domenica 20 ottobre 2013

Riprendiamoci il futuro!

Il prof. Orsi della London School of Economics scrive : "Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all'Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da un condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent'anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampante terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale". Sinceramente coltivo la speranza che gli italiani abbiano il coraggio di far si che abbia torto il professore quando asserisce che "...dell'Italia non rimarrà nulla, in dieci anni si dissolverà"!  Ci vorrebbe anche intelligenza, ma su questa pongo poca speranza, viste le ultime vicende su Berlusconi, il governo e la genuflessione al Pdl, le sue tasse, la busta paga dei lavoratori più pesante e, come se niente fosse, PD e PDL possono ancora contare sui loro greggi ossequianti e il massimo della follia è che l'opposizione è data in mano al M5S..."larghe intese" contrapposte ad uno strano miscuglio di destra e sinistra, incasinata e manovrata da un comico e da un visionario...
E' difficile accettare che un manipolo di corrotti e incapaci politicanti abbiano portato il nostro Paese a questo livello, ma dobbiamo renderci conto che se pochi l'hanno distrutto è perché i molti l'hanno concesso con la loro indifferenza e stoltezza...alla lunga diventata quasi rassegnazione! Forse è arrivato il tempo che ci si risvegli dal torpore della facile ricchezza berlusconiana e si ripensi al futuro nel termine "dignitoso"...magari per tutti!
Qualcuno ritiene che sia necessario un sano ottimismo, invece ritengo che prendere atto del degrado raggiunto (e non voltare la testa dall'altra parte!) sia il modo più intelligente per  frenare la caduta e sperare nella risalita.
Secondo l'indagine "La percezione della crisi e il made in Italy", realizzata da Coldiretti-Ixe, il 70% degli italiani temono di perdere il lavoro; il 53% ha paura di non avere un reddito sufficiente per mantenere la famiglia. Il 35% degli italiani sono convinti che la situazione peggiorerà; il 51% ritiene che la crisi rimarrà stabile e solo il 14% ritiene che ci sarà un miglioramento. A fronte di ciò, il 68% degli italiani ha ridotto la spesa o l'acquisto di capi di abbigliamento; oltre il 50% ha rinunciato a viaggi e vacanze; il 42% ha rinunciato a ristrutturare la casa, il 40% all'auto e il 37% agli arredamenti; senza contare il 35% che ha rinunciato alle attività culturali e il 29% alle attività sportive.
Questi dati ci danno il senso tragico della percezione che gli italiani hanno del futuro, ma anche come sia difficile far riprendere l'economia se persiste tale condizione.
Nel lanciare la campagna "Miseria Ladra", il Gruppo Abele e Libera, attraverso la voce di don Ciotti, propongono una serie di punti concreti (che vi esorto a leggere) sui quali unire gli sforzi di tutti per "rendere illegale la povertà". In tale occasione, don Ciotti sciorina una serie di dati che è bene riportare, perché danno l'entità del dramma sofferto da milioni di persone: 9,5 milioni di italiani vivono con meno di 506 euro al mese; 4 milioni e 814 mila vivono in povertà assoluta (si tenga conto che in questa lista sono compresi il 7% di minorenni italiani!). Sei famiglie su dieci ( dato riportato anche da Coldiretti) hanno ridotto la quantità e la qualità del carrello della spesa e al sud tale percentuale raggiunge il 73% (a tal proposito consiglio la lettura dei dati pubblicati da Svimez). Un dato assolutamente incredibile, per un Paese come il nostro, riguarda le persone analfabete: 6 milioni!
Ora, se l'Italia piange l'Europa certamente non ride, se si analizzano i dati relativi all'ultimo rapporto sulla povertà nel mondo diffuso dalla  Croce Rossa Internazionale: nell'area europea ci sono 18 milioni di persone che ricevono aiuti alimentari e finanziari e 43 milioni che non riescono a nutrirsi a sufficienza (e molti sono bambini!); secondo Eurostat saranno 120 milioni i poveri entro l'anno, quindi un quarto della popolazione europea è a rischio di povertà (si pensi che nel 2009 erano 6 milioni!).
Il problema non è solo italiano, ma riguarda l'intera Europa, per cui sarebbe non solo sciocco ma pure demenziale rinchiuderci nei propri confini e non unire le forze con tutte le organizzazioni europee che abbiano come obiettivo l'abbattimento  delle disuguaglianze e delle iniquità. Ci vogliono scelte coraggiose, ma sono possibili solo se ai governi europei (al nostro in particolare!)  ci andranno persone oneste e che abbiano tre obiettivi: l'uomo al centro della politica, l'uguaglianza sociale e se considerano la povertà "illegale".
I mezzi ci sono, basta avere il coraggio di usarli, soprattutto, serve l'onestà di prendere atto che tutti, secondo le rispettive possibilità, devono partecipare al risanamento. Fino ad oggi la crisi è stata lasciata sulle spalle dei lavoratori. E' ora che chi ha sfruttato e guadagnato abbondantemente dalla lunga crisi, tra l'altro scatenata da pochi sfruttatori, renda almeno una parte di ciò che, illecitamente, si è appropriata. 
In Italia abbiamo difficoltà a far capire ai senatori e deputati che sarebbe il caso di tagliarsi una fetta di vitalizi; abbiamo difficoltà a far digerire ai nostri manager pubblici che 300 mila euro l'anno sono una cifra giusta per il loro scarso lavoro; abbiamo difficoltà a combattere l'evasione fiscale; abbiamo difficoltà a contenere la corruzione; non riusciamo a non far portare soldi nei paradisi fiscali; non sappiamo combattere l'economia sommersa e illegale...e oltretutto il governo riesce nell'impossibile impresa di non far pagare neppure l'Imu sulle case di chi avrebbe potuto pagare! Allora si escogitano tasse e tassette, incasinate fra loro, per raccogliere su tutti ciò che avrebbero dovuto pagare (almeno una grande fetta!) i pochi che non pagano mai! Il nostro Paese è ultimo in graduatoria su tutto ciò che riguarda i diritti dei lavoratori, ma come presenza di ricchi, e ben protetti, veleggia nelle prime posizioni al mondo! 
In Svizzera, dal primo gennaio 2014, scatterà il prelievo dell'1% sugli stipendi che superano i 250 mila euro, che sarà utilizzato a finanziare gli ammortizzatori sociali. L'obiettivo è di raccogliere 100 milioni di franchi (80 milioni di euro) per sanare un disavanzo da 4 miliardi e per riportare in ordine i conti del fondo degli ammortizzatori per i disoccupati entro 15 anni. Si tenga conto che il tasso dei disoccupati  in Svizzera è del 4% (era l'1,1% negli anni '90), contro il 12% dei disoccupati italiani...e noi abbiamo la disgrazia di avere dei politici, ma anche cittadini consenzienti, che ritengono un'ingiustizia pagare l'Imu sulla loro faraonica casa!
La rassegnazione è un peccato grave, piuttosto serve la consapevolezza che ormai stiamo grattando il fondo del pozzo e che solo noi possiamo risalire...e che spetta a noi, e non a ipotetici eroi, riprendere le redini del futuro! A meno che qualcuno non gradisca la vanga offerta dai politici per scavare il fondo ancora più fondo...
Giuseppe Fava, l'artista ucciso dalla mafia nel 1984, scriveva: "A che serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare?"




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