martedì 18 marzo 2014

La precarietà infinita

Qualcuno ha scritto e molti sostengono che sia giusto dare il tempo al presidente del Consiglio di lavorare. Lo dicemmo anche per Monti!
Se accettiamo la logica "ormai non abbiamo più niente da perdere" allora possiamo anche attendere gli sviluppi di una nuova tragedia per i giovani e il lavoro.
Aspettiamo che il nuovo mago svolga i rituali di turno e sediamoci ad ascoltare i menestrelli di corte ad insegnarci la differenza fra lavoro flessibile e lavoro precario. 

Un dato certo è che con Renzi si avrà la legalizzazione della precarietà o, nelle più rosee previsioni, non farà niente per i giovani, a meno che non siano fra quei dieci milioni che già lavorano, ai quali vorrebbe dare 80 euro al mese solo per una questione puramente elettorale....sempre che li dia!
I primi passi del rampante giovanotto di Firenze sembrano dar ragione al prof Gallino : "Il lavoro precario è una filiazione diretta della finanziarizzazione dell'economia. L'obiettivo è: massima libertà dei capitali, elasticità della produzione, creare lavoro usa e getta".
Mentre rimaniamo in attesa dei miracoli promessi, mi chiedo che quali siano le certezze di un lavoro che prevede un contratto a termine che si può scindere in tre anni otto volte...quale investimento, sia in termini di qualità e di prospettiva, è legittimo leggervi?
Mentre leggevo l'articolo di Chiara Saraceni, mia professoressa di sociologia della famiglia (forse il mio pessimismo è causato da questi cattivi professori?), mi chiedevo se veramente gli italiani sono ancora disponibili ad attendere ancora, dopo Berlusconi e Monti (con  breve pausa di Letta), che Renzi si diverta con il nostro Paese per fare gli interessi di pochi, illudere i tanti per il voto...per niente cambiare!
Se da una parte promette e se per farlo ha bisogno di trovare i fondi necessari, allora è legittimo non indignarsi davanti al piano di Carlo Cottarelli che prevede un esubero (che parola orribile!) di 85.000 persone nella pubblica amministrazione entro il 2016 per "raccattare" dai 3 ai 5 miliardi (ne servirebbero 7!) necessari a far mantenere tali promesse.
Per Zygmunt Bauman, in Vite di scarto, la produzione di «rifiuti umani» o, più precisamente, di esseri umani scartati (quelli in «esubero», «eccedenti», cioè la popolazione composta da coloro cui non si poteva, o non si voleva, dare il riconoscimento o il permesso di restare), è un risultato inevitabile della modernizzazione e una compagna inseparabile della modernità. È un ineludibile effetto collaterale della costruzione di ordine (ogni forvia di ordine scarta alcune parti della popolazione esistente come «fuori posto», «inidonee» o «indesiderate»), e del progresso economico (che non può andare avanti senza degradare e svalutare i modi di «procurarsi da vivere» che in passato erano efficaci, e che quindi non può che privare del sostentamento chi quei modi praticava).
Ma se Renzi rappresenta il meno peggio o, ancora meglio, se è l'uomo giusto in questo momento e che sa parlare da sinistra guardando a destra (del tipo una botta al cerchio ed una alla botte) allora lasciamolo lavorare e mettiamoci tranquilli ad aspettare gli eventi.


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