giovedì 5 giugno 2014

Torneremo normali?

Ammetto spudoratamente che non riesco ad essere distaccato e imparziale e, tanto meno, a pormi nelle condizioni di fare una seria analisi degli avvenimenti di malapolitica. Anzi, a dire il vero, sono onorato che qualcuno dica che questa è non politica e una forma del peggior populismo.
Non amo i ladri, i corrotti, i politici che hanno tradito il mandato dei propri elettori; non amo chi urla invece di parlare; chi minaccia processi invece di proporre; disprezzo profondamente i razzisti e fascisti alla  Borghezio, che pur di bivaccare riccamente all'interno della politica ed evitare di lavorare veramente sparano continuamente demenziali cialtronate e gratuite offese; non sopporto i giovani e le giovani rampanti del Pd, che pensano più a mettersi in vetrina che non a fare veramente politica (si legga ad esempio la Picerno); non sopporto il monotono e noioso Salvini, che ormai dice le stesse cose che dicevano Bossi e compagni, mentre si arricchivano come tutti gli altri compagni di merende; detesto i garantisti a priori, come ad esempio Fassino, che lo sarebbero anche davanti all'evidenza delle mazzette; mi irritano i kamikaze della solidarietà forzata di partito, come Brunetta che, solidarizzando con Galan, riduce il polverone sollevato sul Mose a "spifferi delle procure". E questi sono solo degli esempi di una malapolitica che non solo non conosce la parola "morale" ma sono convinto che se potesse "caccerebbe a pedate nel culo" (Grillo docet) chi si azzardasse solo a menzionarla!
Ieri, quando scrivevo il post A proposito di speranza, continuavo a sostituire le parole "forti" per cercare di non apparire estremamente arrabbiato (contenutissimo eufemismo)...in compenso lo sono oggi!
Durante la pausa pranzo evitavo di leggere notizie relative al Mose per non rovinarmi il brevissimo tempo a disposizione, ma credo che sia stata una scelta pessima perché se pensi di uscire dal pantano ti sbagli...entri nelle sabbie mobili! Mi era sfuggita la notizia di Berneschi senior (Carige) e leggo che Berneschi junior (figlio, per i distratti!) viene intercettato al telefono mentre parla di suo padre : "Papà è un pazzo, rubava, rubava, ma mica 2 milioni...". Mentre leggevo mi tornava in mente la riunione della mattina, nella quale studiavamo strategie per aggredire il mercato, interventi per recuperare costi, riqualificazione delle linee produttive per stabilizzare il lavoro e garantire il posto ai nostri ragazzi...e questo signore si arricchiva con i soldi di chi lavorava e di chi aveva sputato sangue per risollevare le banche da una crisi da loro stesse creata...come dare torto a chi le ritiene associazioni a delinquere.
Non ho votato Renzi perché lo ritengo inadeguato e lontano dal mio modo di concepire la politica e, soprattutto il lavoro, ma si deve prendere atto che ha democraticamente stravinto quindi ha il diritto e il dovere di governare, ma, caro Presidente del Consiglio, non posso accettare che lei dica che: "Chi ruba deve andare a casa. Il problema sono i ladri, non le regole", perché innanzi tutto questi signori devono andare in galera; quindi sospesi a vita da ogni incarico pubblico; infine, fino ad estinzione di ciò che viene stimato che abbiano rubato,
gli deve essere requisito ogni immobile, capitale, stipendio, vitalizio, pensione o altro direttamente o indirettamente legato al reato, estendendo la requisizione a tutti componenti della famiglia. Deve essere fatta una legge terribilmente ferrea da applicare a tutti i manager, funzionari e a chi ricopre incarichi pubblici, raddoppiando tali pene per chi "viene eletto". Questo è l'unico modo per sconfiggere la corruzione...tutto il resto è un sistema consolidato di pararsi il didietro...perché è ormai consuetudine ritenere che a "certi livelli è cosa naturale...".Un Presidente del Consiglio giovane e con tanta voglia di fare e cambiare non può fare a meno di vedere che mentre da una parte si ruba, dall'altra si chiedono sempre più soldi in tasse, quindi in che modo potrà mai rivitalizzare il lavoro e creare posti per il futuro dei giovani? E' naturale e non è da meravigliarsi se si scopre che il sommerso è pari al 21% del Pil (che è una vera e propria follia italiana!). 
Un Presidente del Consiglio che dichiara di voler "cambiare verso" ha il dovere di conoscere perfettamente la reale situazione del mondo del lavoro e delle imprese e l'assurdità di una burocrazia demenziale, che sembra avere come scopo primario di danneggiare chi vuole fare impresa. Ma non basta guardare, serve pure investire ed agire.
Recuperare i soldi è un dovere, e se i corrotti devono essere perseguiti con "cattiveria", quest'ultima deve essere applicata anche a chi evade o porta i soldi nei paradisi fiscali; sconti assurdi, che poco hanno prodotto in passato, non servono...serve fermezza e non riverenza...serve la giovanile esuberanza di prendergli tutto ciò che hanno nel nostro Paese!
E' obbligatorio dare un vero senso al cambiamento e far pagare chi non lo ha mai fatto.
A. Einstein sosteneva che: "Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare".
Per quanto ancora? 

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