lunedì 13 febbraio 2012

Pd: un disastro annunciato

Se non si ritenesse ciò che è successo a Genova un disastro, verrebbe voglia di divertirsi a riportare i commenti di autorevoli esponenti del più mediocre partito di centro-sinistra che la storia ricordi. Commenti che dimostrano quanto sia diviso, frastagliato, scomposto, fragile, assurdo e patetico il partito che dovrebbe contrastare, prossimamente, il ritorno di Berlusconi o dei suoi uomini. E' giusto premettere che sarà l'emotività a primeggiare sulla fredda analisi, dopo anni di inutile attesa in un desiderato cambiamento e stufi di turarci ancora il naso.

Il segretario Bersani, incapace di dettare una linea chiara e credibile, si sbilancia in una salomonica presa d'atto, dimostrando una mediocrità disarmante: "Le primarie hanno una loro logica. Quando si accetta che alla gara partecipino più candidati del Pd, poi se ne devono accettare gli esiti", quindi invita a "lavorare con entusiasmo" perché, dice, a Genova "si vince con Doria". Sarebbe stata una sconfitta accettata con stile e dignità se avessero fatto seguito le dimissioni. 
Ivan Scalfarotto, sul suo blog, si chiede che cosa sia successo a Genova e, soprattutto, si chiede se era necessario fare le primarie in una città dove il sindaco uscente ha amministrato bene.
O siamo tutti una manica di incompetenti, oppure ci sfuggono le sottigliezze strategiche di cui sono dotati i nostri scadentissimi rappresentanti, ma, comunque sia, tentiamo di capirci qualcosa.
Abbiamo un sindaco, Marta Vincenzi, che ha lavorato bene, quindi si decide di appoggiarla, ma, tanto per non avere sorprese, le si contrappone una senatrice, Roberta Pinotti, per avere maggiore certezza della vittoria. Alle due signore, si contrappone Marco Doria della Sel. Come a Milano, Cagliari e Napoli, vince l'alternativa ai candidati della segreteria. Chiaramente sorgono spontanee alcune domande: ma se la signora Vincenzi ha amministrato bene, perché il popolo delle primarie non l'ha votata? Inoltre, se il sindaco precedente ha amministrato bene, perché la segreteria gli contrappone una senatrice di provata esperienza come la signora Pinotti? Se la Sel, per l'ennesima volta, batte le candidate o i candidati voluti dalla segreteria, pur avendo governato bene, cosa vuol dire? Forse che la gente non crede più nella segreteria? O forse la Sel parla un linguaggio più gradito alle persone? Vero! La Sel è nel Pd...e meno male! Ma allora non è il caso che nel Pd si faccia un esame di quanto è successo e sta succedendo e, magari, cominciare a riflettere sui linguaggi da adottare? Certo, le anime all'interno del Pd sono tante, troppo diverse...troppo distanti...anche pericolosamente inclinate verso Fini e Casini. Ma i candidati Sel vincono e i nostalgici del centro devono prenderne atto. Però non c'è più spazio e neppure più tempo...le votazioni sono domani e oggi dovrete decidere! Oggi è necessario che impariate di nuovo a parlare con la gente e, soprattutto, ad ascoltarla. Quello che la gente vuole è la chiarezza (quante voci differenti e contrastanti sulle nuove regole del lavoro!), la concretezza, la trasparenza, l'affidabilità e l'onestà. Quest'ultima, forse, era meglio evitarla, viste le ultime vicende! La gente ha bisogno di volti nuovi, che diano un impulso nuovo, un modo di leggere la politica con spirito diverso, che abbiano energie nuove e positive, oltre che propositive. Le persone hanno bisogno di avere la certezza di poter contare su un partito che pensi a loro: ai loro bisogni e al loro futuro. C'è bisogno di giovani! C'è bisogno di linfa nuova che, certamente, per quanto meno preparata alle bassezze della politica, peggio non potrebbe mai fare. In caso contrario, è difficile non concordare con Alessandro Gilioli quando scrive sull'Espresso: "Andate avanti con i Fioroni, i D'Alema, i Veltroni, le Bindi e tutta la vecchia compagnia di giro senza altre idee che la propria autoconservazione, e vi troverete Grillo al dieci per cento, e magari un inevitabile governone con Casini e Fini se non Alfano, quindi il suicidio in grande stile, quello definitivo". 
Ma allora, noi, non vi accompagneremo!

4 commenti:

  1. Caro Idelbo,
    parole sante! Ma purtroppo la storia insegna che ogni istituzione quando è in agonia si ripiega su se stessa e inevitabilmente sceglie le strade che conducono più velocemente alla morte.
    Forse quella del PD è una sorta di "apoptosi" (detta anche morte altruistica) politica?
    A presto.

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    1. Caro professore,
      è disarmante che Fioroni, oggi, esorti i suoi compari ad avere coraggio e unirsi al centro di Casini, Rutelli e Fini...no,no...è un suicidio!
      Cordialmente
      Idelbo

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  2. Il nome del Blog è significativo;
    se si modificasse in
    " Persone e lavoro non sono merci"
    potrebbe essere una buona base dalla quale elaborare un programma di governo.
    Forse SEL intercetta un elettorato che ha desiderio di cambiamento e che ora esprime il suo voto.
    Altri, delusi, forse non votano più.
    Ricordiamoci poi di due elementi che ritengo importanti per la città di Genova:
    la vicenda Fincantieri e lo schieramento di Don Gallo per Doria.
    Saluti cordiali
    Gianfranco

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    1. In effetti, caro Gianfranco, all'inizio doveva essere il titolo dl blog, ma mi sembrava eccessivo e allora feci il sottotitolo " Il lavoro per la persona: un'utopia?"
      Concordo con te che sarebbe una buona base per un programma di governo...ma chi lo vorrebbe?
      Grazie dei tuoi commenti
      Idelbo

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