sabato 9 aprile 2011

DE MATTEI: il nuovo Pietro l'Eremita

Di quel poco che ci ricordiamo, dai tempi del catechismo, e dal quel che capiamo, da amici cattolici e praticanti, pochi quest'ultimi e tanti i primi, si parla di un Dio buono e misericordioso. Ciò di cui lei parla è un Dio guerriero e sanguinario, che ha bisogno di stragi, terremoti, guerre e distruzioni per purificare l'umanità dal peccato. 

La giustizia terrena, imperfetta e gestita da uomini, che sbagliano, punisce i padri violenti e, soprattutto, sanguinari. Non possiamo credere che la giustizia divina sia di una violenza a noi inconcepibile. Un padre ama i propri figli, bassi o alti, belli o brutti, grassi o magri, normali o con handicap, eterosessuali o omosessuali. Un padre ama, e anche quando castiga, la pena è commisurata all'amore, altrimenti è violenza. Alla violenza fa da contrappasso o la ribellione o la sottomissione. E quest'ultima, come studioso lo sa benissimo, non può durare in eterno. 
Invece di prendere le distanze da un autore cristiano del V secolo, Salviano di Marsiglia, ne avvalla le osservazioni antistoriche. Non solo, le trasporta a nostri tempi e riesce, con folle integralismo, a farne dei parallelismi. Ma le pare, neo Pietro l'Eremita, che possano esserci delle similitudini tali da riuscire a legare la prossima "ira di Dio"alle dissolutezze dei nostri tempi? Non le pare di predicare per una Chiesa razzista, segregatrice e violenta? 
Lei dice che non sarà mai possibile convivere con i mussulmani, perché violenti, ma dimentica che fino a quando il sapere e il potere era nelle mani della Chiesa, la sua era una religione di una violenza inaudita ed è stato utilizzato ogni mezzo, la croce e la scomunica, per assoggettare anche il potere.  Non vediamo nessuna differenza fra la religione cristiana e quella mussulmana: entrambe hanno come scopo il proselitismo; ognuna ha la certezza della verità; ognuna, nel proprio integralismo, ha nel dna la violenza. L'unica differenza, e sostanziale, sta nel fatto che la sua religione non è più assurdamente invasiva nella vita sociale e sull'individuo, perché l'uomo si è emancipato con la ragione e la libertà di scelta, mentre quella mussulmana deve ancora passare questa fase, ma è solo questione di tempo. Il tempo necessario che  quei paesi e quegli uomini possano dire: " Padre-Celeste, Signore-Onnipotente, Geova, Allah, Brahma, Baal, Adonai, o-come-ti-chiami: scegli-tu-per-me, decidi-tu-per-me. Nossignori, io rifiuto di delegare a Dio la mia volontà e il mio pensiero. Rifiuto di rinunciare a me stesso e rassegnarmi. Un uomo rassegnato è un uomo morto prima di morire" (Oriana Fallaci, Insciallah)
Lei non si rende conto quanto siano gravi  le sue affermazioni, pregne di una latente violenza, non dissimile dal fanatismo integralista di Urbano II e Pietro l'Eremita, che sollevarono migliaia di contadini ignoranti, donne, vecchi e bambini al grido "Dio lo vuole",  mandandoli a liberare il Sacro Sepolcro e incontro a morte certa. Lei sicuramente è a conoscenza delle nove crociate, benedette e volute anche dai papi successivi, Innocenzo III, Gregorio IX e Pio II. Quelle crociate sono state volute dal suo Dio Guerriero? Lei pensa che possa esistere nello stesso Dio misericordia e violenza? Erano legittimate le violenze conseguenti? Centinaia di migliaia di morti; i cristiani che lanciavano con le catapulte le teste mozzate dei turchi per impressionare i difensori delle città. Un cronista dell'epoca racconta che quando Goffredo di Buglione entrò a Gerusalemme seguirono mattanze inaudite: cavalli che calpestavano i cadaveri dei turchi; in una piazza furono ammucchiate mani, piedi, gambe e teste tagliate; nel tempio di Gerusalemme il sangue dei vinti arrivava alle ginocchia. E' mai possibile che un Dio misericordioso abbia bisogno di tale violenza per far liberare il Sepolcro, sapendo benissimo, nella sua preveggenza, che sarebbe servito a poco?
Non è stato Dio che ha ordinato di istituire la Santa Inquisizione e di fare stragi di donne e uomini, nel Suo nome; non è stato Dio che ha ordinato la strage di uomini, donne e bambini eretici, ma papi e vescovi appartenenti al tipo di chiesa da lei agognata, quella violenta, assoggettatrice, integralista e che ama il potere, che non è quella che cementa lo spirito e da requiem all'anima. Quella era la chiesa dei papi e vescovi eletti dal potere, libertini, corrotti, violenti, guerriglieri, che in nome del Signore e con il simbolo della Croce assoggettava re e imperatori.  Quale differenza intravede con la follia hitleriana della razza pura, delle camere a gas e del genocidio? Lasci perdere Dio! 
Le catastrofi, le guerre, le tragedie e le distruzioni sono opera della follia umana. L'attuale tragedia avvenuta in Giappone, non è opera di Dio, ma dell'avidità umana e della follia dei potenti, che pur di arricchirsi e rispondere alle richieste di lobby a cui devono tutto, mettono a repentaglio la vita di molti. Solo i voti li possono fermare, basti ricordare il fuori-onda offerto dal Ministro Prestigiacomo, la quale esortava i suoi amici di partito, sostenitori delle centrali e ospiti ad una trasmissione, di non parlare del nucleare perché avrebbero rischiato di perdere voti.  E' solo per questi e non per il castigo di Dio, di cui sarebbe  stato vittima il Giappone, che potrebbero fermarsi. E vuole che il suo Dio non lo sappia?
Se è vero che Dio promette  il male per ricavarne il bene, mi spieghi che bene avranno i bambini orfani giapponesi? Che bene dovranno aspettarsi i bambini molestati da ministri del suo Dio? 
Lasci stare Dio! Questa è follia dell'uomo. Noi non crediamo, ma ci piacerebbe credere in un Dio Dolcezza, Conforto, Sostegno, Amore, Dedizione, Pazienza e Pace. Questo è quel Dio nel quale i nostri amici credono. Questo è quello che in terra è un buon genitore.


Quale bene ci dovremo aspettare, dopo il male di averlo ascoltato?





















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