domenica 2 febbraio 2014

La menzogna come arte

"Un bugiardo politico ha un genio superiore che consiste nel suo inesauribile patrimonio di menzogne politiche che distribuisce con generosità tutte le volte che parla e che, con altrettanta generosità, contraddice mezz'ora dopo. A lui non interessa se una sua affermazione sia vera o falsa ma solo se era conveniente in quel momento affermarla o negarla. Per cui se pensate di analizzare il suo pensiero, cercando di interpretare tutto quello che dice, dato che dobbiamo immaginare il contrario, avrete un gran da fare e rimarrete certamente delusi sia che gli crediate o no... Per di più questo vi risparmierà di inorridire quando sentirete i continui giuramenti che egli fa seguire a ogni affermazione, sebbene io pensi anche che non possa essere dichiarato spergiuro, se invoca Dio o Cristo, perchè ha abbastanza spesso dichiarato ufficialmente al mondo di non credere nè all'uno nè all'altro".
"Come il più mediocre scrittore ha i suoi lettori, così il più gran bugiardo ha i suoi creduloni, e spesso accade che se una menzogna viene creduta anche solo per un'ora essa ha già compiuto il suo lavoro e non deve fare altro. Quando gli uomini capiscono di essere stati ingannati è troppo tardi, la storia ha raggiunto il suo risultato"
(J. Swift, L'arte della menzogna politica, 1667-1745)
La menzogna fa parte della fisiologia del potere o rappresenta la patologia della politica?

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