, non verremo a Reggio Emilia a festeggiare con lei, perché, pur con modi garbati e civili, la consideriamo un pessimo segretario di un pessimo partito di "centro-sinistra"...e, sempre garbatamente, con notevoli difficoltà a scrivere la parola"sinistra" vicino al centro. 
Sicuramente avrà letto, in caso contrario le consiglio di farlo, il libro di uno dei pochi "visionari di sinistra" che ci rimangono, Luciano Gallino, La lotta di classe dopo la lotta di classe, perché all'inerzia dimostrata dal suo partito a far fronte al conflitto che si è instaurato fra la sproporzione del numero di persone in cerca di occupazione rispetto al numero dei posti offerti dalle imprese e dal settore pubblico, non si cristallizzi, sempre nel suo partito, la convinzione espressa da Samuel Insull, costruttore delle prime grandi reti di distribuzione di energia elettrica negli Usa agli inizi del novecento, quando asseriva: "Stando alla mia esperienza, il maggior aiuto per accrescere l'efficienza del personale è una lunga fila di uomini in attesa al cancello".
E nel frattempo continuiamo a utilizzare il web,magari per "pettinare le bambole"...e non veniamo a Reggio Emila!




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