domenica 8 giugno 2014

La politica come Giuda

C'è un detto che si presta bene per descrivere ciò che sta succedendo in questi ultimi tempi: "Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io" e mi venne in mente quando leggevo di Salvini e Borghezio che tentavano di raccogliere voti anche a Roma e al Sud. E' bastato spostare il mirino sugli extracomunitari, anziché sui "terroni" di bossiana memoria, per convincere qualche "terrone" di essere diventati i loro paladini e Borghezio va a Bruxelles ("con i volti puliti di Casapound") e Salvini sembra essere diventato il salvatore della Lega! Non so quanti voti abbiano preso a Roma e al Sud e neppure mi interessa, ma rimane il fatto che in malapolitica è questione di cambiare il tiro al momento giusto e trovare il capro espiatorio adeguato per impostare una battaglia che, utilizzando gli slogan adeguati, qualche voto lo porta a casa...e qualcuno è convinto di aver trovato un amico.
Per anni si è parlato del ponte sullo stretto di Messina e, al di là della faraonica spesa, ciò che veramente destava preoccupazione era la possibilità di infiltrazioni mafiose. Da una parte la mafia, che pensava solo al proprio lucro e, dall'altra, le istituzioni  a combatterla per difendere il bene comune. Visti i precedenti, credo che nessuno abbia mai creduto veramente a questa stupidaggine, ma personaggi e fatti sporadici davano la sensazione che se c'erano dei collusi era altrettanto vero che c'erano pure delle persone serie. 
Per anni si è cercato di dimostrare (Maroni docet!) che la mafia non avesse messo le radici al Nord e che i suoi sistemi di arricchimento illecito fossero possibili in un  ambito culturale tipico del Sud. E' sostanzialmente diverso chiedere soldi come fa la mafia o chiedere i soldi come facevano i personaggi di tangentopoli. Non so spiegare la differenza...ma la mafia è sempre rimasta cattiva e tangentopoli solo un caso! Così pareva!
Convinti che la mafia fosse al Sud e sicuri di avere come amiche le istituzioni ci siamo svegliati con lo scandalo Expo e pure del Mose. E' ancora presto sapere, oltre che avere le giuste conferme, ma sembrerebbe che oltre ai sempre presenti imprenditori ci siano magistrati, finanzieri, sindaci, governatori, ministri, ex-ministri e partiti...cioè le istituzioni!
Sempre tenendo ferma la convinzione che la mafia sia al Sud, le cose sono due: o si sono spartiti il Paese, lei al Sud e loro al Nord, oppure è lecito pensare che la connivenza ci sia sempre stata, pur cambiando  nomi, luoghi e affari!
Si va a votare e qualcuno ci ricorda sempre che abbiamo in mano un'arma per cambiare le cose...e i partiti in cui si dovrebbe scegliere chi dovrebbe governare sono quasi tutti coinvolti in scandali che impoveriscono il Paese e i cittadini; che sembrano amici e il giorno dopo si scoprono tangentari e corrotti e, il presidente del Consiglio, sulla falsariga della vecchia politica, dice le stesse cose di sempre: " ...a casa chi è corrotto"! Non dice che devono essere cancellati, incarcerati e ripuliti di ogni bene personale e familiare, perché non avranno mai, come Giuda, il momento di lucidità per pentirsi, sentire orrore e restituire i "30 denari"!  Non dice che il popolo italiano ha diritto di avere rispetto e che i sacrifici chiesti, e fatti, devono essere ripagati con amministratori seri e con la restituzione di tutti i soldi rubati. Sia chiaro, ciò che riguarda i politici e i mafiosi riguarda pure gli imprenditori coinvolti, che dovrebbero essere cacciati dai pubblici appalti.
Garbatamente volevo concludere questo post con ciò che ha scritto Carlo Dossi sull'amicizia: "il falso amico è come l'ombra che ci segue finché dura il sole", ma credo che, in questo caso e meno ipocritamente, sia più valido un proverbio canadese che dice: "Se sei amico dell'orso tieni vicina una scure"!



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