martedì 20 dicembre 2016

Quando il cervello è in fuga

Ormai va di moda offendere, dire bugie o stupidaggini ma è importantissimo chiedere scusa subito perché è come confessarsi: Giachetti, la personcina arrabbiata per non essere stato capace di convincere i romani di essere migliore della Raggi e, soprattutto, arrabbiatissimo per aver perso un referendum che riteneva già vinto, si sente in diritto di offendere Speranza e come paladino della politica senza volgarità, gli ha chiesto scusa.
Dal mancato sindaco di Roma è tollerabile, visto anche lo spessore, che possa dire stupidaggini, ma quando queste vengono dette dal Ministro del Lavoro in riferimento ai giovani che se ne vanno all’estero in cerca di opportunità di lavoro, che dovrebbero legittimamente trovarle nel loro Paese, allora diventano intollerabili, soprattutto quando paragona tutti questi giovani a quei pochi della “sua razza” che conosce e che non vorrebbe tra i piedi (e invece noi siamo obbligati a tenere lui, che è stato bocciato dagli elettori!). Ma che tristezza dover puntualizzare che per centomila che se ne vanno ne restano 60milioni…di giovani?...ma di questi 60milioni sa quanti, caro Ministro, hanno votato NO contro il suo precedente governo per colpa sua? Si faccia un attento esame di coscienza, sempre che gli sia rimasta, e al di là del superficiale “segno di malessere” le garantisco che lei è il protagonista principale di una commedia durata 1000 giorni e che ha distrutto il Paese. Lei è noto per aver sparato cavolate a mitraglia, come ad esempio dire che si può campare con trecento euro, proprio lei, al quale ne regaliamo ventimila al mese, e per questo non sentire neanche un briciolo di rimorso. Abbiamo letto delle amnesie avute durante l’inchiesta di Mafia Capitale e capiamo che abbia problemi di collegamento accertato durante la giornata, ma il compito dei suoi collaboratori dovrebbe essere anche quello di ascoltarlo e leggerlo e riferire le eventuali sciocchezze ascoltate o lette; dovrebbero avere l’incarico di controllare attentamente le tre parole in croce che deve ripetere durante i suoi incontri e dovrebbero, soprattutto, essere dei pazienti e solerti badanti. Riconosco che è come sparare sulla Croce Rossa scagliarsi contro un uomo che in recente passato ha dato evidenti segni di incapacità e di non giusto equilibrio, appositamente scelto dal Governo per distruggere il lavoro e soprattutto perché quando la penso mi viene in mente l’uomo bue di Taylor, per la sua sistematica capacità distruttiva unita all’incapacità di esprimersi, tanto da essere sempre obbligato a chiedere scusa! Sarebbe più giusto prendersela con l’attuale Governo, che dopo il fallimento ormai certificato da più enti (Istat e Inps) ha riproposto il ministero del Lavoro a questa impresentabile persona. Le sue parole hanno suscitato talmente tanta indignazione che meraviglia il silenzio del Presidente del Consiglio, a meno che non le si considerino come “reale espressione della politica del lavoro giovanile e non”; a meno che non si indignino se li consideriamo come i carnefici del diritto al lavoro.
Non so se, trascinato dall’impeto, le sono parso scortese, maleducato o se ritiene che l’abbia offeso, ma mi creda, signor Ministro, ho fatto l’impossibile per non mancarle di rispetto, ma se ritengo doveroso chiederle eventualmente scusa, vorrei che sapesse che voluto onorare un impegno preso con una cara persona a non utilizzare il turpiloquio, perché con lei è forte la voglia di farlo!
Se l’uomo non merita nessun rispetto, questo governo, come il precedente, devono ritenersi gli esecutori materiale della distruzione del lavoro e saranno ricordati come il peggior governo di destra della storia italiana…pensare che neanche il peggior Berlusconi ha immaginato tanto!
Un amico, che dice di essere un ottimo intenditore di vini, mi invitò ad una cena dove si abbinavano i vini alle varie portate. Ammetto che amo bere un buon bicchiere di vino, ma non sono un intenditore e, tanto meno, non uso cambiare i vini a seconda della portata, ma mi affascinava ascoltare il sommelier che, annusando il vino dopo aver girato il bicchiere, raccontava di sapori che riusciva a cogliere: dai frutti di bosco alla mandorla; coglieva il mare e la montagna; lo affascinava l’aspro o il dolce…e per quanto girassi il bicchiere e vi infilassi il naso…per me rimaneva solo un buon vino! Sono certo che chi affina il naso e la capacità di “sentire” riesce a cogliere certi sapori o certe essenze, ma ci vuole esperienza, studio, passione, perseveranza e amore per il vino e la professione; poi ci sarà chi ne apprezza la professionalità, cogliendone tutti gli aspetti tecnici, oppure si limita a ringraziarlo solo per avergli dato un ottimo bicchiere di vino. Comunque sia entrambi i casi gratificano il suo lavoro, ma se avesse raccontato di sentire i ghiri rosicchiare le ghiande, i cerbiatti correre nel bosco e anche il profumo del pane appena sfornato dalla vecchietta che ha la piccola casa infondo al bosco…allora ci potrebbe anche essere qualcuno che rimane basito in attesa di capire se si sia drogato o meno, ma è evidente che chi prima e chi dopo come minimo lo considererebbero un ciarlatano. Ecco, questa è la differenza tra un governo serio (ormai inesistente da oltre 25/30 anni!) e i governi succedutisi fino all’attuale: ciarlatani convinti di potere impunemente raccontare boiate terribili, delle quali farsene poi convincimento, fino a trasformarsele in verità, e propinarle al popolo con la forza dell’unto del Signore e poi, magari, palesare teatralmente l’amarezza di non essere stato capito da persone ingrate e “pure fasciste”!
Il nostro beneamato ministro Poletti ha fallito con il governo Renzi e, a fronte dei dati comunicati da quell’organo antigovernativo e stalinista che è l’INPS, che raccontano chiaramente il fallimento in percentuali, Gentiloni lo conferma al ministero e racconta al suo popolo che nel vino, girandolo con più velocità, ha sentito pure i sette nani tornare dal lavoro che cantavano e sventolavano i voucher guadagnati.
Nei primi otto mesi del 2016 la disoccupazione è un -8,5% e sono crollate le assunzioni a tempo indeterminato (- 89% rispetto al 2015!). Nei primi otto mesi si sono avuti un 31% in più di licenziati e 351mila assunzioni in meno rispetto al 2015. Nei primi sette mesi sono stati venduti 84,3 milioni di voucher (+36,2%...alla grazia della temporaneità dell’assunzione, come voleva il ministro, che ora vuole intervenire a frenarne l’utilizzo!), ma ciò che è ancora più grave è che questi buoni da 10 euro con cui dovrebbero essere pagate le “prestazioni occasionali” (mi vengono in mente certe altre prestazioni!) di fatto “drogano” i dati sull’occupazione, perché secondo le convenzioni internazionali chi ha lavorato per un’ora in una settimana non è considerato tra i disoccupati: in effetti con 10 euro la settimana sai le cose che può fare? Mettere su casa, aprire un mutuo, chiedere un finanziamento per comprarsi un’auto…ecco perché il nostro caro Poletti ritiene che con trecento euro si possa vivere dignitosamente…sotto il ponte! E a proposito del costo del lavoro, la solita tiritera che sciorinano le imprese, i governi e i ministri per giustificare le vigliaccate che dovranno fare, l’Inps rileva che se calano gli incentivi alle imprese  contestualmente calano i contratti stabili…e questo sta a significare che gli imprenditori non riescono più a sostenere il costo della manodopera, oppure che sono molto abili a farsi pagare parte della manodopera con il ricatto del fermo delle assunzioni?

Questi non sono solo dei numeri, ma la certificazione di un fallimento e il ministro Poletti, sempre che sappia che significhi dignità, non deve chiedere scusa ai giovani e al Paese, ma dovrebbe dimettersi; mentre toccherebbe al Governo chiedere scusa agli italiani per manifesta incapacità a scegliersi i ministri.

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