domenica 9 febbraio 2014

L'imbarazzo della povertà

Quante volte su facebook o twitter si leggono storie che ci colpiscono e immediatamente le postiamo sulla nostra pagina, magari con un commento scandalizzato  o irritato, e cerchiamo di far partecipi gli altri del malessere di molti.
Sono storie lontane, di persone che non abbiamo mai incontrato e forse mai incontreremo...ma ci colpiscono, ci fanno arrabbiare e ci scandalizzano. Eppure ogni giorno  storie simili capitano nelle nostre città, nei nostri paesi e, molto spesso, tra i nostri vicini...ma non creano lo stesso sdegno, anzi, molto spesso sono fonte di fastidio...rimaniamo indifferenti. Siamo talmente abituati alle brutture quotidiane che le difficoltà dei nostri vicini non ci toccano e abbiamo bisogno di leggere i grandi drammi a noi lontani...senza pensare che forse quei grandi drammi sono la conseguenza di quelli piccoli trascurati da gente indifferente.
Chi non si indignerebbe a leggere dello sfruttamento dei bambini indiani per estrarre la mica, necessaria per i rossetti, fondotinta e altri prodotti di cosmetica e prodotti da note marche, che magari si vantano di avere costituito al proprio interno il "Codice Etico" se non anche la "Responsabilità Sociale dell'azienda"? Chi non si commuoverebbe nel leggere della bambina della Mongolia che fa chilometri di strada tra neve e ghiaccio per andare a scuola? Ma tutto questo non costa niente...ci si indigna...si posta sulla pagina di Facebook...quindi si torna al proprio da fare, ai propri problemi e ci si scaglia contro la politica cialtrona, senza sforzarci minimamente di pensare che quest'ultima è sicuramente anche causa nostra e forse anche un po' nostra figlia. Ciò che è lontano non ha necessità dell'indifferenza...è lontano!...infondo che ci possiamo fare noi? Qualcuno ci penserà...e se "è un peccato il non fare niente col pretesto che non possiamo fare tutto" (W.Churchill)...il "peccato" lo si redime con l'anteporre ai problemi degli altri i nostri, che poi sono più grossi, e il noi ha sempre la precedenza sugli altri! Un tempo eravamo un popolo di santi, poeti e navigatori..adesso abbiamo incluso anche i maghi...speriamo sempre nel miracolo che altri dovrebbero fare e ci sediamo ogni giorno di più ad attenderlo!
L'indifferenza non è solo girarsi dall'altra parte, ma anche guardare senza vedere o sentire senza ascoltare! Infondo il povero crea imbarazzo, mette paura e disturba, ci dice in ogni momento che ci sono persone che hanno bisogno, che chiedono aiuto, che sono sfortunate (e non solo vagabonde, alcolizzate, delinquenti...magari, non importa, se diventati di conseguenza!) e questo mina il quotidiano dei benpensanti e altera l'equilibrio e la dignità delle persone perbene: infondo non si può essere sempre custodi di nostro fratello!
Quante storie quotidiane potrebbero essere raccontate e quanti di noi sono stati testimoni di fatti che non creerebbero interesse in chi ci legge su Facebook...ma se ci fermassimo un attimo a pensare...forse si riuscirebbe a coglierne la drammaticità.
Un sabato mattina, in uno dei panifici della mia piccola città e la solita fila a comprare il pane.
Davanti a mia moglie un signore extracomunitario chiede un euro di pane. La proprietaria mette dei panini nel sacchetto e dice :" Un euro e quindici centesimi". Il signore gli fa capire di non avere i quindici centesimi. Indispettita lo guarda e a voce alta e arrogante: "allora ti levo un panino, così almeno riuscirai a pagare, perché bastano 0,85 centesimi..." Il signore, visibilmente in imbarazzo gli dice che va bene. Mia moglie, attenta a non farsi vedere dal signore davanti, fa cenno alla proprietaria del panificio di lasciare perdere e che avrebbe pagato lei..."Ah...paga lei signora?". All'irritazione di mia moglie, per il comportamento maleducato e indelicato della proprietaria, fa da riscontro lo sdegnoso sguardo, nonché segni di irritazione, delle donne perbene, alle quali sembra strano che uno non possa avere quindici centesimi in tasca. Il signore extracomunitario si gira, guarda mia moglie e, per quanto imbarazzato e offeso nella sua dignità, la ringrazia con un accenno di sorriso e portandosi una mano sul cuore.
Quando ho chiesto a mia moglie che cosa l'avesse disturbata maggiormente..."dovevi vedere il suo sguardo quando mi ha ringraziata e quando se n'è andato dal negozio!...la  dignità di una persona non vale neanche quindici centesimi!"








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