martedì 12 giugno 2012

Povertà e sfruttamento minorile: i numeri della vergogna!

Il traguardo da raggiungere nel 2015 doveva essere il dimezzamento della povertà estrema e del numero degli affamati. Data che sarà destinata a slittare a causa della crisi che  ha colpito i 198 paesi partecipanti al vertice del Millennio delle Nazioni Unite, svoltosi nel 2000. La crisi, si sa, taglia ai poveri e arricchisce chi più ne ha!

Prendiamo liberamente alcuni dati dall'ultimo libro di Luciano Gallino, La lotta di classe dopo la lotta di classe: "il reddito del mondo supera ormai i 65 trilioni di dollari ( 65.000 miliardi di dollari). Il rapporto 2003 sullo Sviluppo Umano dell'Onu stimava che per sradicare la povertà estrema e la fame ci sarebbero voluti 76 miliardi di dollari l'anno. Si può supporre che ai nostri giorni l'importo sia salito, a dire molto, a 100 miliardi. Ora, c'è da chiedersi che razza di mondo sia quello che produce valore per 65.000 miliardi di dollari l'anno e non ne trova un centinaio [...] per sconfiggere la povertà estrema e la fame [...] nella classifica dell'Ocse dei 23 paesi donatori per l'Aiuto pubblico allo sviluppo, l'Italia si colloca al penultimo posto [...] dietro di noi c'è solo la Corea". Niente di particolarmente scandaloso per un paese che ormai ci ha abituati al peggio e che per un elevato senso dell'equità ha deciso di far diventare poveri tutti i lavoratori.
Un ex presidente della Banca mondiale, James Wolfensohn, usava dire: "Quando una metà del mondo all'ora di pranzo guarda in tv l'altra metà che sta morendo di fame, la civiltà è giunta alla fine". 
Siccome al peggio non c'è mai fineil rapporto dell'Ilo, Tackling child labour: from commitment to action (Combattere il lavoro minorile: dall'impegno all'azione), rileva che "resta ancora ampia la distanza tra la ratifica delle Convenzioni sul lavoro minorile e le concrete misure intraprese dai governi per affrontare il fenomeno". Sta di fatto, anche in questo caso, che gli accordi stipulati a L'Aia nel 2010, di eliminare le peggiori forme di lavoro minorile entro il 2016 slitteranno inesorabilmente. Figurarsi se poteva essere il contrario! Di fatto, "sono ancora 215 milioni i bambini e le bambine che lavorano per sopravvivere e più della metà sono sottoposti alle peggiori forme di lavoro minorile, come la schiavitù e la partecipazione ai conflitti armati". 
5 milioni di bambini e bambine sono vittime di lavoro forzato: sfruttamento sessuale e servitù da debito. Nel 2012 ancora si osa parlare e scambiare rapporti commerciali con paesi che praticano simili barbarie!  Come ricorda Juan Somavia, Direttore generale dell'Ilo, "Lavoro dignitoso per i genitori e istruzione per i bambini e  le bambine, sono elementi indispensabili per lo sradicamento del lavoro minorile". Una cosa banale, all'apparenza, ma far studiare vuol dire far prendere coscienza e, molto spesso, chi prende coscienza pretende diritti e, di fondo, diventa sovversivo e destabilizza lo status quo!
Sempre dal testo di Gallino, si legge che lo stesso Wolfensohn riteneva "che è meglio essere un mucca in Europa che un povero nel Sud del mondo". Infondo, una mucca in Europa riceve al giorno più sovvenzioni pubbliche di quello che ricevono miliardi di persone nel mondo, che vivono in condizioni di povertà estrema.



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