domenica 5 maggio 2013

Il web è solo un megafono!

Mi ha colpito molto la reazione del web alle parole del Presidente della Camera: "Io minacciata di morte ogni giorno. Non ho paura ma stop all'anarchia del web".
Premesso che concordo con Rodotà che le leggi ci sono  e basterebbe solo farle rispettare, certo un'analisi dovremmo pur farla o, quanto meno, leggere anche le contraddizioni di chi si sente minacciato da eventuali provvedimenti restrittivi. Gli argomenti più ricorrenti sono legati alla possibile limitazione della libertà di espressione, il timore della censura e la violenza del web.

Leggendo l'intervista su Repubblica mi rimane difficile pensare che una persona normale non si sia soffermata a pensare cosa farebbe lei, al posto della Boldrini, se si trovasse nella stessa situazione; rimane incomprensibile non avere la sensibilità di riconoscere che l'attacco smisuratamente volgare, violento e cretino scagliatole contro è un qualcosa di anormale e che potrebbe anche mettere in difficoltà i famigliari...sembra che i politici, specie quelli dei quali non si condividono  le idee, siano dei marziani, personaggi d'altri mondi, privi di famiglia e, soprattutto, di figli. La critica, anche la più accesa, non dovrebbe mai andare oltre la decenza e, mai, dovrebbe essere seguita da minacce di nessun tipo. 
La violenza, sotto ogni forma, non dovrebbe mai essere tollerata. Un conto è analizzarla o studiarla, e una altro è tollerarla! Non esistono vari tipi di violenza...esiste la violenza, che sia verbale o di altra forma! 
Quando l'onorevole Gasparri esce dalla Camera dei deputati con il suo solito sorriso e con  il dito alzato in segno di provocazione alla contestazione che si stava svolgendo all'esterno, dimostra di essere un violento; e dimostra di esserlo ancora di più, quando ignorando il suo gesto si permette, in televisione, di additare ai "soliti noti" l'origine della violenza, sollecitando un intervento regolatore del web. Il web si è giustamente scatenato!...ma tra il dito alzato e le minacce di morte "lette"...qual'è la differenza? Sempre di violenza si tratta ed entrambe non sono giustificabili!
Se poi ci riferiamo alla "violenza-libertà di espressione", non credo che, chiunque abbia un minimo di buon senso, possa ritenere una limitazione le minacce di morte o di stupro.  
Su una pagina di facebook, nata originariamente in difesa dell'articolo 18, una ragazza ha postato il link dell'articolo di Repubblica ed ha scritto: "...non è che le passa per la mente che l'odio nei suoi confronti è causato dalle sue scelte politiche...e tutte le scuse sono buone per limitare la libertà di espressione...ma chi se la tromberebbe una stronza così? Solo con un palo conficcato su per il c...". Ognuno di noi potrà anche avere il proprio senso di libertà, ma certamente quello appena trascritto è veramente strano! Non solo le scelte politiche sono generatrici di odio, ma guai limitarle la possibilità di dare liberamente della "stronza" o di offendere in modo volgare e violento.
Mentre sto scrivendo mi accorgo che anche l'esempio successivo riguarda una ragazza e vorrei puntualizzare che è puramente casuale...saranno sufficienti le invettive che riceverò per aver difeso una legittima esternazione della Boldrini...da non doverci aggiungere anche le accuse di maschilismo.
Per quanto concerne la violenza-censura riporto un fatto che mi è capitato alcuni giorni fa.
Necessita una premessa. Una ragazza, che ha un suo blog, aveva postato un post su una pagina di facebook che seguo saltuariamente. Letto l'articolo, ho partecipato ai commenti dei vari lettori. Dopo qualche giorno mi ha chiesto l'amicizia, acconsentendo immediatamente, perché non mi dispiaceva come scriveva, anche se non concordavo su molte cose. Frequentando il blog mi accorgevo sempre più della violenza verbale dei commenti, sia suoi che dei lettori, verso le persone che non la pensavano come loro. Un blog decisamente di estrema sinistra che parlava di fascismo ed utilizzava l'arma dell'offesa e della minaccia verso i propri oppositori... ricordo in particolare una signora verso la quale la parola più delicata era "puttana fascista"...o le auguravano che le "venisse un tumore"...o ancora peggio "guarda che sappiamo chi sei e dove stai!". Pensai di togliere questo blog di miei contatti, ma non lo feci. Qualche giorno fa, dopo parecchio tempo che non vi accedevo, vidi un post con la foto di un muro con  su scritta una volgarissima bestemmia, seguita da "ribellatevi!" Nel mio commento, premesso di  non essere un praticante cattolico, sostenevo che era veramente fuori posto quella bestemmia. Soprattutto, trovavo assurdo e demenziale bestemmiare se si credeva, e doppiamente assurdo e demenziale  se non si credeva: comunque sia, ritenevo che avrebbe potuto offendere qualche lettore. Un'ora dopo, sulla mia pagina di facebook ho trovato il seguente messaggio: "Tardelli, o mi fai nome e cognome di chi avrei offeso oppure mi trovo costretta a  toglierti l'amicizia". Naturalmente, visto che sono sopravvissuto a fatti più gravi, le ho chiesto di togliermi tranquillamente dai suoi amici. 
Sono esempi banali, neanche dei più pesanti, ma che inquadrano perfettamente quanto sia strettamente personale il significato di violenza, libertà e censura! 
Penso che il problema non sia quello di imporre nuove regole, ma di gestire bene quelle che ci sono, perché leggi nuove e regole nuove non riusciranno mai a gestire il violento o il cretino di turno, anzi, limitano anche ciò di buono che il web ha. Nel 1977 Arthur Block, La legge di Murphy, scriveva: "I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere". Le leggi contro il possesso delle armi e contro l'omicidio non fanno sì che non ci siano più criminali o attentatori, al limite servono come deterrente. Che poi ci siano sul web dei pazzi che inneggiano al folle attentatore dei carabinieri a Roma, differisce poco dal vedere i cartelli inneggianti lo stesso attentatore durante il corteo del 1° maggio a Torino. E' solo più amplificato...come più amplificata è la condanna e presa d'atto delle persone che ritengono tutto ciò una follia! Se il web è lo specchio amplificato della società attuale...la speranza è che la parte sana sia sempre in maggioranza, per cui ha molta rilevanza e conta moltissimo l'operato della politica e di chi è preposto alla cosa pubblica, che molto spesso non sono ugualmente amplificati davanti alle esigenze e alle istanze delle persone!








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