giovedì 6 marzo 2014

Renzi, gli amici e gli altri

Ho troppi amici che credono (hanno creduto?) in Renzi ed è trascorso troppo poco tempo per dare un giudizio sul suo operato...dobbiamo dargli qualche anno per farsi esperienza; d'altronde è lo scotto che si deve pagare per avere il meglio in futuro. Poi, povero giovane, gli è capitata l'occasione della vita nel momento peggiore del Paese e tanti si aspettano il "massimo" (un esempio tra tanti potrebbe essere De Benedetti), altri confidano nella sua giovane età per dare la svolta necessaria che i vecchi pachidermi hanno sempre promesso e mai mantenuto; altri ancora, non contenti dei santi, l'hanno ritenuto il mago che serviva per tirare fuori dal cappello la soluzione a lungo negata; infine ci voleva pulizia, trasparenza, chiarezza, coerenza e la "verità"! Ci sarebbe un Paese che soffre, ma qualcuno in alto ha detto che il dolore produce  risultati, quindi soffrire in silenzio sarebbe cosa gradita, oltre che utile.
Siccome però il ragazzo è in difficoltà è necessario ricordargli le promesse fatte e le speranze riposte, in modo che si avveda e si fortifichi sulla retta strada...gli amici non vanno traditi!
"Mai al governo senza il voto"...vabbè, giovanile esuberanza!
"Non farò le scarpe a Letta"...piccola bugia per ingannare l'avversario!
"Mai più ricatti dai piccoli partiti"...in politica le "bombe" dovrebbero essere diverse da quelle del liceo...ma il ragazzo si deve ancora fare! Però voglio ricordargli che per Kant (Sui doveri etici verso gli altri. La veridicità) la verità è un dovere incondizionato di fronte a tutta l'umanità, mentre la menzogna è una rovina per l'intera società e per le sue stesse fondamenta: chi mente abolisce la società.
"Basta Alfano nella squadra"...bontà giovanile, che altro avrebbe potuto fare il poveretto!
"Mai più larghe intese"...in effetti è l'unica cosa che sta facendo..."intende in modo molto ristretto"!
"Su sedici ministri ha voluto ben otto donne"...al di là del fatto che ne riteneva sufficienti dieci, però dobbiamo ammettere che sotto questo aspetto è stato di parola...ed è fastidioso che qualcuno rimarchi che su 44 tra vice-ministri e sottosegretari le donne sono solo 7...sono solo quisquilie!
Qualcuno l'ha accostato a Craxi e altri lo vedono come fotocopia di Berlusconi, in realtà Silvio Renxi è "la differenza", come ha detto l'autorevole Cacciari, rispetto al governo Letta, per cui perché doveva cambiare più di tanto, perché innovare molto e perché tanto disappunto se conferma 6 ministri di Letta (magari scambiando le poltrone) e 18 sottosegretari. L'unica tirata d'orecchi, semmai, è che doveva stare un po' più attento a non andare a cercare con il lumicino personaggi inquisiti...ma sembra facile...ormai rubano tutti! Poi, detto tra noi, in questo momento si deve salvare il Paese e non si può stare a guardare le sottigliezze, infondo il Pd è un partito garantista e i miei amici possono stare tranquilli.
Se proprio dovessi dargli un consiglio, gli direi di lasciar perdere per un po' twitter e magari eviterei di scrivere: "Dopo le primarie ho mantenuto la parola data, in lealtà. Sarà bello il giorno in cui la coerenza di un uomo politico non farà più notizia"...avrei aspettato "quel giorno"!
In questo momento sarebbe scorretto ricordargli che aveva promesso di non aumentare le tasse e aver cominciato a farlo crea qualche imbarazzo tra gli amici, ma è anche vero che questi ultimi, se veramente lo sono, lo dovrebbero sorreggere anche nella cattiva sorte. E ricordo loro che ha pure detto : "Mi gioco la faccia"! E non è cosa da poco! E' pur vero che per farlo bisognerebbe averla, la faccia, ma il solo dirlo è cosa di una certa importanza.
Fino ad ora mi sono preoccupato di evidenziare ciò che potrebbe irritare gli amici veri o presunti, i giornalisti e i blogger prostranti, facili al tradimento il giorno dopo, ma ce ne sono molti che non ritengono Bettino Renzi il "salvatore" di ultima istanza dell'Italia, sono allibiti nel sentir dire che il Pd si sfascerebbe se non riuscisse nell'impresa e, soprattutto, che era necessario per non lasciare il Paese in mano a Berlusconi. Considerato il nostro masochismo, ammetto che sarebbe legittimo concedergli ancora del tempo per valutare le sue effettive capacità salvifiche, ma ciò non toglie che le premesse siano semplicemente devastanti. Però è veramente imbarazzante parlare di un "possibile fallimento" di un partito che non è, di fatto, mai nato! Che poi si dica che il nostro novello S.Giorgio era necessario per mozzare le unghie del drago d'Arcore è sinceramente offensivo. Se il Pd ha sempre salvato Berlusconi, Renzi sta esagerando:

  • gli ha concesso un ministro
  • se non dava le dimissioni, aveva un sottosegretario (Gentile) che aveva proposto il Nobel per Berlusconi
  • sta facendo il possibile per far fallire l'Italicum per accontentarlo
  • soprattutto l'uomo d'Arcore, politico navigato, sa benissimo che in questo momento non sarebbe vincente in caso di votazioni (si legga la batosta della Sardegna!), quindi sta comodamente in parcheggio in attesa del logoramento logico del giovane e, nel frattempo, ottiene pure condizioni vantaggiose. In realtà sembra condividere la guida del Paese.

Qualcuno scrive che è arrogante, irriverente, presuntuoso, pure vendicativo e vanitoso. Max Weber, in Politica come professione, parla di una qualità umana molto diffusa, la vanità, che in un politico rischia di trasformarsi in 'istinto di potenza', e quindi in esaltazione personale, distogliendo dal dovere di servizio alla causa : "Vi sono infatti in ultima analisi soltanto due tipi di peccato mortale sul terreno della politica: l'assenza di una causa e - spesso, ma non sempre, si tratta della stessa cosa - la mancanza di responsabilità".
Quello che realmente preoccupa, non è che il giovanotto non faccia qualcosa, ma cosa potrà costare al Paese! A ben guardare Berlusconi in vent'anni ha fatto parecchie cose...ma le stiamo pagando profumatamente! 







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