domenica 18 maggio 2014

E' solo una storia

Racconto solo una piccola storia quotidiana, che non vuole assolutamente insegnare niente. Mi è capitata nel lavoro e, in qualche modo, mi ha disturbato e non so perché mi ha fatto pensare al demenziale conflitto generazionale propagandato e cavalcato da chi, non avendo capacità politiche e imprenditoriali, ha cercato di mettere una contro l'altra generazioni che avrebbero dovuto combattere insieme un comune nemico. Non fosse altro perché, come dice un vecchio proverbio africano, "Il giovane cammina più veloce dell'anziano, ma l'anziano conosce la strada"...e poi un genitore, che non fa parte del 10 % più ricco, non "ruberebbe" mai il futuro ai propri figli! 

Una mattina si presentò un signore in fabbrica e chiese di me. Avevo saputo che era venuto già due volte, ma non aveva lasciato né un recapito né aveva dato il suo nome. Lo feci accomodare e gli chiesi che cosa potessi fare per lui. Mi consegnò il suo curriculum e mentre lo leggevo mi accorsi che aveva le lacrime agli occhi.
Gli chiesi se voleva un caffè e che anche a me andava di berlo, così avremmo fatto due chiacchiere e inoltre avrei desiderato che fosse lui a raccontarmi la sua storia lavorativa e non un pezzo di carta. 
Mi disse che l'avevano indirizzato a me miei collaboratori e suoi amici, che sicuramente avrei potuto fare qualcosa (questo è ciò che più disarma e che ti fa sentire impotente, davanti alle disgrazie degli altri!) o nella fabbrica in cui lavoro o in altre. Mi raccontò tutti lavori fatti, il mutuo ancora da finire di pagare, la moglie a casa da due anni e tre figli da sistemare...anzi...uno stava cercando lavoro e sperava che riuscisse a trovarlo, così sarebbe riuscito a mantenersi. 
Mi raccontò delle umiliazioni ricevute nella ricerca del lavoro: troppo vecchio..."ha lavorato solo con artigiani?"...o quando, uscendo da una ditta, aveva visto la centralinista, alla quale aveva dato il curriculum  che, convinta che non la vedesse, lo stava strappando. 
Una vita dedicata al lavoro per poi non avere niente....neanche il mestiere di cui si faceva vanto...non serviva più! Dicevano che era ormai passato...roba d'altri tempi! 
Disperato! Cercava di trattenere le lacrime, ma quando ribadiva come fosse possibile non essere più utili a 58 anni, allora scendevano ed ogni volta mi chiedeva scusa. Com'era possibile che un uomo della sua età non avesse più l'opportunità di mantenere la famiglia! Si proponeva per ogni tipo di lavoro, anche con stipendio ridotto e sarebbe stato disposto a fare anche tutti i turni di notte.
Cercai di tranquillizzarlo e gli assicurai, senza fare nessuna promessa, che mi sarei interessato e che se avessi sentito in giro o da amici che cercavano personale lo avrei proposto, ma che nella mia azienda era difficile perché avevamo appena assunto un giovane. Notai che la cosa lo infastidì molto e dall'espressione sembrava che gli fosse arrivata in testa l'ultima terribile tegola. Dopo qualche secondo, che sembrarono minuti, mi disse che quindi suo figlio era stato scartato! 
Mi sembrava che un cognome simile si fosse presentato ad un colloquio, ma non ero sicuro, allora guardai tra i curriculum  degli otto ragazzi che avevo visionato (per un posto!) e gli dissi che non risultava il nome del figlio.
Qualche giorno dopo ebbi la fortuna di incontrare un amico e seppi che cercavano a tempo determinato una persona che sapesse saldare, tagliare la lamiera e fare un po' di carpenteria e lo proposi. 
Non mi è costato niente e lo avrei fatto per chiunque, ma mi ha reso felice per aver ridato il sorriso a chi l'aveva perso...ma non gli ho detto che suo figlio era tra i due che volevo scegliere e che aveva rifiutato il lavoro perché a turno.
Ogni generazione ha lottato per raggiungere obiettivi che dessero una vita migliore; sicuramente ha anche sbagliato, ma sono certo che le poche vittorie erano indirizzate al benessere della famiglia. Oggi sta ai giovani lottare e vincere o perdere sta nel gioco delle parti, ma il futuro non l'hanno rubato i padri...il futuro lo perdono e lo perderanno se credono che qualcuno glielo costruisca. 





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