martedì 31 dicembre 2013

Un 2014 più felice!



Nel suo ultimo libro, Il colpo di stato di banche e governi, Luciano Gallino descrive la crisi  come: "Il più grande fenomeno di irresponsabilità sociale di istituzioni politiche ed economiche che si sia mai verificato nella storia".
Per sintetizzare le disgrazie del 2013  servirebbero molte pagine, quindi è meglio dare solo alcuni dati statistici che riescono, comunque, a dare il senso della tragedia che ha colpito le persone.

Secondo il rapporto Istat, Inps e ministero del Lavoro, dal 2005 al 2012 il numero dei poveri, in Italia, è cresciuto fino a raddoppiare. Maggiormente colpite sono soprattutto le famiglie numerose, in maggioranza residenti nel Mezzogiorno, e le famiglie con membri aggregati e fra queste ultime una famiglia su tre è relativamente povera e una su cinque lo è in senso assoluto.
Nel rapporto, Crisi e nuove povertà in Europa: il rapporto della Croce Rossa, si legge, per quanto riguarda il nostro Paese, che nel 2012 sono stati 400.000 i nuclei familiari assistiti; se si pensa che la Croce Rossa riesce ad occuparsi solo di una parte dei poveri, risulta evidente la drammaticità della situazione. Un tempo i poveri assistiti erano soprattutto i senza dimora e gli anziani , mentre oggi aumentano operai e pure impiegati, tanto che nel rapporto si legge: "Le povertà sono le stesse, sono i poveri ad essere nuovi"!
Se è vero quel che scrive Charles-Louis de Montesquieu: "Un uomo è povero non già quando non ha niente, ma quando non lavora", allora ci vuole una buona vista per "vedere" il futuro: la disoccupazione si attesta intorno al 12%, e quella giovanile al di sopra del 40%, mentre il tasso di inattività intorno al 36,2%; negli 11 mesi del 2013 la cassa integrazione ha raggiunto 990 milioni di ore e 520mila lavoratori a zero ore, con un perdita sul salario di 7.300 euro ciascuno.
Per quanto il Governo cerchi di spargere ottimismo a palate, intravedendo una ripresa, rimane difficile credergli se non mette in moto politiche industriali e del lavoro adeguate; e rimane comunque da capire se i posti di lavoro saranno proporzionati a tale ripresa o se, come da più parti si legge, dovrà essere accettato, come dato "naturale", un sostanziale aumento della disoccupazione "necessaria"!
Stasera il presidente della Repubblica farà il suo discorso di fine anno, e si legge che sarà molto forte (e lo sarà sicuramente!), Grillo-sfascista farà il suo e chissà che non lo faccia anche Berlusconi-condannato, per il quale gli italiani che non lo votano non sanno votare! Meno male che se ne stanno zitti Renzi e Salvini...in fondo hanno esagerato nei giorni scorsi !
A loro non interessa la violenza subita dagli italiani in questi anni, non hanno il senso della gravità del malessere che attraversa i cittadini e non hanno la più pallida idea della "vicinanza" del punto di rottura, oltre il quale si potrebbe rischiare una violenta reazione della gente. Per loro è necessario difendere ad oltranza interessi particolari, benefici personali e rimanere al potere il più possibile...e il più possibile spremere! E' per questo che non ascolterò nessun discorso, ma, se proprio dovessi infliggermi una condanna, non esiterei a scegliere Napolitano perché, per quanto non condivida le sue scelte, sicuramente è un gigante di moralità rispetto agli altri due: Berlusconi-condannato negli ultimi venti anni ha dato prova di quanto poco gli interessasse il Paese e gli italiani, salvo i suoi ristretti amici ed ha avuto pure i numeri per fare ciò che aveva promesso ai suoi elettori; e ho sempre ritenuto che l'accoppiata Casaleggio-visionario - Grillo-sfascista fosse entrata in politica, con l'arte di cavalcare il malcontento, solo per personalissimi ed esclusivissimi interessi personali.
Chi dovrebbe, invece, proferire qualche parola per annunciare le proprie dimissioni, come il segretario di Rifondazione Comunista, se ne sta zitto e rintanato nella cellula-fortezza e non intende schiodarsi da una poltrona che non merita...che dovrebbe cedere per incapacità conclamata! 
Se dal lato del lavoro è un dramma da quello politico è una tragedia, per cui è difficile credere che il 2014 possa essere un anno migliore se non siamo noi a fare scelte chiare e decise...se non ci mettiamo in testa che qualcosa deve e dobbiamo cambiare, oltre a convincerci che abbiamo sbagliato, che abbiamo eletto persone sbagliate e che forse rappresentano anche il nostro modo sbagliato di concepire la politica; dobbiamo imporci il cambiamento e imporlo a chi va a dirigere, altrimenti anche gli auguri che ci aspetteranno nei prossimi anni saranno certezze solo dal lato dei sacrifici: nel 2014 arriverà ad ogni famiglia una stangata di 1.400 euro in più da pagare!...senza uno stralcio di progetto  che dia senso ai sacrifici per un futuro migliore!
Forse non sono i migliori auguri...forse sarebbe stato meglio scrivere queste cose il 2 di gennaio del 2014...forse!...o forse è meglio ricordare che esiste "un fondo del fondo" e che il miglior augurio è quello di proporci un traguardo che parli del nostro futuro, affinché il 2014 sia almeno migliore del 2013... o che almeno ci renda tutti un po' più felici!





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