martedì 19 giugno 2012

Ministro Fornero, è preferibile "testa o croce"!

"Quando la gamba del malato rischia di andare in cancrena bisogna amputare, senza consultare i familiari. Bisogna fare in fretta." Una metafora forte, quella utilizzata dalla Fornero, per giustificare eventuali errori o valutazioni in una riforma previdenziale fatta in tempi brevi e senza il tempo necessario per le consultazioni. 
Il problema, però, nasce se eseguita l'amputazione si scoprisse che non era necessaria! Il dramma sarebbe se si scoprisse che sarebbe bastata una cura intensiva di antibiotici...e alla luce di quanto sta avvenendo si ha la sensazione che si siano amputate le gambe buone! O, ancora peggio, sembra che si siano messi in fila tutti i pazienti e sia stato deciso di amputare ai numeri dispari e dare antibiotici ai numeri pari...e chissà perché i dispari erano tutti lavoratori! 

Se, come ritiene, era necessario intervenire drasticamente, perché non è stata usata la stessa sollecitudine a chiedere sacrifici anche ai grandi capitali o ai maggiori redditi ? Forse, e magari Le sembrerà strano, ma sarebbe stata necessaria per dare una certa immagine di equità, che, salvo errori, era uno dei tre slogan del suo governo. Spero si ricordi!
Vede cara signora, se la prognosi per amputare è fatta da amministratori come Lei e Mastrapasqua, presidente dell'Inps, converrà che come paziente un qualche brivido di terrore lo possa sentire, visto che solo per quanto riguarda gli "esodati" c'è un baratro fra i vostri dati. Passi un errore di qualche migliaio di persone...badi...si parla di persone!...ma si tratta di oltre 270mila persone in attesa di un "diritto"!  Premesso che i dati dell'Inps paiono confermati da uno studio, Lei aveva parlato di 65mila, poi ne ha aggiunte altre 55mila, non è che abbia deciso, per eccesso di sensibilità, di darci  i numeri veri a dosi pediatriche! Se è vero che Lei ritiene che il dato fornito dall'Inps "è fuorviante e si presta a strumentalizzazioni", sarebbe il suo primo dovere verificarne la veridicità, così da informare gli italiani quale sia la reale profondità della voragine che Vi divide. 
Se sulla riforma previdenziale ci sarebbe da discutere mesi interi, sulla  riforma del lavoro lasciamo la parola a Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, che, dopo aver preso atto dell'esistenza di una grande preoccupazione in un  "quadro politico sconcertante", ha detto testualmente che "la riforma del lavoro è una boiata". Certo, non è elegante, oltretutto non rappresenta i lavoratori, ma se lo dice anche lui, forse, non sarà una boiata ma gli si avvicina terribilmente!
Signora Fornero, voi avete visto il male dell'Italia solo dal lato del lavoro e dei lavoratori e può anche essere, come dice Lei, riportando un concetto  del suo premier, che "dialogo e confronto non sono equivalenti alla concertazione", ma non sarebbe male che certe soluzioni fossero concertate, anche perché se il grado di responsabilità del governo è mantenere in vita stipendi come i membri dell'Agcom o garante della privacy (dai 475mila euro del presidente ai 386mila euro dei suoi collaboratori...e non sono pochi!) e poi chiedere sacrifici onerosi a chi vive  a mala pena con lo stipendio sudato (sempre che lo abbia!), potrebbe anche succedere che la gente perda la pazienza. E lei lo sta vivendo quotidianamente! E' doveroso che tutti concorrano a fare sacrifici ed  è scandaloso che incarichi pubblici siano pagati con tali cifre e che ai più facoltosi non venga dato il piacere di concorrere al benessere del Paese, facendogli pagare le giuste tasse.
Se è vero che le decisioni spettano al governo, perché in ultima istanza è quello che si assume le responsabilità e se è vero che  sono stati chiamati "tecnici" per dare risposte giuste dopo anni di mala politica, viene spontaneo chiederci: "ma cosa ci fanno all'Istituto di geofisica e vulcanologia una ex pornostar 'suggerita politicamente', come capo ufficio stampa, e un professore di educazione fisica, come  direttore generale"? Certo signora, Voi li avete trovati...ma siete stati chiamati per porvi rimedio!
E' appunto per tutto questo che è preferibile, prima di amputare la gamba, sostituire alla sua diagnosi un bel "testa o croce con la monetina"!



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