domenica 3 giugno 2012

Fra parate e (s)parate!

Troppi impegni per guardare la parata militare del 2 giugno e troppa irritazione per pensare che l'unità e il senso di Nazione si acquisiscano facendo sfilare i soldati e offrendo un mega pranzo agli invitati, quando popolazioni chiedono aiuto. Si erano già spesi i soldi? Bene...almeno era da evitare il pranzo! O serviva per il brindisi finale da dedicare alle popolazioni colpite dal terremoto? E perché desta meraviglia che alla richiesta del Codacons di sapere l'ammontare delle spese della parata "con rigore" il Quirinale risponde : "I documenti di cui viene richiesta l'ostensione dovrebbero essere esclusi perché 'inaccessibili', per motivi attinenti alla sicurezza, alla difesa nazionale, all'esercizio della sovranità nazionale e alla continuità e alla correttezza delle relazioni internazionali". Che c'entra tutto questo con la spesa sostenuta? Forse che per "sicurezza nazionale" si intende che la gente si sarebbe potuta infuriare conoscendone l'entità? Tranquillo signor Presidente, ormai siamo abituati ad ogni sorta di abuso e sopruso!
Ma gli impegni e l'irritazione non ci hanno evitato di vedere lo sfarzo delle manifestazione del Papa a Milano, argomento principe di ogni telegiornale. Soldi sprecati per sentir dire le stesse cose e per fare la conta dei fedeli. Che spreco quel lusso papale  e cardinalizio, con lo scintillio delle croci dorate e i paramenti sfarzosi, in contrasto con la miseria dei tanti e i bisogni dei molti. Se il Cristo dovesse tornare in terra che frusta dovrebbe usare per cacciare tutti questi "farisei" dal suo tempio? A che serviva tutto questo sperpero di denaro? A portare la parola di Dio? Forse si sarebbe moltiplicata se i vescovi e i cardinali avessero ceduto una cospicua parte di quello spreco a chi ne aveva veramente bisogno. Chi è estimatore di S.Francesco, purtroppo, non ha niente a che fare con lo sfarzo, la ricchezza e gli intrallazzi di questa chiesa. Come ai suoi tempi, anche oggi ci sono due chiese, quella vera, con i suoi preti distanti da Roma, e quella del "potere temporale", presente nella parata milanese. E niente cambia anche se, all'ultimo minuto, la chiesa ha deciso di offrire 500mila euro, del ricco obolo che si porta a Roma, ai terremotati dell'Emilia. 
I problemi che attanagliano il mondo e il  nostro Paese sono tali che sarebbe oltremodo corretto abolire sprechi inutili e dedicare ogni risorsa a chi ne ha bisogno. Non dimentichiamoci che in Italia ci sono centinaia di migliaia di bambini che vivono in povertà; ci sono famiglie che non riescono ad arrivare a metà mese; ci sono sempre più poveri che si rivolgono alla Caritas; aumentano sempre più le condizioni che portano alla povertà, come la disoccupazione, che ormai ha toccato il 10,2% ad aprile. Non ci sono le condizioni per fare parate, né militari né ecclesiastiche, specie in questo momento, in cui si chiedono continui sacrifici a chi meno ne ha. E' pur vero che  adesso, con la riforma del mercato del lavoro, si sovvertiranno le condizioni e almeno la piaga della disoccupazione dovrebbe venir debellata, stando all'ottimismo della senatrice del Pd Anna Finocchiaro: "Mi congratulo pubblicamente con il ministro Fornero per la tenacia e la determinazione mostrate nel portare a conclusione una riforma del mercato del lavoro che rappresenta, nelle condizioni date, un esempio di riformismo". Il condizionale  è d'obbligo perché la parola "riformismo" in bocca ai politici del centro-sinistra, nonché opposizione, ha significati diversi, senza contare che per mesi si sono sbranati a presentare progetti alterantivi e che la stessa senatrice aveva presentato come riformisti! Per chi scrive, parlare di riformismo, riferendosi a questa riforma, è come dire che il Pd è di sinistra! Qualcuno potrà ancora crederci, ma è solo questione di tempo, quello necessario per sentire ancora castronerie come quelle della senatrice pidiessina.
Secondo il rapporto dell'Ilo sono quasi 21 milioni nel mondo le vittime del lavoro forzato (3 persone su 1000):

  • 18,7 milioni (90%) vengono sfruttati nell'economia privata da individui e imprese. Di questi, 4,5 milioni (22%) sono vittime di sfruttamento sessuale e 14,2 milioni (68%) sono vittime di sfruttamento lavorativo in attività economiche come agricoltura, costruzioni, lavoro domestico e industria manifatturiera;
  • 2,2 milioni (10%) sono sottoposti a forme di lavoro forzato imposte dallo Stato, ad esempio in carcere in condizioni che violano le norme Ilo, oppure da eserciti nazionali o da forze armate ribelli;
  • per quanto riguarda l'età, 5,5 milioni (26%) dei lavoratori forzati hanno meno di 18 anni.
  • Le statistiche valutano anche le persone intrappolate nel lavoro forzato a seguito di una migrazione: sono 9,1 milioni (44%) le vittime che si sono spostate sia all'interno del proprio paese o oltre confini. La maggior parte, 11,8 milioni (56%) è sottoposto al lavoro forzato nella regione di origine o di residenza.
Leggendo questi dati si pensa a paesi lontani, poveri o in via di sviluppo, ma ci si dimentica molto spesso che il nostro bel Paese ha un'ottima posizione per quanto riguarda le illegalità menzionate, basti ricordarsi degli sfruttamenti perpetrati, denunciati e condannati (in minima parte!) al sud e resi noti anche in questi giorni.
Vede, cara senatrice Finocchiaro, per chi crede ancora nei valori della sinistra le cose per cui "congratularsi pubblicamente" sono ben altre. Se per Lei la "tenacia e la determinazione"
della Fornero sono argomenti degni del suo elogio, allora ci consenta di dirLe che per anni abbiamo sbagliato sinistra e, fortuna vuole, siamo ancora in tempo di cercarcene un'altra!
A noi serve una sinistra che creda che a tutti debba essere dato il diritto al lavoro e il diritto ad una vita dignitosa; il diritto a non essere sfruttato e il diritto di decidere chi ci deve guidare; noi pensiamo che il welfare state sia stata e sia una grossa conquista sociale. Forse sono troppi gli anni che è rimasta chiusa, insieme ai suoi colleghi, nei palazzi dorati della politica e dell'affare e ormai ha perso i contatti con la realtà, anzi, a ben leggere la cronaca, anche lei ne sembrerebbe "colpita" e non ci meravigliano le sue "congratulazioni"...ma ci confermano quello che da tempo stiamo dicendo del Pd: una sinistra sempre più simil-destra, senza anima e senza palle! 
Passino le parate militari e quelle ecclesiastiche, ma, per quanto ci si sia abituati al peggio, sono inaccettabili e insopportabili le vostre s-parate!















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