sabato 15 febbraio 2014

Caro Civati, basta chiacchiere!

Quando Prodi dice che "ormai siamo in una gabbia di matti e qualcuno ha buttato via la chiave" sa di non dire il vero! Sa benissimo che sono ormai anni che l'accozzaglia dei "compagni di stagione" (e chiedo scusa ai compagni!), mescolati, come l'olio con l'acqua, in uno pseudo partito  e votato a perdere, rimescola le carte per la propria sopravvivenza. Il problema non è dei vecchi dinosauri, che neanche una meteorite li scardinerebbe dalle poltrone, o delle giovani e aggressive volpi, spinte solo dai soliti interessi personali e vogliose di abbeverarsi alla fonte del potere fino a quando sarà possibile...prima che la gente ritorni ad aprire gli occhi e decida finalmente di contare qualcosa.
Non mi interessa riportare le contraddizioni di Renzi, del quale l'unica differenza che noto con Berlusconi è solo l'età, anche perché solo degli illusi potevano credergli...solo dei fanatici possono ancora credere in un partito colabrodo, oltre che ricettacolo di bassa politica e politicanti da strapazzo, convinti di poter ancora prendere per i fondelli le persone; non ha senso  perdere tempo a sperare in qualcosa di positivo che potrebbe venire da questi politici, perché il tempo dei maghi non c'è mai stato e mai ci sarà! Ciò che realmente ha senso è la necessità di ricercare una politica seria, dove la persona sia il suo centro e l'interesse sia generale e non privato; una politica che sia autorigenerante e non un bordello di scellerati affaristi, di cialtroni incapaci, di bugiardi incalliti e di squallidi arrivisti. Una politica il cui unico obiettivo sia una vita dignitosa per tutti. Utopia? Può darsi. Certo è che se non si hanno più nobili ideali per cui abbia senso lottare e combattere, allora si aprono praterie in cui i coyotes di turno possono liberamente sbranare i greggi (perché ormai non si parla più di popolo!). Impresa difficile, quasi folle, visti i personaggi oggi in circolazione, pure tra i nuovi: è difficile sopportare il "compagno di stagione" Scalfarotto, che passa più tempo in televisione e su twitter che non a lavorare (si pensi all'aborto di ddl sull'omofobia e transfobia di cui è stato relatore!) all'assaltatrice del carro-Renzi, Serracchiani, ma trovo assolutamente indegna e indecente la giustificazione addotta dall'on. Puppato per l'appoggio dato a Renzi e non solo per la sua storia all'interno del Pd, quasi una pallina da tennis, ma per voler giustificare come un dovere di partito la schifezza di cui siamo stati vittime! E questo sarebbe il nuovo! Se le differenze fra il vecchio e il nuovo sono insignificanti, le assonanze sono certe, consolidate e grandi: ambizione sfrenata, falsità, indecenza, imbarbarimento politico, doppiogiochismo e, soprattutto, incoerenza.
Berlusconi è stato un danno per il nostro Paese, con i suoi vent'anni di scellerato governo, ma, come scrive Gianfranco Turano sul suo blog, Comunisti per Berlusconi, sicuramente non è incoerente e gli si deve riconoscere un'abilità politica come in nessuno politico del Pd: "...è talmente abile in politica che, quando lo cacciano dal senato, lui riforma la Costituzione e abolisce il Senato in società con Matteo Renzi, l'ennesimo Calandrino boccaccesco del centrosinistra che si crede più furbo di tutti [...] (Berlusconi) mente come respira ma non è un ipocrita. Si è circondato di dirigenti politici scelti fra le carogne più performanti salvo qualche occasionale acquisto sbagliato...". Berlusconi è sempre stato così e lo è ancora...e se si pensa che sarà lui,  con una condanna a quattro anni per evasione fiscale e cacciato dal Senato, a salire al Colle per le consultazioni...è proprio vero che bisogna cominciare a scavare per crearci un fondo più profondo del fondo!
Caro Civati, non servono più le parole o raffinate analisi politiche...le persone non ce la fanno più, e non solo economicamente, ma soprattutto dell'arroganza della politica e se credi che serva di nuovo parlare di sinistra, se pensi che serva un partito che abbia a cuore le esigenze della gente e se, soprattutto, ritieni che sia necessario controbattere allo strapotere della finanza e del capitalismo, allora smetti di lanciare proclami e fallo davvero un nuovo partito di sinistra! Ormai da una parte c'è lo strapotere della destra unita alla sinistra simil destra, dall'altra le microcellule di sinistra aventiniane, racchiuse nel loro piccolo ed isolato mondo per salvaguardare la purezza dei loro ideali; Sel che ondeggia in continuazione nel tentativo di aggrapparsi da qualche parte pur di sopravvivere (lo ha fatto pure con Renzi!)...quindi se ci credi...se ne sei convinto...e, soprattutto, se hai coraggio...dimostralo! Vivere all'opposizione nel Pd ti farà sopravvivere...magari anche bene...ma non ti rende diverso dagli altri! Ora è il momento, perché questo Pd non vincerà alle elezioni  e perderà molti voti...tanti giovani, ma pure tanti meno giovani...e un serio partito di sinistra sarebbe un'ottima casa in cui abitare. Un partito dove i giovani possano ritrovare interessi nuovi, programmarsi la vita o combattere per farlo, dove siano parte fondamentale per il futuro del paese ...così che altri giovani ricchi e presuntuosi, che neppure sanno cosa sia cercarsi ogni giorno e vanamente il lavoro, che cosa sia non avere un euro in tasca, che hanno avuto il privilegio di essere ricchi senza aver mosso un dito, non possano più dire che il lavoro c'è ma sono i giovani che non lavorano perché non hanno ambizione e stanno bene nelle loro case! E' vero che se la cosa viene detta da John Elkann non dovrebbe turbare più di tanto, vista la più assoluta disistima, ma è proprio questo perfido sistema di screditare un disagio che nasce la "verità" della "povertà-disagio" come condizione naturale, logica e divina...da accettare. 
Un partito di sinistra, caro Civati, dovrebbe essere consapevole, come scriveva Bourdieu, che la "precarietà influenza profondamente chi ne soffre: rendendo l'avvenire del tutto incerto, impedisce qualsiasi previsione razionale e, in particolare, toglie la fiducia e la speranza nel futuro necessarie per ribellarsi, soprattutto collettivamente, contro le condizioni attuali, anche le più intollerabili". In questi anni il Pd ha dato man forte non solo alla creazione della precarietà, ma pure della disoccupazione, del crescente numero dei poveri e della rassegnazione cronicizzata e dell'allontanamento della gente dalla politica, quindi, caro Civati,  "collettivamente" con chi oggi ci si dovrebbe unire per ribellarsi? E ribellarsi da chi oggi, vista la vergognosa comunella politica? E sempre oggi, quale partito si fa carico di questo impegno non solo morale...sempre che abbia ancora senso questo termine? Soprattutto, caro Civati, non dovrebbe essere la gente a scegliersi da chi farsi governare?






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