domenica 11 gennaio 2015

Non in nome di Dio

Da secoli in nome di Dio e della razza si commettono crimini di ogni genere, che la ragione difficilmente riesce a domare; in nome di qualcosa o di qualcuno si vuole giustificare la follia umana.
Non ci sono differenze tra Anders Breivik in Norvegia o i fratelli Komachi e Coulibaly in Francia, sono criminali, punto e basta! 
Non esiste una solo motivazione, sia di religione che di razza, che possa giustificare l'uccisione di un essere umano; come non è concepibile che ci possano essere ignobili figuri, politicanti compresi, che cavalchino la paura e i peggiori istinti per raccogliere consensi.

Non in nome di Dio

Dio,
o che nome abbia,
non chiama all’armi
per dare amore
e la conoscenza sua.

Da secoli han fatto,
e fanno ancora,
guerre in suo nome;
hanno invaso,
condannato e torturato,
ucciso e depredato
e sottomesso genti.

A proprio scopo
viene offeso
e all’uopo usato
da ignobli figuri,
vili governanti
e servi farneticanti.

Se c’è,
che sia pregato,
e se non c’è
non sia inventato
a camuffar disumane
e indegne gesta.

Maledetti,
indegne serpi,
i crimini son vostri
e non di Dio
o che nome abbia
(Idelbo)

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